WORKS

Una panoramica delle principali COLLABORAZIONI artistiche e professionali, PRODUZIONI DI videoclip, aftermovie, cortometraggi, documentari, teaser, performance VISUAL, RIPRESE video, progetti E MOSTRE fotograficHE, REALIZZATI per artisti, coreografi, danzatori, attori, cantanti, musicisti, dj e producer italiani ed internazionali PER spettacoli di danza classica E AZIONI coreograficHE, INTERPRETAZIONI teatrALI E concerti, dj-set ED eventi DAL VIVO, CONFERENZE E progetti culturaLI, IN SCENA sul palco DI teatri, LUOGHI E SPAZI dell’ARTE ITALIANA E CONTEMPORANEA, club E festival DI MUSICA ELETTRONICA, DOVE HO LAVORATO come fotografo, videomaker e visual artist IN OLTRE VENT’ANNI aNNI di attività professionale.

ALLe collaborazioni più significative SONO RISERVATE PAGINE SPECIFICHE del sito raggiungibili daI pulsanti NEL paragrafO DEDICATO o dal menu principale.


INDICE
PRODUZIONI VIDEO E FOTO
PROGETTI, COLLABORAZIONI
ARTISTICHE E PROFESSIONALI
(cronologico)

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  1. L’inzio di Una passione lunga una vita (1985-1996)
  2. La formazione universitaria in Scienze Naturali
  3. Il progetto per Il Dipartimento di Urbanistica alla Biennale di Firenze

    2001-2005
  4. Il percorso di Visual Artist per clubs, festival e discoteche
  5. Il servizio civile per Legambiente
  6. Il cortometraggio Madrid Esperas!
  7. La mostra fotografica “Dialoghi Muti”

    2005-2014
  8. La collaborazione artistica per Irene Stracciati, danzatrice e coreografa (Ass. Stranensemble – Siena )
  9. Il ricordo di Michelangelo Caponetto “Una vita in facoltà” di Architettura di Firenze – Progetto multimediale DVD
  10. I cortometraggi tra Avignone e Parigi
  11. Il videoclip Downtown per Minimono (Bosconi Records)
  12. La collaborazione per l’Accademia sull’arte del gesto, la Compagnia Virgilio Sieni e i Cantieri Goldonetta di Firenze
  13. Visual scenografie per il Circo Praticabili
  14. La collaborazione come Direttore della Fotografia
  15. Il videoclip in stop motion per Le Cellule Dormienti
  16. L’aftermovie per Bosconi Records
  1. Il cortometraggio Cosa resta dei sogni © nel Parco della Camargue, tra Firenze e Siena
  2. Il corto Bianca, la giostra e il Bounty © in memoria di Anna Maria Papi
  3. Viaggio in Norvegia
  4. Il videoclip teatrale Antigone in Agone di Mila Moretti – Volterra e Parco delle Sculture

    2015-2020
  5. Le fotografie e i video degli spettacoli di teatro Entr’Arte e Khora Teatro
  6. Documentazione fotografica per mostre d’artisti allo spazio 79R
  7. Videoclip musical e teaser per musicisti e concerti
  8. La collaborazione con Catalyst Teatro e Dav-giulivo-clown
  9. I videoclip per Mario Ramunni and band
  10. Il teaser per Circo Nero Italia

    2020-2025
  11. Il progetto fotografico Giardino di Boboli – Natura e Scultura
  12. Il libro fotografico Orbetello – Oasi di Natura Protetta
  13. La conferenza della Divercity MAG al Salone dei CInquecento
  14. Il video per Findomestic per la Giornata Inter. Contro la Violenza sulle Donne
  15. La scansione digitale delle opere del pittore Giorgio Cipriani
  16. I video delle Masterclass dei Casting director della Scuola di cinema DVAS
  17. Restauro e Digitalizzazione opere di Giorgio Cipriani dall’Archivio Papi Cipriani di Siena

L’inizio di una passione
lunga una vita

Orlando 1985

Per conoscere come é nato il mio interesse per la fotografia, le riprese e il montaggio, quando ancora giovanissimo ho imparato a realizzare i primi scatti con le macchine fotografiche, ho iniziato a sperimentare le prime riprese con cineprese e il montaggio in Super 8 fino alle telecamere e all’editing analogico, dal 1985 al 2001, prima del digitale, ho scelto di pubblicare Longlife Passion. Una pagina che racconta quali sono le figure familiari che hanno contribuito a sostenermi in questo percorso artistico e come l’iniziale curiosità di bambino si sia trasformata nella volontà di inseguire un sogno, quello di riuscire a raccontare il mondo e la realtà attraverso l’obiettivo, le riprese e l’arte del montaggio, dandomi il coraggio di lottare per intraprendere un’attività professionale che mi consente di esprimere tutt’ora di riuscire a condividere passioni lunghe una vita che fanno parte di una naturale predisposizione all’interesse verso l’arte, la natura, la musica e la cultura.


La formazione universitaria
in Scienze Naturali

Ho sempre avuto il desiderio di approfondire e conoscere meglio i segreti della Natura, studiare la vita e il comportamento degli animali e delle piante con la speranza che studiando e approfondendone la conoscenza, avrei potuto in qualche modo contribuire a proteggere e aiutare quella parte di mondo così indifesa e sempre più in pericolo per la progressiva distruzione della biodiversità a causa dell’incoscienza umana.
Così nel 1995, dopo aver conseguito il diploma scientifico, mi sono iscritto al corso di laurea in Scienze Naturali presso la Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali seguendo l’indirizzo Conservazione della natura e delle sue risorse sperando così non soltanto di riuscire a proseguire gli studi e coniugare la passione per la scienza a quella per le riprese e la fotografia con la speranza di raggiungere quel grado di competenza necessario per poter un giorno contribuire alla salvaguardia dell’ambiente e alla tutela degli ecosistemi del pianeta.
Per diversi anni ho studiato vivendo in pieno questa esperienza di formazione con l’intento di poter un giorno realizzare documentari naturalistici e partecipare come fotografo e videomaker alla divulgazione scientifica e gridare al mondo la situazione critica in cui versano gli habitat naturali e dai quale dipende la nostra stessa sopravvivenza di esseri umani.

Per approfondire sul percorso di studio, sul valore del documentario naturalistico e della scienza e comprendere le motivazioni che rendono viva ancora oggi questa speranza …continua a leggere

Oggi il tema dell’ambiente, nonostante l’effetto drammatico del cambiamento climatico sia sotto gli occhi di tutti è ancora considerato in Italia, e non solo, come un argomento secondario, in certi casi perfino negato, e il documentario naturalistico non viene inteso come strumento di comunicazione scientifica ma ritenuto una semplice forma di intrattenimento riservato ad un pubblico di giovanissimi, di minor interesse. In un era dove l’informazione in generale è ormai frammentata gestita dagli algoritmi delle piattaforme, tra il domino dei social media, il negazionismo e la propaganda spesso rendono vano il lavoro di molti scienziati e così anche di importanti documentaristi facendo ancora più sottostimare l’importanza dell’immenso contributo scientifico nella divulgazione di temi naturalistici che molti operatori di questo settore da decenni hanno testimoniato con straordinari filmati a fianco di scienziati e studiosi di tutto il mondo sulla vita di ecosistemi, denunciando gravi crisi in corso nella distruzione della biodiversità operata dall’uomo. Il documentario naturalistico sembra oggi essere banalizzato come qualcosa di datato e molto sottovalutato. Oggi è risaputo che la distruzione delle foreste primarie e delle risorse naturali, il surriscaldamento terrestre causato dall’inquinamento atmosferico e l’impatto delle attività antropiche rischiano ormai di generare una progressiva dissoluzione dell’habitat originario del nostro pianeta a causa di scelte politiche oggi in atto nella gestione del patrimonio naturale e risulta evidente che siamo di fronte ad un processo di distruzione già da tempo in corso e che scienziati di tutto il mondo definiscono come la sesta estinzione di massa. Moltissime specie stanno scomparendo ogni giorno sotto i nostri occhi e con esse milioni di anni di evoluzione, utile allo studio della ricerca scientifica, e questa è forse una delle ragioni che nonostante tutto questo mi spingono ancora oggi a voler provare a difendere queste ragioni. Anche se non sono riuscito a concludere il mio percorso di studi oggi non sono laureato, nonostante avessi terminato quasi tutti gli esami, fermandomi ad un passo dall’inizio della tesi, turbato e sconvolto da un grave lutto familiare per la perdita di mio padre, mi ritengo fortunato di aver potuto studiare e di aver imparato tutto quello che oggi conosco sul meraviglioso mondo della natura. Un percorso di approfondimento per certi aspetti complicato per il quale ho faticosamente studiato ma che mi è servito a comprendere una miriade di segreti sulla vita di ogni essere vivente e mi ha fatto capire, ancora di più, l’importanza di salvaguardare e proteggere quell’immenso patrimonio che animali, piante ed ecosistemi della natura racchiudono in sé.
Per risvegliare la coscienza della società contemporanea sempre più individualista e quasi indifferente a ciò che appare così indifeso e fragile, ho scelto un modo meno impattante di intervenire dello scienziato, ma lo stesso ho cercato in ogni modo possibile di condividere questo messaggio con la fotografia, le riprese video o la forza di un cortometraggio; e se oggi ahimè forse, in un utopica visione nell’ intraprendere il mio percorso di studi e di consapevolezza mi aspettavo di riconoscere nella società un grado di maturità e coscienza ecologica ben più forte, e che ho visto mancare, confido ancora nella possibilità di un balzo culturale che possa preservare l’integrità del mondo prima che sia troppo tardi. Ho creduto per molti anni nella possibilità che il mondo si fosse accorto di questa urgenza credendo in questo obbiettivo quasi come una missione di vita, ma poi forse la realtà mi ha lentamente disilluso, e crescendo, di fronte alla realtà dei fatti, alla politica fatta di soluzioni annunciate e disattese, dalle scelte di un società anestetizzata che trascinata dalle logiche di mercato è diretta verso una progressiva spesso cieca, forma di autodistruzione dove tra consumo del suolo, discariche a cielo aperto, isole di plastica e microplastiche nel plancton, che invadono le catena alimentari, sovrapproduzione tessile da shopping compulsivo che inquina le falde, miniere di carbone per alimentare l’intelligenza artificiale, in un mondo che sembra ormai impazzito e fuori dal nostro controllo, dove ogni risorsa naturale, dalle foreste all’acqua è considerata a disposizione dell’approvvigionamento in nome del profitto dove la natura sembra essere soltanto un ostacolo, mi sono reso conto che s la razza umana , sconvolta da guerra, povertà ed orrore , tra violenze di ogni genere, dove persino il rispetto del diritto umanitario, e insieme la difesa della dignità dell’essere umano, sembra essere il primo valore a non essere rispettato, ho compreso come il diritto alla conservazione della natura e delle sue risorse, possa essere così facilmente calpestato ogni giorno insieme alla vita di milioni di esseri viventi. Concludendo questa riflessione per rimanere appesi alle speranze di quelli che come me sostengono in silenzio, il valore di quei piccoli progetti di conservazione portati avanti dall’encomiabile e lavoro di pochi e sparuti gruppi di ricercatori, associazioni di volontari, e singole persone che ogni giorno cercano di difendere la natura, gli animali e tutti gli esseri viventi e combattono per la difesa del pianeta terra contro le logiche dominanti voglio continuare a credere ancora che un mondo diverso sia possibile, confidando nel futuro con un senso di fede ambientalista cercando anche con l’arte di sostenere l’inversione di tendenza, verso una maggiore consapevolezza promuovere la conoscenza e la consapevolezza, costruire nuove occasioni di riflessione, dialogo e di confronto, persino di pace, nella speranza che preservare il valore espresso dalle immagini possa aiutarci a proteggere la sensibilità dell’essere umano e forse anche a costruire un mondo migliore verso una decrescita felice. Per questo a quasi trent’anni di distanza da quel primo giorno di studi porto sempre avanti questo impegno anche attraverso la fotografia, il video e le arti digitali dei visual, che mi hanno aiutato a mantenermi negli studi e che non ho mai rimpianto, proprio per difendere non soltanto un sogno ma quel bisogno che appartiene a tutti noi di salvaguardare la natura e così di salvare anche noi stessi.


Il progetto fotografico e video
alla Biennale di Firenze del 1996

Stazione Leopolda – Galleria degli Uffizi – Palazzo Pitti – Forte Belvedere – Palazzo Ferragamo

Biennale di Firenze 1996 – Stazione Leopolda

Nel 1996 ho lavorato nel mio primo progetto fotografico e video, incaricato dal Dipartimento di Urbanistica della Facoltà di Architettura, dove mio padre Michelangelo Caponetto ha insegnato per molti anni come docente di sociologia dell’urbanistica, per realizzare un ampio lavoro di documentazione della riqualificazione urbana di una delle aree dismesse più grandi della città di Firenze, la Stazione Leopolda, dimostrando l’opportunità di riutilizzare spazi urbani già esistenti in disuso e abbandonati. In quello spazio da poco ristrutturato, era stato organizzata la Biennale di Firenze – Arte e moda durante la quale ho realizzato una ampia documentazione fotografica e video, soffermando l’obbiettivo in particolare sulla relazione esistente tra i particolari storici della struttura risalente all’800 e la modernità delle installazioni, portando l’attenzione sulla necessità di riqualificazione del patrimonio architettonico e storico nell’evitare l’eccessivo consumo di suolo pubblico, e sull’importanza sociale e culturale di quell’esempio virtuoso di “riabilitazione” di uno spazio in disuso e ormai abbandonato come la vecchia Stazione di Firenze.

CONTINUA A LEGGERE sul progetto di riqualificazione urbana delle aree dismesse di Firenze.

Nella visione attuale della nostra città quest’opportunità di riqualificazione degli spazi ad uso dei cittadini sembra essere diventata, a molti anni di distanza, soltanto una chimera e così anche l’idea di una possibile contaminazione artistica è scaduta ormai nella consuetudine di offrire al miglior offerente persino l’identità dei luoghi simbolo della città.
In nome di una presunta modernità Firenze appare oggi ormai svenduta, mercificata, conquistata da chiunque sia disposto a pagare per l’affitto di spazi e luoghi unici al mondo, che rischia per un uso indiscriminato ed eccessivo di una pratica diffusa e la mancanza di rispetto verso il proprio patrimonio artistico, di perdere la sua opportunità di rinascita.
Vittima di “impoverimento” urbanistico e soprattutto culturale, lo spazio pubblico sembra essere inesorabilmente e sotto gli occhi di tutti, fagocitato dalle logiche del profitto, e trasformato ancor più, dopo l’emergenza pandemica, in un sorta di villaggio turistico a cielo aperto, dove il patrimonio artistico della città diventa luogo riservato a pochi eletti, asservito e degradato al turismo mordi e fuggi, relegato a fondale del parco divertimenti che sembra rinnegare l’identità stessa della storia di Firenze, come città d’arte, luogo di scambio internazionale tra arte e cultura, culla del Rinascimento mondiale, che ormai potremmo considerare se non del tutto perduta, afflitta da nuove forme di decadenza contemporanee.
In assenza di un controllo e senza una corretta gestione del tessuto urbanistico di una città come Firenze, che sia effettivamente in grado di prestare la dovuta attenzione alla qualità delle “concessioni” seguendo un vero progetto di opportunità artistica, e non soltanto politica, in modo che si rispettino prima di tutto l’identità dei luoghi, delle forme, delle architetture, evitando di stravolgere il senso di questo possibile e importante dialogo tra il vecchio e il nuovo, che invece è spesso realizzata senza criterio, scelta o progetto intelligente, che non sia soltanto risultato di una logica di convenienza, si rischia di distruggere l’essenza e l’identità culturale del nostro patrimonio e inseguendo l’effimero, lo stupore, il cattivo gusto e la luce riflessa di opere senza tempo che rendono questa città così unica al mondo e patrimonio dell’Unesco oggi in una consuetudine divenuta ormai eccessiva, stiamo produce l’effetto contrario: se inizialmente avevamo sperato nella ricerca di una contaminazione consapevole dei luoghi della storia e della cultura della città, riscontrabile in quella discrete e misurate installazioni della Biennale di Firenze del 1996 oggi a distanza di molto tempo purtroppo la politica non persegue più un’idea di riqualificazioni intelligenti e partecipata, e così l’arte contemporanea non è più considerata un valore aggiunto ma è diventata come purtroppo anche la più antica, medievale o rinascimentale, ottocentesca che sia, complemetare e secondaria alla città vetrina.
Il lavoro per il dipartimento di Urbanistica, nonché anche per mio padre, è stata esperienza importante nell’affermazione del mio lavoro di fotografo e videomaker e che inaspettatamente ha contribuito molti anni più tardi a rendere anche il mio progetto di visual artist fermamente basato prima di tutto su contenuti, da allora ho sempre cercato di proporre progetti visivi che avessero prima di tutto un significato culturale o tematico prima ancora che artistico od estetico.

In occasione della Biennale di Firenze nel 1996 ho avuto l’opportunità dunque di realizzare un’importante lavoro di documentazione video e fotografica che mi ha portato insieme alla Stazione Leopolda in altri luoghi simbolici di Firenze tra cui la Galleria degli Uffizi, Palazzo Pitti, Forte Belvedere e il Palazzo Ferragamo dove erano esposte altre opere degli artisti ospiti della biennale che ho cercato di raccontare con un nuovo sguardo con l’intento di sottolineare l’espressione dell’arte, tra architetture contemporanee e rinascimentali, in una nuova fase di apertura della città alla riqualificazione delle aree dismesse e alla contaminazione artistica.
Il progetto fotografico e video per la Biennale di Firenze Arte e Moda è statala prima esperienza formativa del mio lavoro di fotografo e videomaker che oltre ricevere un cospicuo compenso mi ha dato la possibilità di ricevere il riconoscimento del Dipartimento di Urbanistica dell’Università di Architettura per il valore artistico e di contenuto della documentazione fotografica presentata e così anche per le riprese e il montaggio video realizzati che furono considerate all’altezza della difficile richiesta cui ero stato chiamato: illustrare per ciascuna immagine o inquadratura il rapporto esistente tra le strutture storiche ed architettoniche della città per renderle leggibili insieme all’aspetto complementare delle installazioni contemporanee della arte e della moda per offrire una traccia visiva tangibile di una possibile e riuscita riqualificazione urbana ed esprimere così il valore di quest’opportunità anche nell’interpretazione artistica dei luoghi storici della città.
E posso dire che il mio primo lavoro di fotografo e videomaker è stato un vero banco di prova.


IL PROGETTO FOTOGRAFICO
ALLA BIENNALE DI FIRENZE 1996



Il percorso di Visual Artist
Berlin Mitte Visual
e
N.E.T.O.

New Eyes To Observe

(2002 – 2008)

Fin dall’inizio del mio percorso artistico come videomaker e fotografo ho sempre cercato di avere una prospettiva diversa nel modo di raccontare le cose e così anche come Visual Artist ho cercato di rispettare questa esigenza, scegliendo di concentrare l’attenzione sul valore contenuto nel gesto e nel movimento, soffermare lo sguardo sui dettagli, sulle forme espressive dell’essere umano, trovandomi spesso a cercare di dilatare il tempo, prima nelle tecniche di montaggio e in seguito anche nell’utilizzo dei nuovi strumenti, linguaggi analogici e digitali.
Il senso ultimo di un concetto che alla base del progetto N.E.TO. è quello di amplificare visivamente il ripetersi e manifestarsi di ogni più piccolo gesto e movimento, e così in qualche modo trovare un linguaggio che potesse riuscire a valorizzarlo, e sottolinearne l’importanza del significato.
Quando ho deciso di creare il primo progetto personale da visual artist ho pensato che avrei voluto usare questa nuova arte digitale per sviluppare questo tipo linguaggio ed immaginare così un nuovo sguardo per osservare la realtà, questo il motivo per cui nel 2004 ho scelto di usare il mio pseudonimo N.E.T.O. come acronimo dell’espressione New Eye To Observe.
Nel 2002 sono stato tra primi in Italia a sperimentare l’arte del vj-ing iniziando a praticare questa nuova forma di linguaggio visivo iniziato prima con il progetto Berlin Mitte Visual, e poi dal 2004 al 2020 con la presentazone del progetto personale N.E.T.O. New Eye To Observe, considerato tutt’oggi, da molti artisti, djs e addetti ai lavori, uno dei migliori VJ-SET e progetti di Visual Art presentati sulla scena.


Il Berlin Mitte Group
Laboratorio di arti visive

Il percorso di Visual Artist è nato nel 2001 quando dopo una serie di viaggi tra Berlino e Barcellona ho scoperto le arti digitali e l’esistenza di questa nuova forma di espressione artistica chiamata Vj-ing che esprimeva attraverso la video performance in un dialogo estemporaneo con la musica e concentrando lo sviluppo del processo creativo attraverso l’improvvisazione direttamente sul palco a fianco dei djs.
Grazie alle grandi possibilità espressive che offriva questo nuovo linguaggio visivo sono riuscito ad unire la mia passione per la musica e quella di videomaker e in breve tempo è nata un esperienza unica che mi ha permesso di approfondire e mostrare al pubblico parte del mio percorso d’autore usando le arti digitali e di sviluppare un modo del tutto nuovo di comunicare visivamente.
Gli eventi del Berlin Mitte Group, sono stati il primo vero laboratorio artistico dove ho potuto sperimentare lo sviluppo di questo progetto, iniziando con video set completamente analogico per diventare un progetto visual interamente digitale. L’obbiettivo che avevo in mente era di quello di riuscire a proporre al pubblico un progetto di visual che potesse essere vissuto come una vera un’esperienza visiva in grado di generare una riflessione ed esprimere una visione d’autoreGli eventi del Berlin Mitte Group, sono stati il primo vero laboratorio artistico dove ho potuto sperimentare lo sviluppo di questo progetto, iniziando con video set completamente analogico per diventare un progetto visual interamente digitale. L’obbiettivo che avevo in mente era di quello di riuscire a proporre al pubblico un progetto di visual che potesse essere vissuto come una vera un’esperienza visiva in grado di generare una riflessione ed esprimere una visione d’autorePer conoscere il contributo di fotografo, videomaker, visual artist, designer, realizzato per il Berlin Mitte Group tra performance visual analogiche e in tempo reale, mostre, installazioni di diapositive, progetti grafici, videoclip invito a scoprire le pagine N.E.T.O Biography e N.E.T.O. L’arte del vj-ing dove si trovano gallerie inedite, anteprime, previsual riflessioni e approfondimenti che raccontano la storia di un autentico progetto nell’arte visual.


Le performance visual per dj internazionali
tra clubs e festival di musica elettronica

Dal 2002 al 2008 nella prima parte del lungo percorso di Visual Artist, ho avuto l’opportunità di realizzare innumerevoli live video-performance in esclusiva per molti club e festival tra i più importanti d’Italia, di accompagnare con proiezioni su schermi e led-wall il dj-set e il live di alcuni tra i maggiori djs e produttori di rilievo internazionale tra cui: Ellen Allien, Jeff Mills, Riccardo Villalobos, Luciano, Coldcut, Mathew Johnson, T-Raumschmiere, Zip, Krikor, John Acquaviva, Sascha Funke, Daniel Bell, Alex Petit, Cabanne, Bruno Pronsato, Barbara Morgestern, Luomo, di lavorare a fianco di molti dj e artisti italiani tra cui: Alex Neri, Francesco Farfa, Ralf, Gabry Fasano, Fabio della Torre, Minimono, Phipp, Cole, Eclat, Ether, Simone Fabbroni, Ivan Villa, Athos, Raiders of The Last Arp, Alex Redmann, David Love Calò, Biga, Umberto Saba, Ohz, Cayoproject, Cayorosso e condividendo la consolle con visual artist italiani ed internazionali tra cui anche: Coldcut, Pfadfinderei, Addictive Tv, Virgilio Villoresi, O’gino Knauss, Pixel Orchestra, DDG, Mediamash, Zernist, Enist, Gold, Oto Lab, Caino, Werk Design.

Una esperienza artistica che mi ha permesso di lavorare all’interno dei luoghi più rappresentativi della musica elettronica e della club-culture italiana ed europea tra cui Arezzo Wave, Elettrowave, Tenax, Stazione Leopolda, Elettronic MUVFestival, Nex-tech, Ex-Mud, Auditorium Flog, Central Park, Ex-Happyland, H202, Limonaia di Villa Strozzi, Doom, Capocaccia, BZF, di collaborare con rinomati collettivi tra cui Tenax Nobody’s Perfect, Apnea, Lisa, Intooitive, Werk, Gold, T-Rex, Push, MKN, No made One, Juice e di “improvvisare” sulla musica di ogni genere, dall’Underground alla Techno, dalla Drum and Bass alla musica minimale, dall’ Electro all’House, dall’Elettronic all’ IDM, dalla Classica al Rock, e di realizzare video scenografie per la danza classica e contemporanea, per il teatro e in alcuni concerti.

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DAL BERLIN MITTE VISUAL AL PROGETTO N.E.T.O. TRA CLUB, DISCOTECHE E FESTIVAL DI MUSICA
2002 / 2008

Il progetto N.E.T.O. performance visual in real-time
un nuovo sguardo per osservare

Il lavoro del vj è risultato di una performance live che si realizza mediante la costruzione di un dialogo artistico con l’esibizione di un artista e dove la musica è la vera protagonista. Esso si esprime attraverso una serie di proiezioni video, effetti ed elaborazioni grafiche che utilizzano un linguaggio visivo articolato, su più livelli, spesso creato sul momento. E’un lavoro che richiede impegno, creatività, ingegno, e capacità improvvisazione ed è spesso il risultato di un evento artistico unico e irripetibile. Per suscitare nel pubblico emozioni autentiche che possano comunicare un messaggio, una riflessione e stimolare un pensiero, non serve soltanto saper accompagnare il racconto musicale ma occorre essere in grado di proporre una vera e proprio esperienza visiva che possa condurre lo spettatore verso lacomprensione di un nuovo linguaggio visivo, e prima di tutto utilizzare uno sguardo diverso per osservare le cose, in altre parole, A New Eyes To Observe, N.E.T.O. ed è questo il significato ultimo dell’uso di questo acronimo e il senso del progetto artistico!


Il Visual “manichini”
by N.E.T.O.

Il progetto visual “Progetto Manichini” è la testimonianza di come fin dall’inizio del mio percorso artistico di Visual Artist, le mie performance live siano sempre state principalmente basate su di un contenuto autoriale, realizzato a partire da immagini filmate in prima persona, con l’intento primario di proporre progetti visivi che offrissero prima di tutto un background culturale o tematico prima ancora che estetico. Un progetto visual costruito su riprese di manichini con abiti di Emilio Pucci, che avevo filmato nel 1996 in un allestimento scenico della Biennale di Firenze (vedi paragrafo sopra) all’interno della Sala Bianca di Palazzo Pitti, sotto i grandi lampadari di uno spazio meraviglioso, magicamente vuoto eppure così animato dove i manichini di quelle figure stilizzate di modelle, sfilavano fiere ed eleganti, trasportate da un sistema meccanizzato della passerella, di fronte ad una platea di spettatori figurati e inanimati. In armonia con l’identità del luogo, ho dato vita ad un progetto visual approfittando, un po’ come si usa fare tra artisti, di un set di cui mi sono appropriato nel rispetto dell’importanza del luogo e dell’unicità dell’allestimento, per dare vita ad un montaggio video, che alcuni anni dopo nel 2002 è divenuto un unicum per come è stato riadattato per le performance visual. Un progetto a cui sono particolarmente legato ch rappresenta anche nel significato del montaggio video lo specchio di un sentimento, di un percorso artistico, di un legame con la città, con la Facoltà di Architettura di Firenze che mi ha commissionato il lavoro, e con aspetti personali della mia vita dato che mio padre era docente presso il Dipartimento di Urbanistica e forse non è un caso che sia diventato un simbolo del mio lungo percorso nell’arte del Visual. Il “progetto manichini” è infatti uno dei capisaldi tra contenuti delle performance visual che ho realizzato dal 2002 al 2008 come Berlin Mitte Visual e poi N.E.T.O. New Eyes To Observe, che nel corso degli anni è sempre stato molto apprezzato anche quando, dal 2016 al 2020, durante la collaborazione artistica al Tenax di Firenze ho deciso di riproporlo, come citazione “letteraria” di un lungo percorso artistico, durante alcuni degli eventi più significativi.

Il progetto manichini” nasce così, nel 2002, all’inizio del mio percorso di Visual Artist, in modo spontaneo ed autentico, da una delle sequenze più originali che abbia mai girato, da un montaggio video che avevo realizzato nel 1996 da giovane videomaker e rielaborato come una partitura dal ritmo cadenzato, perché fosse sempre sincronizzato alla musica e daquell’installazione realizzata del noto stilista italiano, esempio dintelligenza e creatività, che insieme hanno reso quei corpi inanimati protagonisti di una nuova danza, di una nuova contaminazione che li ha restituiti al movimento, alla forma visiva e grazie alla forza espressiva della performance visual ed in modo inaspettato, hanno attraversato il tempo e lo spazio in un dialogo unico ed appassionante con l’arte
E così una notte di 25 anni dopo, come in un dialogo artistico con la vita e con la storia dei luoghi, il filmato rielaborato di quei manichini, girato nella Sala Bianca di Palazzo Pitti, è tornato in uno degli altri spazi che ospitavano la Biennale di Firenze del 1996, La Stazione Leopolda, un luogo appena riqualificato e restituito alla città. E dopo essere stato proiettato durante le innumerevoli performance visual del Berlin Mitte Group, illuminato schermi di ogni forma e dimensione, ammirato dal pubblico di club e festival di musica elettronica e fino a Berlino nel 2005, per riapparire nello storico dancefloor Tenax dal 2015 al 2018, quella notte, nel 2019, è tornato a casa, in quel luogo da dove era in qualche modo partito il cuore di quel progetto, al Bright Festival, festival internazionale di arti digitali e visive, ospitato alla Stazione Leopolda dove come N.E.T.O VISUAL l’ho mandato sul led-wall della Sala Alcatraz (vedi foto a lato)
E come un visual che ha attraversato il tempo e la storia, illuminando la Stazione Leopolda, chissà se anche quel luogo, filmato molti anni prima, appena riqualificato, nella sua identità, si sarà accorto di essere nuovamente contaminato proprio dalla danza di quei manichini? ; )

Per conoscere il progetto N.E.T.O. New Eyes To Observe di Performance Visual in tempo reale invito a visitare la pagina di approfondimento N.E.T.O. l’arte del vj-ing nella sezione VISUAL ART del sito, a guardare alcuni esempi di come nascono, oltre al progetto manichini, molti altri visual d’autore che ho creato particolare nel capitolo “da riprese originali a visual d’autore“.


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Il servizio civile
per Legambiente

Nel 2002-2003, come obiettore di coscienza ho prestato servizio civile a Legambiente Toscana. Un’esperienza formativa che mi durante il quale ho approfondito le politiche della salvaguardia dell’ambiente, della protezione degli animali e della tutela del paesaggio. Insieme al presdidente Piero Baronti e al direttore Fausto Ferruzza ho lavorato da volontario all’organizzazione a sostegno di progetti nell’ambito della società civile toscana partecipando ad iniziative tra cui Puliamo il Mondo e il Social Forum Europeo e Firenze Social Forum.



Il cortometraggio
Madrid Esperas!

Nel novembre 2004 ho girato le riprese e realizzato un cortometraggio girato a Madrid che racconta attraverso le immagini di cittadini madrileni, ritratti da lontano nella loro vita di tutti i giorni, un sentimento di attesa durante il conto alla rovescia prima dei risultati delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti d’America. Attraverso il grande occhio di un piccolo televisore in una stanza di motel il mondo sembra piccolo e spaventato mentre assiste di fronte all’incertezza all’esito del voto interrogandosi sulle possibili e future conseguenze di quei prossimi risultati. Ore sospese che passano nella quotidianità dei gesti abitudinari degli abitanti di una città, dove la fragilità di ogni essere umano continua ad esistere, spesso inconsapevoli delle grandi decisioni che saranno prese nei palazzi della politica americana, distanti ma vicine, risultati di elezioni che coinvolgono direttamente tutti noi nelle speranze di una vita di pace e di un mondo migliore. Un viaggio discreto per le strade di Madrid, nella luce del giorno e della notte, sulle note delle musiche di Ella Fitzgerald e Louis Armstrong, dei Praticabili, che cerca di raccontare un sentire comune: quel desiderio di pace, di giustizia e di felicità che spesso rimane quasi sospesa, in attesa di una risposta politica che chiede ascolto, rispetto, considerazione. Piccoli gesti tra le persone che abitano la città, che si assomigliano, si confondono, insieme ai sentimenti che sono gli stessi per tutti i cittadini del nostro mondo, condizionati dalle scelte che spettano inesorabilmente a singole persone a capo delle maggiori potenze, anche a Madrid. Una riflessione sulla possibilità di scelta, su cui si basa la nostra libertà di persone, che è anche un dovere, il diritto di voto. Quell’autunno G.W. Bush è stato rieletto Presidente degli Stati Uniti d’America per la seconda volta e in virtù dell’importanza di quella scelta il democratico John Kerry, fu costretto ad ammettere la sconfitta.


La mostra fotografica
“Dialoghi Muti”

Nel 2004, invitato dalla fotografa ed artista Laura Viliani ho partecipato in un dialogo artistico intergenerazionale alla mostra fotografica Dialoghi Muti, con una selezione di 10 fotografie in bianco e nero che sono state stampate in carta cotone da Cesare Bossi nel laboratorio fotografico ACSAF (Archivio Contemporaneo Stampa Arte Fotografica) ed esposte in formato 80×100 all’interno dello spazio giovani di via Faentina a Firenze nell’ambito del progetto Cure D’Arte organizzato da Gianni Caverni e Lorenzo Pezzatini.



La collaborazione artistica con la danzatrice e coreografa
Irene Stracciati

Dal 2006 al 2014 ho lavorato nel corso di una lunga ed intensa collaborazione artistica con la danzatrice e coreografa, Irene Stracciati, già assistente alla regia di Virgilio Sieni per l’Accademia sull’arte del gesto, insegnante di corsi professionali di danza classica e laboratorio coreografico presso le sedi di Stranensemble a Siena.
Un esperienza che mi ha permesso di conoscere da vicino l’arte della danza, di partecipare a progetti artistici curati da Irene Stracciati e dalla Associazione Culturale Stranensemble di lavorare nella documentazione video e fotografica di numerosi spettacoli, partecipare a progetti, cortometraggi e documentari, mostre fotografiche e lavorando che Irene Stracciati ha realizzato e portato in scena sul palcoscenico dei teatri di tutta l’Italia ed interpretato insieme alle allieve/i dei corsi professionali di danza classica e laboratorio coreografico e insieme ai collaboratori del progetto Non_terapia. Negli anni ho imparato a raccontare la complessità l’arte della danza sia nella fotografia che attraverso le riprese, ammirando e ascoltando coreografie ideate dalla danzatrice e coreografa in un legame profondo con la musica e non ultimo ho compreso anche il valore della diversità e quanto il talento, educato con professionalità attraverso lo studio e l’impegno, possa comunicare la bellezza attraverso il movimento del corpo e delle infinite forme espressive del gesto.


Fotografie di spettacoli
per la regia, l’interpretazione e le coreografie di Irene Stracciati
e degli allievi/allieve dei corsi
professionali di danza classica e laboratorio coreografico,
in scena in diversi i teatri e luoghi della cultura

Nel corso dei numerosi anni di collaborazione artistica ho lavorato come fotografo nella documentazione di numerosi degli spettacoli interpretati da Irene Stracciati insieme agli allievi/allieve dei corsi di danza classica e del laboratorio coreografico che conduce e dirige nell’Associazione Stranensemble di Siena dove ho potuto realizzare numerose fotografie d’autore, partecipando ad importanti mostre fotografiche organizzate dalla danzatrice e coreografa che mi ha permesso di lavorare a stretto contatto con artisti di livello professionale e dare una personale interpretazione contribuendo on una visione d’autore per riuscire a valorizzare opere coreggrafiche uniche e straordinarie imparando a raccontare la danza attraverso l’arte dell’immagine.



SCOPRI LA COLLABORAZIONE ARTISTICA
PER GLI SPETTACOLI DI DANZA CLASSICA, IL LABORATORIO COREOGRAFICO
E IL PROGETTO DANZA NON_TERAPIA

DI IRENE STRACCIATI

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NELLA SEZIONE PROFESSIONAL
UN’AMPIA RACCOLTA DI GALLERIE FOTOGRAFICHE


NELLA SEZIONE VIDEO
LE ANTEPRIME DI CORTOMETRAGGI, RIPRESE VIDEO DI SPETTACOLI E PROGETTI
PER LA REGIA E COREOGRAFIE DI IRENE STRACCIATI

Cortometraggi, documentari e mostre fotografiche
in collaborazione con Irene Stracciati
per il progetto Danza Non_terapia

Dal 2006 al 2014 ho collaborato come fotografo e videomaker all’interno del “progetto Danza Non_terapia” a cura di Irene Stracciati. Il progetto nato nel 2005 per permettere l’integrazione di danzatori con Sindrome di Down e diverse forme di disabilità psichica, in corsi professionali di danza classica e contemporanea, il ideato e condotto dalla coreografa e danzatrice, è stato riconosciuto per importanza artistica e sociale sia a livello nazionale che internazionale e prosegue il suo percorso da anni partecipando con nuovi spettacoli in scena in tutta Italia che sono accompagnati sempre da nuovi laboratorio di formazione artistica e professionale per giovani allievi/e “normali” considerati al pari di altri con varie forme di disabilità.
Il progetto, così unico nel suo genere, portato avanti con determinazione dalla danzatrice e coreografa nell’instancabile e quotidiano lavoro, studio e preparazione si avvale inoltre della collaborazione di numerosi tra e allievi, artisti, coreografi, danzatori del panorama contemporaneo.

GUARDA L’ESTRATTO di GELO di Irene Stracciati
del progetto Non_Terapia


I cortometraggi-videoscenografie
per lo spettacolo Eva di Irene Stracciati

in scena nei teatri di tutta Italia

Nel 2006 ho realizzato due cortometraggi per lo spettacolo “Eva” per la regia, coreografia ed interpretazione di Irene Stracciati e Yuri Soldati, che sono stati prodotti esplicitamente come video scenografie per accompagnare le rappresentazioni andate in scena palcoscenici in tutta d’Italia dal 2006 al 2009.


GUARDA EVA e YURI
CORTOMETRAGGI-VIDEOSCENOGRAFIE
DELLO SPETTACOLO EVA

Il cortometraggio
La verità delle forme. Studio su Degas
all’International Toscana Video Festival Visionaria di Siena

Nel 2007 ho partecipato al International Toscana Video festival Visionaria di Siena con il cortometraggio “La verità delle Forme. Studio su Degas” realizzato attraverso le riprese dell’omonimo spettacolo di Irene Stracciati tenutosi nel 2006 presso il Teatro dei Leggeri di Colle Va d’Elsa.

La verità delle forme. Studio su Degas

Una visione di Orlando Caponetto
Degas, ha cercato di dare del corpo femminile un’interpretazione diversa da quella della bellezza artefatta e per farlo ha scelto di raccontare il mondo delle ballerine.

Questo film rappresenta una visione onirica, sopra il palco immaginario di una sala prove, dove Degas e le sue ballerine, raccontano il corpo della donna e della ballerina, attraverso il rapporto quotidiano col loro corpo e la ricerca ossessiva della perfezione che non esiste.
Sul palco esse rinunciano però alla bellezza e vengono ritratte nella loro umanità, e la loro danza diventa così movimento puro, vera espressione del corpo e della sua bellezza interiore, la quale mai potrà essere imprigionata in qualsiasi forma.
Alla fine di questo sogno, Degas rapito dal fascino e dalla bellezza, sognerà di diventare egli stesso una ballerina e poter così raccontare la sua bellezza interiore.


Il documentario

La Danzatrice.
Cronache da una vita normale” alla
Festa del Documentario di Siena

Nell’ambito della stessa collaborazione artistica con il progetto non_terapia nasce “La Danzatrice. Cronache da una vita normale” di Orlando Caponetto e Irene Stracciati, con Francesca Salvi e le allieve del corso di danza. Il documentario racconta la quotidianità di una ballerina portatrice di sindrome-di-down che tutti i giorni da oltre venti anni frequenta insieme alle altre allieve, “normodotate”, il corso di danza professionale di Irene Stracciati, e la sua partecipazione a numerosi spettacoli sul palcoscenico di numerosi teatri d’Italia. Un viaggio nella vita di una giovane artista che dimostra come come attraverso l’impegno, lo studio e la determinazione si possa arrivare ad avere un percorso professionale nella danza ed esprimere il talento e la bellezza anche nella differenza.
Il documentario è stato stato realizzato a Siena e presentato nel 2010 alla Festa del DocumentarioHai Visto Mai, un concorso di cortometraggi inediti italiani su temi sociali e di costume, direttore artistico Luca Zingaretti.

GUARDA IL DOCUMENTARIO LA DANZATRICE

Il cortometraggio
“Come astronauti sulla stessa luna

presentato alla Giornata Nazionale per la Sindrome di Down
Rimini 2020

Nel 2010 ho realizzato il cortometraggio “Come astronauti sulla stessa luna” (dedicato a F. Fellini) interpretato da Yuri Soldati, danzatore con sindrome di down, dalle allieve del corsi professionali di danza classica e laboratorio coreografico diretti da Irene Stracciati, autrice del soggetto e della sceneggiatura, nell’ambito del laboratorio non_terapia che ha condotto per un anno in collaborazione con l’associazione Crescere Insieme genitori persone down della provincia di Rimini verso la realizzazione di uno spettacolo da cui prende il nome e presentato al pubblico durante la Giornata Nazionale per la Sindrome di Down al Teatro degli Atti di Rimini in apertura dell’evento realizzato con il sostegno del Comune di Rimini dove in una sala gremita è stato accolto tra gli applausi del pubblico dimostrando il valore di un progetto unico in Italia che senza fare differenza nell’espressione del talento offre opportunità di studio e preparazione professionale nella danza anche a chi soffre di disturbo psichico o fisico dimostrando come il coinvolgimento nell’interpretazione artistica restituisca dignità e rispetto ad ogni persona.

GUARDA IL CORTOMETRAGGIO

La video scenografia de “Il calapranzi”
per la regia di Irene Stracciati

Nel 2008 ho realizzato la video scenografia per lo spettacolo “Il Calapranzi” di Harold Pinter per la regia di Irene Stracciati con Yuri Soldati e Matteo Marliani andato in scena in anteprima presso il Palazzo delle Papesse Centro Arte Contemporanea di Siena. 
Il calapranzi disegnato con una grafica bidimensionale, secondo una prospettiva vista dall’interno, veniva proiettato alle spalle dei due interpreti Un allestimento video interattivo, controllato dal computer o da supporti analogici, che ci ha permesso di amplificare il significato semantico di questo importante elemento del racconto riuscendo così da elemento scenografico a trasformarlo in un vero e proprio personaggio sul palco.


La mostra fotografica
Il talento non fa differenze
Siena 2010

Magazzini del Sale – Palazzo Pubblico

Nel 2010 ho partecipato alla prima edizione della mostra fotografica Il Talento non fa differenze, “Una mostra fotografica su bambini di talento ed ex bambini divenuti artisti”, inserita nell’ambito dell’iniziativa del progetto Progetto Non_Terapia a cura di Irene Stracciati ed ospitata ai Magazzini del Sale all’interno del Palazzo Pubblico di Siena.

La foto scelta per la mostra Il Talento non fa differenze, che ho realizzato durante lo spettacolo “Quattro” di Irene Stracciati andato in scena nel 2007 sul palcoscenico del Teatro Comunale di Modena per la regia, le coreografie e l’interpretazione di Irene Stracciati e dei collaboratori del progetto danza non_terapia ospiti alla nona edizione del Festival Internazionale delle Abilità Differenti, è stata utilizzata per il manifesto ed esposta con uno stendardo proprio sulla porta del Palazzo Pubblico di Siena in Piazza del Campo.

GUARDA LA GALLERIA
DELLA MOSTRA FOTOGRAFIA
IL TALENTO NON FA DIFFERENZE 2010

La mostra fotografica
Il talento non fa differenze

Siena 2011

Museo d’arte per bambini
Santa Maria della Scala

Nel 2011 ho partecipato alla seconda edizione della mostra collettiva Il Talento non fa differenze, “una mostra fotografica su bambini di talento ed ex bambini divenuti artisti” a cura di Irene Stracciati ospitata nel Museo d’arte per bambini all’interno del Santa Maria della Scala di Siena, ed inserita nell’ambito del Progetto Non_Terapia insieme alle fotografie di Dominique Papi, Stefano Fantini e Bruno Coccoluto.
Nella galleria qui sotto sono presenti alcune delle foto esposte alla mostra che raccontano le attività del progetto non_terapia e del corso professionale di danza classica e laboratorio coreografico diretto da Irene Stracciati attraverso una selezione delle fotografie che ho realizzato tra il 2010 e il 2011 presso la sede dell’associazione Stranensemble a Siena.

La bellezza si esprime in ogni istante in quel periodo meraviglioso e breve che è l’infanzia, ma l’impegno e la serietà che gli aspiranti danzatori impiegano sin da piccoli nel loro allenamento sono straordinari e unici. Gli scatti sensibili dei fotografi regalano uno sguardo sul mondo della danza e sui danzatori, privilegiati abitanti della musica e della scena, dai primi anni fino alla professione. Il talento è la particolarità che va dall’inclinazione verso qualcosa al genio e fa si che chi lo possiede si distingua da chi ne è privo. Il talento è necessario perché un artista sia davvero tale ma non si può circoscrivere in una definizione oggettiva. Quando il talento è nascosto da una disabilità il percorso è più difficile, faticoso e coraggioso ma la bellezza non cambia e la differenza diventa un valore aggiunto. (Irene Stracciati)

( l’articolo sulla mostra-da Siena News )


GUARDA LA GALLERIA
DELLA MOSTRA FOTOGRAFIA
IL TALENTO NON FA DIFFERENZE 2011

Il progetto multimediale in memoria di
Michelangelo Caponetto
“Una vita in facoltà

Nel 2008 subito dopo la scomparsa di mio padre Michelangelo Caponetto, avvenuta improvvisamente a seguito di una grave malattia, ho iniziato la realizzazione di un progetto attraverso la raccolta di numerosi materiali, testimonianze, fotografie, registrazioni, video con l’intento di raccontare una parte della sua vita ed in particolare della lunga attività di ricerca e di docenza presso il Dipartimento di Urbanistica della Facoltà di Architettura di Firenze e del suo lavoro all’interno di laboratori di urbanistica partecipata nei quartieri di Lucca e Prato, realizzati in collaborazione ricercatori, studenti e soprattutto coinvolgendo direttamente i comuni cittadini dei quartieri.
Un progetto che si concretizza in un DVD-ROM interattivo e multimediale dal titolo “Michelangelo Caponetto. Una vita in facoltà“, presentato all’interno di una pubblicazione privata con i ricordi di colleghi, intellettuali e amici più cari. Il lavoro è il frutto di una collaborazione tra il sottoscritto e Luciano Barbi, docente in scienze delle costruzioni presso la Facoltà e caro amico di Michelangelo, dopo un lungo lavoro di ricerca e reperimento dei materiali, catalogazione e successiva digitalizzazione dei contenuti che ha richiesto più di un anno. All’interno del dvd interattivo, tra i vari materiali è presente il video qui pubblicato che ho filmato durante la giornata organizzata il giorno 19 dicembre 2008, nel quale la Facoltà di Architettura di Firenze ha organizzato un seminario e una mostra in ricordo della sua memoria e di una vita vissuta in Facoltà dedicata all’insegnamento dell’urbanistica e alla cultura della partecipazione. Un evento pubblico presieduto dalla preside della Facoltà, Mariella Zoppi, e che ha visto la partecipazione di numerosi tra colleghi, studenti, collaboratori, amici e parenti, tra i quali Raimondo Innocenti, Giovanni Bacciardi, Umberto Eco, Franco Gori, Massimo Grandi, Francesco Pardi, Giorgio Pizziolo, Franca Balletti, Sara Bartolini, Fiorella Bottai, Alberto Magnaghi, Anna Palazzo, Massimo Ruffilli, Rita Andreola, Lapo Binazzi, Antonio Brigandì, Gabriella Contorni, Giorgio Giallocosta, Susanna Magnelli, Rino Melotti, Marino Moretti, Marco Sala, e molti altri.
Un video, montato con una sintesi degli interventi che ho scelto di rendere disponibile per tutti coloro che hanno il piacere e la curiosità di conoscere qualcosa in più sulla vita di mio padre, spesso conosciuto più come leader politico che per il suo importante contributo come uomo di grande cultura, intellettuale e professore generoso di idee.

Il DVD multimediale contenuto all’interno di un libretto publicato nel 2009 in collaborazione con il Dipartimento di Urbanistica, è il vero cuore del progetto anche grazie al prezioso contributo del compianto Luciano Barbi, docente, collega e amico di Michelangelo, con il quale pazientemente abbiamo raccolto e diviso per sezioni ed argomenti, tra contributi scientifici, e gallerie fotografiche di progetti, presenti in differenti tipi formati digitalizzati tra foto e video documenti audio e di testo che cercano a grandi linee di tracciare un percorso che possa restituire almeno in piccola parte un’idea della vita vissuta nella Facoltà di Firenze. Questo lavoro risultato di un lungo lavoro di attenta ricerca e di digitalizzazione di materiali d’epoca e più recenti, tra cui fotografie, interviste, contributi accademici e testimonianze, che sono provenuti da colleghi, ricercatori, studenti e amici, dopo la scomparsa, pur rappresentando certamente una importante testimonianza della memoria storica di una vita professionale spesa per la Facoltà racconta soltanto una minima parte della sua vita personale e del reale contributo scientifico che ha dato alla comunità e che va ben oltre ciò spesso è rimasto scolpito nella memoria collettiva spesso unitamente riferito alla politica di un determinato momento storico che conclusosi da tempo ha visto Michelangelo andare avanti e senza alcun nostalgia del passato impegnarsi attivamente in politiche gestione del territorio, reali e non utopiche come molti che vi hanno partecipato ancora oggi vogliono lasciar credere. Questo progetto, a cui sono molto legato a livello personale, rappresenta inoltre un importante occasione di scoperta e anche di approfondito la mia cultura e conoscenza su alcuni temi e contenuti importanti che riguardano la nostre società e la vita intellettuale in particolare su ciò che concerne il rispetto delle identità del territorio nella gestione urbanistica delle città.

Tra i numerosi documenti d’archivio recuperati si trovano anche numerose incisioni su nastro, con le registrazioni sonore realizzate durante le assemblee che si tenevano all’interno della facoltà di Architettura negli anni ’70 durante il periodo della contestazione studentesca. Una importante testimonianza del tenore e del livello intellettuale del dibattito politico tra studenti, docenti e presidi. Colpisce l’uso comune di un linguaggio colto, preparato, che si esprimeva con consapevolezza e intelligenza e una tale proprietà di parola e senso della misura, che apparteneva ad un epoca che pare essere ormai scomparsa nella politica e nella dibattito della società odierna.In quelle registrazioni, spiccano tra le altre, le parole colte, preparate, raffinate di Michelangelo che si uniscono in dibattito a quelle di altri intellettuali tra i quali, il preside e architetto Leonardo Ricci, il filosofo, scrittore e accademico Umberto Eco e rispondono dalle cattedre ad altri docenti e studenti presenti a quelle assemblee nella Facoltà di Architettura di Firenze.
E prima di tutto, a me che appartengo a un’altra e diversa generazione, da queste interessanti discussioni che ho ascoltato nei rapporti tra le categorie di studenti, professori e istituzioni, risulta evidente l’importanza del contributo scientifico e di conoscenza che tali figure, tra cui mio padre, hanno saputo dare al dibattito politico e accademico di quel periodo, ritenuto da molti controverso, e appare chiaro, dato il grado di intelligenza che si ascolta in parole così competenti, come siano certamente testimonianze, di notevole valore storico e culturale, al di fuori di ogni opinione personale.

Di seguito un estratto dal video del seminario sopra illustrato con alcuni degli interventi sul contributo scientifico di Michelangelo Caponetto in progetti di urbanistica partecipata, in particolare nelle attività di studio e di ricerca attraverso il coinvolgimento del quartiere di San Concordio di Lucca, tra illustrazioni di pubblicazioni, mappe, documenti del Dipartimento di Urbanistica della Facoltà di Architettura di Firenze, che descrivono i risultati di un lavoro corale decennale sulla rappresentazione dei Quadri Identitari nella costruzione di “Scenari di progetto” per la difesa delle identità del territorio come elementi essenziali per la valorizzazione e la riqualificazione di aree dismesse. Un lungo percorso di ricerca e di attività sul territorio che Michelangelo Caponetto ha seguito direttamente in prima persona fino agli ultimi giorni della sua vita, impegnato sul campo, insieme a docenti, ricercatori, studenti, cittadini, artigiani e comitati in un progetto comune per la ricostruzione dello spazio pubblico e che ha sempre inteso dimostrare, nei fatti, l’importanza di lavorare in una progettazione urbanistica partecipata, dove coinvolgendo dal basso tutti gli abitanti di una zona, preservare il patrimonio territoriale e difendere l’identità storico culturale significa in ultima analisi anche salvaguardare il valore delle relazioni sociali e umane. Tra i relatori della sezione del seminario dal titolo Sperimentazione didattica e ricerca sul campo: progettazione del territorio e partecipazione coordinati da Giorgio Pizziolo, intervengono Franca Balletti, Sara Bartolini, Fiorella Bottai, Alberto Magnaghi, Anna Palazzo.
Il video è contenuto nel progetto multimediale DVD – Michelangelo Caponetto – Una vita in facoltà – 19 Dic 2008 realizzato da Orlando Caponetto in collaborazione con Luciano Barbi


GUARDA IL VIDEO DEL SEMINARIO DEL 19 DICEMBRE 2009
IN MEMORIA DI MICHELANGELO CAPONETTO
TRA RICORDI E TESTIMONIANZE DI COLLEGHI, RICERCATORI, STUDENTI ED AMICI
PRESENTI NELL’AULA MAGNA DELLA FACOLTÀ DI ARCHITETTURA DI FIRENZE


GUARDA l’ESTRATTO VIDEO DEI CONTRIBUTI SCIENTIFICI
SULLE ATTIVITÀ DI RICERCA PER LA DIFESA DELLE IDENTITÀ DEL TERRITORIO
NEI PROGETTI DI URBANISTICA PARTECIPATA DI MICHELANGELO CAPONETTO


I cortometraggi tra Avignone e Parigi

Nel 2008, a poche settimane dalla scomparsa di mio padre sono partito per un viaggio in Francia per accompagnare Irene Stracciati e Yuri Soldati, ospiti al Festival di Avignone per tenere insieme un laboratorio di una settimana nell’ambito del progetto danza non_terapia e presentare al termine un estratto di uno spettacolo nella piazza centrale della città a seguito del quale, senza averlo pianificato prima, abbiamo deciso di partire verso nord e così in macchina abbiamo raggiunto la capitale Parigi dove abbiamo passato alcuni giorni nella capitale francese visitando La citè de la science, il Museo Rodin e l’Opèra de Paris e Disneyland divenuti, complice la compagnia, fonte di inaspettata gioia e rivelazione aiutandomi distrarmi dal recente lutto.
E dato che in quel viaggio per documentare lo spettacolo avevo portato con me la nuova videocamera professionale recentemente acquistata ho avuto l’occasione di girare molte riprese lungo le tappe di quella che si è temporanemente trasformata in una breve vacanza.
E come spesso accade nella vita di un videomker, da quelle immagini girate in modo inatteso, che in questo caso ho vissuto e sentito con una particolare tristezza ed emotività che è certamente rimasta impressa come il sentimento che le ha accompagnate nel nastro digitale. Anche per questo, forse al mio ritorno, ho voluto fermare quelle sensazioni in qualcosa di più di una semplice documentazione del viaggio ed è così che sono nati in poche settimane tre cortometraggi ai quali sono particolarmente legato e che ritengo per me pieni di significato per le emozioni che ho vissuto in compagnia dei miei compagni di viaggio, che con la loro ironia e gentilezza hanno saputo alleviare con tenerezza il dolore che provavo e perché nelle immagini sono certo racchiusi tanti sentimenti ancora oggi difficili da esprimere con le parole. I cortometraggi che hanno il nome dei luoghi visitati, Avignón, Disney, La citè e Museo Rodin, musicati e senza parole, anche per questo raccontano una parte di me e di mio padre.


Avignon

Il cortometraggio Avignon è girato ad Avignone in Francia, durante il 62° Festival di Avignone, che ogni anno trasforma la città in un gigantesco palcoscenico a cielo aperto dove attori, ballerini, performer sono in scena in una settimana di spettacoli in ogni angolo, piazza, strada, e grazie al loro talento e capacità d’improvvisazione incantano il pubblico di ogni età al pari di altri autori affermati e indipendenti ospiti della kermesse in suggestivi spazi e teatri, dimostrando come l’arte, unica protagonista del corto, sia espressione dell’anima e si esprime senza fare alcuna differenza fisica, sociale o culturale.

Le riprese del cortometraggio, senza sceneggiatura, con una colonna sonora mixata a musiche dal vivo sono girate in momenti di pausa tra le riprese video realizzate per le prove dello spettacolo Eva, regia, coreografie, interpretazione di Irene Stracciati e Yuri Soldati andato in scena nella piazza del municipio. Negli stessi giorni ho realizzato infine le riprese di Osso, per la regia e le coreografie di Virgilio Sieni, (produzione Compagnia Virgilio Sieni e Tempo Reale) invitato come ospite al Festival di Avignone.

https://festival-avignon.com/



Disney

Il cortometraggio Disnely è girato durante la nostra giornata di relax al parco divertimenti Disneyland, conosciuto in tutto il mondo, dove la fantasia e il sogno si incontrano in ogni luogo magico creato per grandi e piccini ideato dal grande Walt Disney, che recitava in una frase celebre “se lo può sognare allora lo puoi fare”
Un luogo incredibile, costruito ad arte, dove le comparse e i pupazzi giganti dei celebri personaggi, si mischiano con il pubblico in ogni luogo e dove ogni spazio perfino il più piccolo è costruito come in un grande set cinematografico, affascinante e misterioso, allegro e festoso, dove anche gli adulti scoprono di poter parlare lo stesso linguaggio dei bambini, che fortunatamente conoscono e vivono ogni giorno, dove la fantasia e il divertimento, lo stupore e la meraviglia fanno ancora parte del modo di osservare il mondo dove si riscopre l’importanza e il valore profondo di avere ancora la capacità di sognare, proprie di quell’età della vita. Un posto incantato dove l’arte del cartone animato, del cinema d’animazione, del sogno ad occhi aperti che ha incantato e scaldato i cuori di tanti di noi che siamo cresciuti guardando i grandi classici Disney, si respira nell’aria e nel sorriso di molti che hanno la fortuna di visitarlo.
Un viaggio che ho cercato di ricordare e raccontare in un cortometraggio musicato, dal carattere familiare, ma non per questo da considerare come amatoriale, dove insieme alla moltitudine di ospiti del parco giochi, ad affrontare con stupore, divertimento e qualche timore, le giostre, montagne russe, gli spettacoli, in una indimenticabile giornata di festa, ci sono Yuri, Irene e Gioia, i miei unici e straordinari compagni di viaggio.


La cité

Un museo della scienza, La cité de la Science a Parigi tutto sembra fuorché un museo. È un luogo pieno di scienza, ma anche di magia e stupore, dove si respira il valore della scoperta, della ricerca scientifica e della curiosità verso il mondo che ci circonda, e dove dove persino chi è scettico, poco interessato, o teme di annoiarsi, può trovare il modo di comprendere da vicino la cultura e il valore della scienza. Un luogo dove ero stato da bambino con mia mamma nel 1988 quando è stato inaugurato, in cui sono tornato altre volte, nel 1991 e ancora nel 1996, e che volevo mostrare, a mia volta, a Gioia, la figlia della mia compagna di quell’epoca, Irene Stracciati, con la speranza di farle scoprire il fascino della scienza proprio perché già la prima volta in cui l’avevo visitato ne rimasi davvero affascinato.
Il breve cortometraggio, La cité, racconta infatti il piacere di questa scoperta, e come tutti e quattro i compagni di questo viaggio in Francia, nessuno escluso, tantomeno il nostro amico Yuri Soldati, ballerino con sindrome di down, ci siamo dedicati a provare i numerosi esperimenti, giochi e dimostrazioni che spiegano alcune delle principali scoperte scientifiche e leggi elementari di fisica, chimica, matematica, ottica, acustica, divertendoci insieme nel risolvere, comprendere e scoprire anche quelle più complicate, finendo per giocare tutti insieme in una intera giornata vissuta tra scienza, stupore e divertimento. L’intento di questo cortometraggio, infatti, realizzato senza sceneggiatura né commento, è proprio quello di sottolineare l’importanza della diffusione della cultura scientifica, grazie a musei all’avanguardia che sono in grado di esercitare quel fascino per le Scienza e far comprendere ancora meglio a persone di ogni età e diversa sensibilità, tra lo stupore e il gioco, il valore di tante scoperte della fisica, ottica, matematica, chimica che oggi fanno parte della vita di ognuno di noi.


Museo Rodin

Il Museo Rodin non ha bisogno di presentazioni, un luogo speciale dove l’arte della scultura di Auguste Rodin tra i più grandi maestri della scultura contemporanea, ha vissuto, lavorato e realizzato la maggior parte delle sue opere più importanti, famose e conosciute in tutto il mondo, e anche se alcune di queste ormai è risaputo che sono state realizzate dalla sua musa ed amante, Camille Claudel, rappresenta uno dei patrimoni più importanti della città, ricco di opere di inestimabile valore che appartengono all’umanità.
La scultura de “Il Poeta” conosciuta come “Il Pensatore” e “Il bacio” di Rodin, il ritratto di Camille, che insieme a tantissime altre opere ho avuto la fortuna di vedere e filmare da vicino e con scaltrezza, dato che l’uso la telecamera professionale non era permesso, esprimono con immensa forza espressiva, sensualità e dolore, provocano sentimenti contrastanti, evocano spiritualità e provocano veri e profondi turbamenti dell’animo. Certamente illustri storici dell’arte saprebbero descrivere meglio del sottoscritto e con la dovuta competenza nonché dovizia di particolari le ragioni che spiegano una sensazione che appare forte a chiunque si trovi di fronte ad una scultura di Rodin, che sembra riflettere ogni volta che la si osserva alcune delle mutevoli sfaccettature di una personalità complessa come quella di Rodin, artista discusso e controverso, che ha incantato la Francia con le sue opere.
E posso dire che anche io, osservandole da vicino, tramite l’obbiettivo della telecamera, in quel particolare momento della mia vita, ho sentito delle sensazioni indescrivibili, emozioni intense e profonde che hanno oltrepassato il mio sguardo, in modo forte, dirompente, ancestrale, fino a raggiungere le parti più profonde dell’animo e arrivare, come un lampo, dritte al cuore. E questo è avvenuto tutto in un attimo, in sequenza, una statua dietro l’altra, prima ancora che conoscessi la storia della sua vita, ed è il motivo per cui ho deciso di realizzare questo cortometraggio, per cercare, con grande umiltà, di provare a condividere alcune delle emozioni che ho provato di fronte alle opere di Rodin e Camille Claudel, in un periodo delicato e in una giornata indimenticabile, che mi hanno turbato l’anima.

GUARDA IL CORTOMETRAGGIO

Il cortometraggio
Rodin Shapes

La scultura di Auguste Rodin e Camille Claudel

Del cortometraggio Museo Rodin di Parigi esiste un’altra versione con una visione più astratta realizzata attraverso in dialogo bidimensionale tra simmetrie di linee che cercano di sottolineare quelle forme irripetibili dell’opere di Rodin. Disturbate da una moltitudine di linee parallele, le sculture di Auguste Rodin ed Camille Claudel ed i loro meravigliosi capolavori, appaiono e scompaiono in una sorta di danza alternata, dallo spazio circostante da cui emergono tra le linee senza forma né vita, affiorando con stupore nella bellezza, unica ed irripetibile, delle forme.
In altre parole, ho cercato di immaginare in quale luogo dell’anima potevano nascondersi sculture così straordinarie, e tra le infinite linee di un movimento oscillatorio che ne interrompe la vista, ho tentato di delineare il senso di quella scelta finale, drammatica e sensuale, capace di svelare insieme all’amore e alla sofferenza, la forma e la bellezza di sentimenti così veri, nella quale Rodin e Claudel sono riusciti a scolpire passione e dolore, imprigionati nella materia nuda, e tali di suscitare profonda ammirazione.

GUARDA IL CORTOMETRAGGIO

Il videoclip Downtown
per Minimono (Bosconi Records)

Nel 2011 ho realizzato il videoclip per il brano Downtown dei Minimono, duo composto dal dj e produttore Fabio della Torre insieme ad Ennio Colaci (producer), pubblicato nell’album “Runaway” LP – Bosconi Extra Virgin (P) & (C) uscito su Bosconi Records nel 2011. Il videoclip per Minimono, è un omaggio all’album Runway che ho voluto dedicare come personale riconoscimento alla loro produzione musicale, oggi ormai riconosciuta in ambito italiano e internazionale, ed in particolare perché con Fabio ed Ennio, prima ancora che collaborare artisticamente, siamo sempre stati amici.
Il video nasce quindi da una libera scelta personale, e senza una loro diretta esplicita partecipazione alla produzione, alla sceneggiatura, né indicazione sul soggetto, semplicemente da un’ispirazione per quella loro musica elettronica così minimale e innovativa, a partire da alcune scene che avevo filmato nel 2009, sulla linea ferroviaria Firenze-Milano-Torino e sulla metropolitana del capoluogo piemontese, da poco inaugurata, decidendo di montarle in un chiave visiva in stile quasi “visual”.
L’evoluzione della traccia, che si sviluppa in un crescendo musicale di sonorità minimali, segue la prospettiva di un viaggio in treno, ma secondo una ritmica sincopata, dove l’osservatore-ascoltatore viene sospinto in movimento dalle linee verticali dei binari che sembrano entrare dentro il solco del vinile, tra sonorità che frusciano e sussultano insieme ai vagoni, saltano su percorsi vorticosi tra le linee aeree della corrente elettrica e che ci fanno viaggiare come una puntina, un suono dopo l’altro, stazione dopo stazione, insieme alla vita dei passeggeri che si rincorrono per salire, tutti insieme, verso un unica direzione, inesorabile come la nostra destinazione, per ritrovare, una volta fuori dal buio delle gallerie, sotto una luce diversa, quella nuova condizione, finalmente pronti per qualcosa di nuovo da vedere e da ascoltare.

Per il progetto Minimono fin dal 2005 ho realizzato insieme a Lorenzo (vj) e con il progetto Berlin Mitte Visual, numerose performance visual durante le loro esibizioni live di musica elettronica prima che subentrassero i visual di Werk Design curati da Piero Fragola, oggi Angle.
Durante una delle loro prime esibizioni dove ho lavorato come VJ nel 2005 prima del set audio-visual dei Cold Cut sul palco alla Flog di Firenze, ho scattato una foto dei due artisti insieme seduti nel backstage che è divenuta l’immagine di presentazione utilizzata per molto tempo e ancora oggi presente su uno dei portali online dell’album Minimono (https://www.discogs.com/it/artist/284473-Minimono).
Per Fabio ed Ennio ho lavorato inoltre come Visual Artist in diversi eventi ed in particolare sul palco della discoteca Tenax (vedi la pagina N.E.T.O. @ Tenax) per gli show-case dell’etichetta discografica Bosconi Records diretta e fondata da Fabio della Torre dove sono pubblicati i loro dischi.

GUARDA IL VIDEOCLIP
PER MINIMONO



La collaborazione con
l’Accademia sull’arte del gesto
e la Compagnia Virgilio Sieni


Dal 2007 al 2014 ho lavorato per l’Accademia sull’arte del gesto e la Compagina Virgilio Sieni, fondate e dirette da Virgilio Sieni, coreografo e danzatore, direttore artistico del Centro nazionale di Produzione Virgilio Sieni negli spazi di CANGO Cantieri Goldonetta di Firenze e della sezione Danza alla Biennale di Venezia nel triennio dal 2013 al 2016.
Per Virgilio Sieni ho lavorato come operatore videovideomaker, fotografo e responsabile dell’archivio video delle opere di Virgilio Sieni.
Nel corso di questa lunga collaborazione sono davvero numerosi gli spettacoli e i progetti documentati per L’Accademia sull’arte del gesto e la Compagnia Virgilio Sieni, per la conoscere la videografia completa delle opere che ho filmato invito a visitare la pagina dedicata pubblicata nel presente sito https://orlandocaponetto.com/video/accademia-sullarte-del-gesto-compagnia-virgilio-sieni/

Il luoghi selezionati da Virgilio Sieni sono stati fonte d’ispirazione nelle scelte del maestro per le sue azioni coreografiche e la loro rilevanza scenica è stata fondamentale nel mio percorso di crescita artistica e professionale in quanto ho partecipato come videomaker da osservatore privilegiato alla creazione di alcune delle sue opere più conosciute rappresentate all’interno di luoghi dell’arte e della cultura italiana tra la quali ricordo qui per brevità di lettura soltanto alcuni: Cenacoli Fiorentini, sotto gli affreschi di alcuni dei maestri del Rinascimento italiano, Andrea del Sarto, Domenico Ghirlandaio, Andrea del Castagno, Perugino, sotto le opere dipinte dal Rosso Fiorentino e Pontormo esposte a Palazzo Strozzi, aI Crocifisso di Michelangelo Buonarroti nella Sagrestia della Chiesa di Santo Spirito, nel Salone degli Scheletri del Museo di Soria Naturale “La Specola”, nella Sala del Fiorino a Palazzo Pitti, la Cappella Brancacci di Masaccio e Masolino nella Chiesa di Santa Maria del Carmine, sotto la Deposizione del Pontormo nella Chiesa di Santa Felicita di Firenze; a Siena sotto la Maestà di Simone Martini nel Palazzo Pubblico e davanti all’opera di Domenico Beccafumi alla Pinacoteca di Siena, per la regia, le coreografie di Virgilio Sieni e assistente alla regia Irene Stracciati.


VISITA LA VIDEOGRAFIA DELLE OPERE CHE HO FILMATO
NELLA COLLABORAZIONE PER L’ACCADEMIA SULL’ARTE DEL GESTO
E LA COMPAGNIA VIRGILIO SIENI DI FIRENZE


Le riprese video del progetto
CENACOLI FIORENTINI
dell’Accademia sull’arte del Gesto
di Virgilio Sieni


Le opere video
Esploratori della lentezza e Universo meraviglioso

Assistenza al video e al montaggio
per le opere video di Virgilio Sieni

Nel 2009 ho contribuito alla realizzazione delle due opere video Esploratori della lentezza e Universo meraviglioso per la regia e le coreografie di Virgilio Sieni, nell’ambito dei due progetti per l’Accademia sull’arte del gesto e le cui riprese sono state girate all’imbrunire rispettivamente presso il Museo Parchi di Genova Nervi e presso le crete di Asciano e le torri di San Gimignano.

Nel 2010 presso il Teatro dell’Archivolto di Genova si è tenuta una proiezione pubblica dell’opera video Esploratori della lentezza di Virgilio Sieni realizzato con l’assistenza alle riprese e al montaggio di Orlando Caponetto.

Nel 2010 presso il Teatro dei Leggieri di San Gimignano si è tenuta la proiezione pubblica dell’opera video Universo meraviglioso di Virgilio Sieni realizzato con l’assistenza alle riprese e al montaggio di Orlando Caponetto.


GUARDA LE OPERE DI VIRGILIO SIENI
ASSISTENZA AL VIDEO E AL MONTAGGIO
DI ORLANDO CAPONETTO

Le riprese e il montaggio video
del Festival Oltrarno Atelier
per la direzione artistica di Virgilio Sieni

Nel 2008 e nel 2009 ho realizzato le riprese video di spettacoli, performance, installazioni portate in scena da diversi artisti italiani ed internazionali ospiti alle edizioni del Festival Oltrarno Atelier sotto la direzione artistica di Virgilio Sieni, un evento unico realizzate nel quartiere dell’Oltrarno di Firenze e organizzato dall’Accademia sull’arte del Gesto, Compagnia Virgilio Sieni e CANGO Cantieri Goldonetta Firenze che mi hanno commissionato la realizzazione di due montaggi video di circa 40 minuti che raccontano alcuni momenti dei principali opere presentate durante il Festival.

Festival Oltrarno Atelier performing art|installazioni|spettacoli|visitedal 10 al 18 giugno 2008
Una geografia di luoghi carichi di segno e di significato dedicata a visioni poetiche. Una mappatura di luoghi dalla forte identità tracciata sulla sintonia profonda tra spazio e artista. Un lascito di conoscenza, un’idea di trasmissione, dall’artista al luogo e dal luogo all’artista. E in questi luoghi l’artista e la sua idea poetica risiedono, nella durata della visione ma prima ancora nel tempo della creazione. E così ogni visione declina le sue forme e i suoi linguaggi passando da un laboratorio artigiano di falegnameria alla Sala del Fiorino di Palazzo Pitti, dall’ex Cinema Teatro degli Artigianelli alla Sagrestia della Chiesa di S. Spirito, dal Salone degli Scheletri del Museo di Storia Naturale La Specola alla Cappella Brancacci e alla Chiesa di Santa Felicita. E naturalmente Cango, luogo centrale del Festival, centro propulsivo e generativo dei percorsi che da esso si dipanano e irradiano nella geografia creativa, poetica, artistica e artigiana dell’Oltrarno di questo Atelier 2008.

La trasmissione del gesto_Geografia della città

Festival Oltrarno Atelier performing art|installazioni|visioni|incontridal 7 al 19 giugno 2009 a Firenze
Una geografia di luoghi carichi di segno e significato, dedicati all’incontro, alla creazione e alla visione. Una mappatura dalla forte identità che accoglie un’idea profonda di trasmissione del gesto. E così ogni visione declina le sue forme e i suoi linguaggi passando da un laboratorio artigiano di falegnameria alla Galleria del Costume di Palazzo Pitti, dall’ex Cinema Teatro degli Artigianelli alla ex Chiesa S. Carlo dei Barnabiti, dalla Sala degli Scheletri del Museo di Storia Naturale La Specola a Villa Romana. E naturalmente Cango, luogo centrale del Festival, centro propulsivo e generativo dei percorsi che da esso si dipanano e irradiano nella geografia creativa, poetica, artistica e artigiana dell’Oltrarno di questo Atelier 2009.


GUARDA I MONTAGGI VIDEO CHE HO REALIZZATO
PER IL FESTIVAL OLTRARNO ATELIER
DI VIRGILIO SIENI

Una riflessione sul racconto dell’arte della danza
e la collaborazione artistica per Irene Stracciati e Virgilio Sieni

Per scoprire come ho imparato a raccontare l’arte della danza sul palcoscenico attraverso la mia attività professionale di fotografo e videomaker dal 2006 al 2014, e quante cose ho appreso che non conoscevo, come sono riuscito a saper riconoscere il valore della bellezza nella diversità, comprendere il significato del talento, e sviluppare una sensibilità verso il linguaggio del corpo e del gesto nel corso della collaborazione artistica con la danzatrice e coreografa Irene Stracciati, e con Virgilio Sieni, uno dei danzatori e coreografi italiani tra i più apprezzati e conosciuti in ambito internazionale, durante la collaborazione per l’Accademia sull’arte del gesto e la Compagnia Virgilio Sieni, lavorando nella documentazione video e fotografica di numerosi spettacoli assistendo da osservatore privilegiato ad una larga parte della ricerca coreografica che portano in scena sul palco di numerosi teatri e spazi della cultura d’Italia, ho scritto un breve approfondimento che riflette su alcuni degli insegnamenti che ho ricevuto da due danzatori e coreografi, artisti unici e straordinari, per i quali ho avuto il privilegio e il piacere di collaborare.


LEGGI L’ARTICOLO DI APPROFONDIMENTO


La visual-performance
per il gruppo musicale I Praticabili

Nel 2008, ho realizzato una live-performance visual preparata in esclusiva per lo spettacolo concerto “Circopraticabili” ideato da Matteo Marliani, cantante della band I Praticabili, che hanno suonato ad Arezzo Wave, aprendo a Bugo e sono stati tra i finalisti dell’edizione T-Rumors concorso per giovani artisti indipendenti indotto dalla Regione Toscana.
Una band di grande talento che ho sempre sostenuto per la qualità della loro musica e per amicizia con il front man e i suoi compagni, accompagnando con autentica passione il percorso artistico, e realizzando non soltanto la scenografia video di quello spettacolo ma anche anche il montaggio video e la post-produzione del dvd promozionale di quell’evento, le riprese del concerto alla 62a Edizione Vivere Jazz dell’Estate Fiesolana 2009 prima di Nico Gori e Lanzoni Quartet e un videoclip del brano “Una cosa Qualunque” rimasto inedito. I Praticabili Matteo Marliani (vox) Mario Ramunni (guitar) Lorenzo Sborgi (guitar) Luca Ragazzo (drum) Alessandro Bosco (sax) per l’Estate Fiesolana con la partecipazione straordinaria di Paolo Costa (drum)Serena Moroni (Violin)Simone Morgantini (Sax)

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La collaborazione per i videoclip musicali
come Direttore della Fotografia

Dal 2009 al 2011 ho collaborato come Direttore della Fotografia (DOP) alla realizzazione di alcuni videoclip musicali per la regia di Graziano Staino (Blind Vision) e di alcuni cantautori vincitori del festival estivo della canzone italiana di Piombino, per la regia di Andrea Tani (ZeroTarget), collaborando anche alle riprese insieme a Francesco Sonna (The Fake Factory) e Matteo Nicolardi (Tc group tecnoconferece).


Il videoclip in animazione 2D
per
Le Cellule Dormienti

Nel 2010 ho realizzato le riprese il montaggio e la post-produzione del videoclip musicale del brano “Ballata B-612” per le Cellule Dormienti, band post-rock fiorentina, vincitrice del Festival della Creatività nel 2008, che ha suonato alla Fortezza da Basso di Firenze aprendo ai Litfiba. Un brano di Matteo Marliani ispirato a “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint Exupéry.
Per realizzare questo videoclip ho utilizzato la tecnica dello stop-motion, animazioni 2D, 3D, a partire dai disegni e dai quadri realizzati dal pittore Mattia Papp durante una emozionante collaborazione artistica che ha richiesto più di 3 giorni di riprese, e di pittura, ben 6943 segni a mano libera su carta, realizzati utilizzando matite, pennelli, colori ad olio, acquerelli, perfino gessi una lavagna, e diverse settimane di post-produzione, che alla fine ci hanno permesso di dare vita a disegni, alle scenografie, ai protagonisti, e di ricreare quel mondo immaginario, per tornare a sognare, in un volo musicale, dentro il mondo onirico del celebre romanzo.

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L’aftermovie per
Bosconi Records

Nel 2011 ho prodotto l’aftermovie Bosconi Fest, video promozionale per Bosconi Records, etichetta discografica di musica elettronica, riconosciuta a livello internazionale, fondata e diretta dal dj e producer Fabio della Torre.

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Il cortometraggio Cosa resta dei sogni ©
tra il Parco Naturale della Camargue, Firenze e Siena

Nel 2011, dopo un difficile pasaggio della mia vita personale, ho scritto una sceneggiatura e sono partito potendo contare unicamente sulle mie forze, direzione Francia, e in particolare per dirigendomi verso il Parco Naturale Regionale della Camargue scelto come location, ed in particolare una zona in particolare, tra due saline, che per uno strano caso climatico della vita avrebbero dovuto essere piene d’acqua e che invece a causa di un’ondata di calore erano al mio arrivo sul set che avevo immaginato dalla mappe online era completamente desertificato. Due settimane di lavoro vissute con grande intensità artistica ed emotiva, in solitudine, immerso nella natura di un parco, conosciuto per la bellezza e la particolarità di quell’ecosistema unico che è difende una delle zone umide tra le più grandi dl’Europa.
Un viaggio vissuto nel cuore della creatività seguendo una sceneggiatura sempre in divenire, tra la forza di volontà di portare a casa riprese cinematografiche e le sensazioni ancestrali che quel luogo unico, racchiuso tra il mare e la macchia mediterranea del sud della francia, interrotto solo dal borbottio incessante delle colonie di fenicotteri che lo abitano, era capace in ogni momento di comunicare al mio stato d’animo così permeabile alla sensibilità naturale.

Un progetto artistico, progettato nei minimi dettagli, che si è trasformato ogni giorno davanti allo stupore della natura, prendendo forma sempre in modo diverso, nell’attesa di un maestrale che pareva non decidersi ad arrivare, e che per diversi giorni, mi ha impegnato a lottare tra zanzare per gestire, non senza difficoltà, un considerevole numero di attrezzature professionali e difendere il mio mezzo di locomozione da incontri di ogni tipo, per poi riuscire in modo inaspettato a realizzare alcune delle riprese più emozionanti che sia mai capitato di girare nella vita, riuscendo ad immortalare negli ultimi giorni a disposizione, panorami naturali mozzafiato. immagini che hanno stupito prima di tutto me stesso per la bellezza di quella luce che i miei stessi occhi vedevano attraverso gli obbiettivi e che hanno dato l’anima ad un progetto che grazie alla musica e al montaggio video, hanno dato vita ad un lungometraggio che ho intitolato “Cosa resta dei sogni”© . E se pur la conclusione del progetto si è interrotta in più momenti per alcune circostanze della vita, la drammatica interruzione del mondo imposta dalla pandemia, per certi aspetti ha creato le condizioni per una fortunata pausa di riflessione sulla vita che mi ha dato l’opportunità e la forza di riprendere finalmente il progetto e di portarlo alla conclusione e mi auguro che grazie a questo lavoro, prima ancora che le mie doti d’autore di una storia, possa mostrare a tutti le bellezze naturali che ho avuto la fortuna di incontrare e documentare.
Nel cortometraggio sono presenti anche scene girate nel 2013 a Siena all’interno dello spazio che hanno visto la gentile partecipazione di alcune allieve dei corsi di danza classica e laboratori coreografici professionale, condotti da Irene Stracciati, tra le quali Anna Poggialini, attrice non professionista, per la piccola parte di giovane danzatrice. Infine ci tengo qui a ricordare che nella sceneggiatura del cortometraggio avevo deciso di far partecipare mia nonna Anna Maria Papi, nel ruolo di scrittrice, protagonista di una intervista. Un’idea che lei aveva accettato subito, felice di partecipare e condividere con me il progetto, di purtroppo qualche settimana prima di girare l’intervista con grande tristezza per tutti noi , a causa di un improvviso aggravamento del suo stato di salute, è venuta a mancare lasciandoci nel marzo del 2012. E così affinché quell’entusiasmo non andasse persa nel silenzio della vita , ho deciso che a lei avrei dedicato lo stesso una parte speciale nel prossimo cortometraggio intitolato Bianca, la giostra e il Bounty, nel modo che ho descritto nel paragrafo successivo.


Il cortometraggio
“Bianca, la giostra e il Bounty” ©
in memoria di Anna Maria Papi

“Bianca, la giostra e il Bounty” © è un cortometraggio che ho deciso di realizzare in seguito alla scomparsa di mia nonna Anna Maria Papi, che a causa del aggravarsi del suo stato di salute è venuta a mancare improvvisamente nel marzo del 2012, provocando in me e in tutta la famiglia una grande dolore.
Una triste perdita che ci ha colto tutti di sorpresa e una mancanza avvenuta a poche mesi dal viaggio in cui avevo girato le riprese del cortometraggio Cosa resta dei sogni, al quale, Anna Maria aveva deciso di partecipare accettando la mia idea di filmare una sua intervista. Quando ho ripensato a quel sorriso con il quale aveva reagito e all’entusiasmo che aveva dimostrato all’idea di essere coinvolta in un progetto che ci avrebbe permesso di vivere insieme un’esperienza tutta nostra, ho capito l’importanza di quello che avevamo e abbiamo perso, e ho capito che avrei fatto di tutto per cercare di mantenere fede a quella promessa affinché non si perdesse nel tempo e nello spazio. Sapevo che senza di lei non sarebbe stata la stessa cosa, e a pochi giorni dalla scomparsa, ho iniziato a girare nel silenzio vuoto della casa, quell’ultima presenza di Anna Maria.

Sapevo che in quel modo, senza di lei, non sarei stato in grado di testimoniare soltanto un ricordo sfuggente, incapace di raccontare, in particolare a coloro che non l’avevano mai conosciuta, neanche un frammento della proverbiale fantasia di Anna Maria, giornalista e scrittrice, così strabiliante e controversa, sforzandomi di immaginare come riuscire a farla partecipare al progetto. Nasce così l’idea che ad interpretare Anna Maria avrebbe potuto essere Bianca, allieva dei corsi di danza di Irene Stracciati che voleva bene a mia nonna e l’ha suggerita per quel ruolo, che pur nella giovane età e nella delicata circostanza, è riuscita ad interpretare con sensibilità ed intelligenza, anche per somiglianza, la vivacità e la spontaneità dell’anima leggera di Anna Maria.
A Bianca va un ringraziamento speciale di tutta la famiglia per aver contribuito anche a quella speranza.
Il cortometraggio racconta, attraverso lo sguardo di quella bambina, negli occhi celesti pieni di mare e fantasia dei viaggi che Anna Maria aveva fatto, di cui aveva scritto, letto, sognato, e si anche per questo si intitola “Bianca, la giostra e il Bounty” ©.

L’ultima sceneggiatura che ho scritto per il cortometraggio inedito e di un montaggio video concluso ma rimasto ancora in corso d’opera, e che forse, come una sinfonia che aspetta di essere ultimata e che non smettiamo mai di comporre per paura di distaccarsi una volta finita, cercando di mantenere vivo quel ricordo, nel 2022, a dieci anni di distanza dalla sua scomparsa, si è integrata di un nuovi testo, una voce fuori campo, nuove immagini, fotografie e materiale recuperato dall”Archivio Papi Cipriani e dall’Archivio Storico della Sopritendenza Toscana, è oggi, nel 2024 in attesa di un ultima revisione finale del montaggio.
Anna Maria, interpretata da Bianca, rientra in casa per un ultima volta, finalmente passeggia tra le sue cose, contempla alcune vecchie fotografie, scrive una parte dei suoi racconti continuando a sognare di essere ancora dentro uno dei mille viaggi che aveva fatto nella sua lunga ed intensa vita, e come scrive ancora, come in un film, provando a raggiungere con la sua fantasia quell’ennesima méta, sogna di veleggiare nelle avventure tra galeoni e grandi velieri come il Bounty, gioca sul pavimento di un oceano immaginario, attenta a non essere travolta dalle onde di un quadro di Giorgio, e sapendo di essere ancora a cavallo di quella strana giostra che è la vita, torna in vita grazie all’arte del cinema, e così mi auguro che riesca un giorno così a raggiungere la sua tanto sognata isola con le palme (se non l’ha già fatto prima, spazientita dall’attesa della conclusione di questo cortometraggio)


Viaggio in Norvegia

Nel 2012 in compagnia della mia ex fidanzata abbiamo fatto un meraviglioso viaggio in Norvegia durante il quale percorrendo in auto migliaia di chilometri lungo tutto il paese, tra fiordi, ghiacciai e paesaggi incontaminati, con l’obbiettivo di riuscire a raggiungere il circolo polare artico e magari vedere anche l’aurora boreale, e nonostante all’ultimo ci siamo fermati prima a qualche centinaio di chilometri da quella meta prefissata, abbiamo scoperto l’inestimabile valore di quel patrimonio ambientale dove la natura è la vera protagonista e compreso che soltanto quando si decide di osare, e noi l’abbiamo fatto insieme, si possono raggiungere i sogni più veri e profondi, e visitare quel luogo unico e straordinario ci ha insegnato che la vera meta è sempre, e prima di tutto, il viaggio.

Durante il viaggio naturalmente ho scattato molte fotografie e video, una parte delle quali sono state raccolte in alcune gallerie presenti all’interno della sezione foto del sito nella pagina Norway raggiungibile qui sotto.



Il cortometraggio teatrale
Antigone in Agone

Nel 2012 ho realizzato un cortometraggio teatrale sul monologo “Antigone in Agone” scritto e diretto da Mila Moretti, attrice, regista, fondatrice e direttrice artistica del laboratorio teatrale senese TeatrO2, a partire una riscrittura scenica del mito di Antigone che esplora il doppio contenuto, intimo e sociale, della tragedia di Sofocle. Interpretato da una giovane attrice Emiliana Provenzale, il cortometraggio teatrale è quasi un videoclip, girato in uno dei luoghi storici della Toscana, sotto la Fonte di Docciola di Volterra, risalente al 1224, e sul palco dell’anfiteatro immerso nella natura del Parco Sculture del Chianti di Pievasciata (Siena). Leggi su Mila Moretti regista teatrale (fonte: Sipario)

GUARDA IL VIDEOCLIP


La collaborazione artistica per il teatro
di Entr’Arte e Khora Teatro

Dal 2015 al 2023 ho lavorato in collaborazione con l’Associazione Teatrale Entr’Arte di Chiara Solari nella documentazione video e fotografica di numerosi spettacoli teatrali per la regia di Italo Dall’Orto, rappresentati in collaborazione con Khora Teatro presso il Teatro Puccini di Firenze e di spettacoli di fine anno dei corsi di recitazione per bambini e adulti andati in scena presso il Teatro Alfieri di Firenze.



Fotografie di mostre d’arte allo spazio 79R

Dal 2015-2017 ho collaborato come fotografo con 79rosso, Anomie ed Entr’arte nella documentazione fotografica di eventi e mostre d’arte organizzate all’interno dell’omonimo spazio di Firenze e pubblicate sul sito https://www.79rosso.it/.
Tra gli artisti presenti e ospiti nello spazio 79R ho documentato opere di Pierluca Arena, Tommy Boreaux, Sandro Bellomo, Mister G, Federico Landini, Dalila Chessa e quelle di Numeda Carbone, Anna Capolupo, Vinicio Venturi, Freno Persciacalli, Fone, Leonardoworx, Fone Massone, Jonathan Calugi, Ray Oranges ospiti dell’evento collettivo intitolato riguardo durante il quale hanno inoltre realizzato una perfromance estemporanea lascando il loro segno personale sulla vetrina dello spazio.



Videoclip musicali, teaser promozionali
per artisti, band e concerti


Il Videoclip
Fegato
Lupi Neri

Nel 2015 ho realizzato le riprese, il montaggio e la post-produzione del videoclip Fegato, dal brano dei Mes Amis, oggi Lupi Neri, in collaborazione con Matteo Marliani che ha scritto il soggetto, la sceneggiatura e costruito il “deltaplano”, e che è stato masterizzato presso lo studio di registrazione il Boomker Sound di Firenze.

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Il Videoclip
Forever Alone” (feat. Sam)
REGOLD

Nel 2015 ho realizzato le riprese, il montaggio e la post-produzione del videoclip Forever Alone (feat.Sam), primo brano e videoclip prodotto dai REGOLD gruppo formato dai due rapper emergenti RIKI e JOKER, di cui è anche il soggetto e sceneggiatura, e che è stato masterizzato presso lo studio di registrazione il Boomker Sound di Firenze.

GUARDA IL VIDEOCLIP


Il Videoclip
Il mio vicino é Zeus
Michele Loreto

Nel 2017 ho realizzato realizzato le riprese, il montaggio e la post-produzione del videoclip Il mio vicino é Zeus dal brano del cantautore indipendente Michele Loreto che ha scritto il soggetto e la sceneggiatura in collaborazione Emanuele Magro e Simone Dellisanti, musicisti, insegnanti e fondatori della scuola Lizard Castello dove è stato masterizzato.

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La collaborazione per Boomker Sound
e i concerti del Boomker Park

Dal 2015 al 2023 ho collaborato con lo studio di registrazione Boomker Sound di Firenze diretto da Matteo Marliani e Federico Cioni, per il quale ho realizzato le riprese video dei concerti nelle diverse edizioni della rassegna di musica indipendente Boomker Park curando la realizzazione di teaser video per tutte le band.
I numerosi video dei concerti sono tutti pubblicati sul canale ufficiale di Youtube dello studio di registrazione Boomker Sound di Firenze https://www.youtube.com/user/BoomkerSound1.
Nel presente sito sono pubblicati sono alcuni dei teaser dei concerti, riportati a titolo di esempio, raccolti nella pagina Teaser and Promo con alcune delle esibizioni che ho filmato e tra il Parco dell’Anconella, il Teatro della Limonaia e Parco di Villa Stozzi e il Teatro Instabile di Firenze.



I teaser musicali
per Led Kayal

Nel 2016-2017 ho realizzato alcuni teaser promozionali per Led Kayal, cantante e musicista, nonché amico di lunga data, realizzando le riprese video di alcuni dei suoi numerosi concerti sul palco a Firenze. Tra questi i concerti delle sue diverse band in cui si è esibito a fianco di noti musicisti fiorentini tra le quali “Natural Mistic – Bob Marley Tribute Band” e Led Kayal & GrooveLandBand e il trio The Funkadelica Triple Trouble sul palco dell’Hard Rock Café, a Le Murate e presso il Caffè Notte di Firenze e in parte visibili nella pagina Teaser and Promo.


I teaser musicali per la Scuola di Musica
Lizard Castello

Nel 2015 ho collaborato per la Scuola di Musica Lizard Castello di Firenze in collaborazione Emanuele Magro e Simone Dellisanti, musicisti, insegnanti e fondatori della scuola, realizzando le riprese e il montaggio video del teaser promozionale della scuola filmato presso lo studio di registrazione Boomker Sound di Firenze. Nel 2017 ho realizzato i teaser del brano Out Funk per la band Funkode e un medley promozionale per il gruppo musicale dei Funkiss.


GUARDA PROMO E TEASER PROMOZIONALI
PER ARTISTI, BAND E CONCERTI MUSICALI














La collaborazione con Catalyst Teatro
e Dav-giulivo-clown

Nel 2020 ho realizzato in collaborazione con Compagnia Catalyst Teatro le fotografie, il video dello spettacolo e il teaser di Casa Romantika, per la regia di Riccardo Rombi, interpretato da Dav-Giulivo Clown, andato in scena presso il Teatro Comunale Orsini di Barberino di Mugello in prima assoluta in Italia.

GUARDA UN ANTEPRIMA


I Videoclip
per Mario Ramunni and band

Nel 2020, durante la pandemia, ho collaborato con il chitarrista fiorentino Mario Ramunni, delle band I Praticabili e Le Cellule Dormienti realizzando le riprese e il montaggio di due videoclip/teaser a partire da alcuni brani registrati presso lo Studio Boomker Sound di Firenze. Le riprese che accompagnano i videoclip “My Funny Valentine e “Moon River” sono state girati a Firenze, nel giugno del 2020, nel parco di Bobolino e sul fiume Arno, subito dopo la fine lockdown causato dall’emergenza covid-19, in un particolare momento di difficoltà che tutti ormai conosciamo. Purtroppo per alcuni motivi personali dell’artista il progetto si dovuto interrompere ed altri brani che avevamo già filmato sono rimasti incompleti.

GUARDA IL VIDEOCLIP


Il teaser per Circo Nero Italia

Nell’ottobre 2020 ho realizzato le riprese video della manifestazione organizzata dalle discoteche, dai locali notturni e dai ristoratori della Toscana, che si sono riuniti n una protesta pacifica di fronte al palazzo della Regione Toscana, in Piazza del Duomo a Firenze, insieme a molti tra i lavoratori del servizio pubblico di mobilità della città, per richiedere la riapertura delle attività rimaste chiuse dopo la recente emergenza pandemica e lamentare la mancanza di adeguati ristori.
Anche se non ero del tutto d’accordo con alcune delle motivazioni della protesta e alla base di quella richiesta ho realizzato comunque il montaggio e il teaser video per le pagine social della discoteca Tenax e del Circo Nero.

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Il progetto fotografico
Giardino di Boboli – Natura e Scultura

Nel 2020 ho realizzato un libro fotografico dal titolo “Giardino di Boboli. Natura e Scultura” con il contributo di alcune fotografie di Dominique Papi Natura e Scultura”
Il progetto fotografico nasce da innumerevoli scatti realizzati all’interno del Giardino di Boboli di Firenze che interpretando le sculture presenti di questo museo a cielo aperto appartenente al Palazzo Pitti, raccontano, in diverse stagioni dell’anno di quel dialogo centenario con la natura che le circonda cercando così di valorizzare un patrimonio storico, culturale e naturale unico al mondo.

Un viaggio tra le meraviglie nascoste di un giardino secolare, il Giardino di Boboli di Firenze, raccontato dalle immagini di Orlando Caponetto, fotografo e videomaker di Firenze. Uno sguardo “ravvicinato” per raccontare lo stupore e l’incanto della natura ed insieme della scultura e svelare il fascino delle opere presenti all’interno di uno dei giardini più antichi del mondo. L’obbiettivo guarda alla scultura come alla natura, in modo umano, reale, osservandola quasi come una specie vivente.
Un tentativo di condividere quella magia che la natura rivela silenziosa, tra i rami degli alberi, i gesti nascosti di piccoli animali, qualcosa che sembra raccontarci le emozioni dei suoi antichi abitanti, quasi fossero rimaste fino ad oggi imprigionate nelle sue sculture.
Uno sguardo empatico, attraverso la fotografia, nel tentativo di suggerire un avvicinamento quasi corporeo alle opere presenti nel Giardino di Boboli di Firenze ed insieme avvicinarsi al patrimonio naturale, raccontandone fragilità ed incanto, nascita e caducità, stupore e meraviglia.

La ragione di un progetto inedito e di una anteprima online senza fini di lucro. (Continua a leggere)

Nato a seguito di un idea di progetto, concordata con l’ex-direttrice del Museo di Boboli di Firenze, nel 2017, in vista di una auspicata (a nostro dire concordata) pubblicazione di un volume fotografico sul giardino che è durato oltre tre anni di impegno nella realizzazione di migliaia di fotografie nelle diversi stagioni dell’anno, al termine di questo periodo, nel 2020 con grande disappunto e con motivazioni alquanto discutibili, la direzione ha sostenuto che a causa di una paventata mancanza di risorse e della necessità di riordino della struttura a seguito dell’emergenza delle pandemia, senza neanche degnarlo di uno sguardo, ha sostenuto di non essere in grado di sostenerlo. Per questo il libro è rimasto tutt’ora inedito.
Con una risposta formale dell’ufficio rapporti con il pubblico ha sostenuto che in quanto non dimostrabile per iscritto, l’accordo non era vincolante, e pertanto il museo non aveva nessun obbligo nei miei confronti, e non solo, oltre a mancare di correttezza e educazione, annullando di fatto il preventivato accordo ha richiesto, in modo a dir poco paradossale, il pagamento di un copyright nel caso avessimo scelto di pubblicarle su un libro a nostre spese, giustificando il fatto che come previsto da regolamento data la presenza nelle fotografie delle statue del Museo di appartenenza alla Galleria degli Uffizi, ogni forma di commercializzazione o eventuale pubblicazione delle foto online, e così’ anche di una mostra, ( che avrebbe dovuto essere sostenuta da loro e parte della proposta iniziale) avrebbero richiesto non soltanto una tassa sul biglietto d’ingresso (???) ma anche il pagamento dei diritti di copyright su ognuna delle foto che ritraevano sculture.
Con nostro grande stupore, rammarico e disappunto considerato che il progetto era nato inizialmente come una collaborazione e trattandosi di diritti troppo alti da sostenere in quanto le fotografie già selezionate e “soggette a copyright” erano oltre duecento, e il copyright si aggira intorno ad altrettanti euro a scatto, di fatto, siamo stati costretti a rinunciare alla pubblicazione senza poter sostenere un tale costo.
Scrivo tutto questo non certo per lamentare di un mancato guadagno che non era di certo nei nostri interessi ma perché abbiamo vissuto con autentico dispiacere l’inattesa retromarcia da parte della direzione che senza neanche tener conto del tempo che abbiamo dedicato per oltre tre anni a documentare le opere del “museo a cielo aperto”, ma perché credo fermamente di aver subito un torto, sia come persona amante dell’arte prima ancora che come cittadino di Firenze, ritengo infatti che le opere siano un patrimonio pubblico che appartiene all”intera umanità e non di proprietà delle amministrazioni, o di qualsivoglia ente pubblico o privato, e che sia lo stesso mio diritto “pubblicare” il libro su questo sito.
Per questo motivo ho scelto qui di rendere visibile come pdf la bozza di stampa che ho redatto e impaginato personalmente, lavoro che ha richiesto più di un anno e mezzo di lavoro, e che è avvenuta privatamente senza alcuna partecipazione da parte del Museo e quindi nessun diritto che possa essere rivendicato, dato che il regolamento pevede che le foto del Museo possano essere usate soltanto senza fini di lucro, e qui non c’e n’è bisogno. Per questi motivi ritengo quasi un dovere artistico, non soltanto come residente della città di Firenze che vive a due passi dal giardino e che li ama da sempre, ma anche come fotografo che ha cercato non certo per fini commerciali, di documentare con autentica professionalità e dedizione in modo autentico e sincero, tutto il fascino e la bellezza dell’arte e della natura presente nel Giardino di Boboli, solamente per poter restituire attraverso la fotografia, arte di cui sono competente insieme ad altre, la magia e l’incanto e così condividere con il pubblico attraverso un sentimento di vicinanza e di appartenenza, e valorizzare un patrimonio storico, culturale e naturale unico al mondo.

GUARDA UN ANTEPRIMA
DEL LIBRO FOTOGRAFICO


Il libro fotografico
OrbetelloOasi di natura protetta

Nel 2021 ho realizzato un libro fotografico sull’area protetta della Lauguna di Orbetello in Toscana dal titolo “Orbetello, oasi di natura protetta” con il contributo dell’artista e fotografa Dominique Papi.
Un luogo speciale di armonia tra l’uomo e l’ambiente e che dimostra in modo evidente come la protezione degli habitat naturali e la conservazione della natura siano di fondamentale importanza per la difesa della biodiversità e la sopravvivenza di molte specie e allo stesso tempo per il benessere fisico e psicologico dell’essere umano.

GUARDA UN ANTEPRIMA
DEL LIBRO FOTOGRAFICO

Orbetello – Oasi di Natura Protetta – Fotografie di Orlando Caponetto e Dominique Papi


La collaborazione con
la rivista Divercity MAG

Nel 2021 in occasione della pubblicazione del numero delle rivista DiverCity magazine dedicato ai temi della diversità e dell’inclusione nella scuola ho realizzato la documentazione video della conferenza organizzata dal Comune di Firenze presso il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio alla presenza degli studenti delle scuole medie superiori e presieduta da Sara Funaro (Assessore all’Educazione e al Welfare) e Benedetta Albanese (Città Metropolitana). 
Nel 2022 ho realizzato anche la documentazione video della conferenza tenutasi presso lo Spazio Alfieri di Firenze, organizzata da Valentina Dolciotti e dalla rivista DiverCity in collaborazione con Findomestic Banca, e dedicata ai temi temi della diversità e dell’inclusione all’interno delle aziende e sui luoghi di lavoro.


Il teaser per Findomestic Banca Firenze
contro la violenza sulle donne

Nel 2022, il 25 novembre, per la Giornata internazionale contro l’eliminazione della violenza sulle donne, ho realizzato un teaser video per canali social di Findomestic Banca, in occasione dell’iniziativa organizzata da Simona Piva, (Diversità e Inclusione), Alessandro Agosti, (Direttore delle Risorse Umane), la direttrice e i dipendenti della sede di Firenze, che hanno voluto manifestare contro la violenza e in difesa dei diritti delle donne, dipingendo tutte e tutti insieme, fianco a fianco, una panchina di rosso, colore del sangue, il simbolo del posto occupato da una donna che non c’è più, portata via dalla violenza. Con l’installazione della panchina nel giardino della filiale di Viale Belfiore si è voluto non soltanto testimoniare l’impegno di Findomestic a sostegno dei progetti contro la violenza di genere ma ricordare che il femminicidio e la violenza sulle donne, fisica, psicologica, economica, lo stalking non devono più esistere.

GUARDA IL TEASER


La digitalizzazione
dall’Archivio Papi Cipriani tra quadri e disegni
dell’artista Giorgio Cipriani

Nel 2023 ho lavorato per diversi mesi nella ricerca e nell’approfondimento dell’Archivio Papi Cipriani, curato da Dominique Papi, fotografa e figlia di Giorgio, che da molti anni si occupa di conservare con paziente e meticolosa attenzione numerosi documenti cartacei che riguardano la famiglia Papi e Cipriani, dove sono presenti migliaia di negativi, diapositive, e stampe in diversi formati.

Tra le numerose fotografie scattate da Giorgio Cipriani tra gli anni ’50 e agli anni ’70, si ritrovano molte che ritraggono personalità note del secolo scorso tra le quali Eugenio Montale, Henry Moore, Joris Ivens, Carla Fracci, amici di famiglia dei miei nonni e che frequentavano la nostra ormai ex-casa di Forte dei Marmi costruita dall’architetto Giovanni Michelucci, e che sono in buona parte già state pubblicate in vari quotidiani e riviste (tra cui La Repubblica, l’Unità, La rivista del Forte e in diversi libri realizzati da Dominique e Anna Maria Papi, tra cui il volume Montale a Forte dei Marmi, edito da Maschietto e Musolino nel 1997 ed Henry Moore e il Mago Merlino, edito da Gli Ori nel 2008.

Alcune delle foto scattate da Giorgio Cipriani allo scultore Henry Moore mentre visita le cave di marmo di Carrara e lavora alle sue sculture, nel 2020 sono state gentilmente concesse dall’Archivio Papi Cipriani per l’esposizione alla mostra Henry Moore In toscana organizzata dal direttore Sergio Risaliti al Museo del Novecento di Firenze.

In questo materiale d’epoca, senza valore economico ma di grande valore culturale storico ed artistico, dove sono state accuratamente conservate, si trovano impressionate su diversi supporti e formati, lastre, negativi in bianco nero e colore 35mm, 120mm, diapositive e stampe, alcune ben conservate altri più deteriorate poiché risalenti al primo dopoguerra, le poche fotografie esistenti delle opere del pittore e fotografo Giorgio Cipriani dal 1946 fino al 1978 molte delle quali sono già state recuperate e restaurate.

Grazie ad un attento lavoro di scansione, digitalizzazione e restauro che richiederà ancora molto tempo, sto cercando di restituire nuova luce a questi rari scatti delle sue opere, tra i quali è presente soltanto una piccola parte dei molti quadri, disegni per stoffe, figurativi e astratti, realizzati ad olio, tempera, acquarello e delle quali si sono perse le tracce o gli originali perché creati per stoffe di rinomate case di produzione di tessuti degli anni ’50 e ’60, come Sanderson & Co, Fede Cheti, Salvatore Ferragamo, che li hanno acquistati o che sono stati utilizzati come fondali di spettacoli rappresentati al Teatro della Scala di Milano, San Carlo di Napoli, Teatro la Fenice Venezia, oppure dipinti su ceramiche esposte alla IX Triennale di Milano del 1951 e alla rassegna Italy at Work del 1950 negli Stati Uniti e oggi non più rintracciabili.
Le foto dunque rappresentano quindi oggi le uniche testimonianze visive di progetti e lavori di già consegnati e venduti, di cui rimangono soltanto copie o campionari, insieme alla moltitudine di piccoli disegni, bozzetti e schizzi, appunti e riflessioni della vita poliedrica ed artistica di Giorgio Cipriani che ha vissuto fino tra Milano, Firenze e Venezia fino al 1994 quando ci ha lasciato con grande rammarico.
Un progetto di restauro digitale e di scansioni che si augura di poter così contribuire ad illustrare l’attività artistica di Giorgio Cipriani ricostruendo quegli album che aveva composto con una raccolta di fotografie di lavori realizzati nella propria agenzia Gotha e che in molti casi risultano danneggiate o mancanti, nella speranza di mostrare finalmente una panoramica delle opere restaurate a nuova vita.


Sulla vita dell’artista Giorgio Cipriani, nel 2022 è uscito un articolo curato da Stella Cattaneo, pubblicato sulla rivista Ceramiche e arti decorative del novecento (Edizioni Zero Tre).
La ricercatrice universitaria che èanche curatrice della Casa Museo Jorn di Savona ha partecipando nel 2022 alla conferenza organizzata dall’Istituto Politecnico di Milano, in occasione della retrospettiva sulla rassegna Italy At Work e sulla Triennale di Milano del 1950, ha presentato un resoconto dell’attività artistica di Giorgio Cipriani.


GUARDA
UN ANTEPRIMA DEL VOLUME FOTOGRAFICO
DELLE OPERE DI GIORGIO CIPRIANI

(PAGINA IN COSTRUZIONE)


La collaborazione
per la Scuola di cinema DVAS

Dal 2022 e al 2024 ho collaborato alle riprese dei provini per le masterclass della Scuola di cinema DVAS di Firenze, corso di formazione professionale di avviamento alla recitazione cinematografica per ragazzi dai 15 ai 25 , con al suo interno un’agenzia per attrici e attori ENTRARTE Talent partner dell’agenzia TTAgency di Roma. 

Nel corso di questa recente collaborazione per DVAS ho realizzato le riprese di numerosi provini degli attori che partecipano alle masterclass tenute da importanti Casting Director di Roma che lavorano nelle diverse produzioni del cinema e della televisione tra i quali Adriana Sabbatini, Armando Pizzuti, Marita d’Elia, Roberto Bigherati e Luca Ribuoli. Per la scuola ho lavorato anche nella riprese di altri provini per alcuni attori e attrici, coach e insegnanti, collaboratori della scuola tra cui Valentina Chico, Alessio di Clemente e Lorenzo degl’Innocenti. Nel 2023 per la Scuola DVAS ho realizzato inoltre le fotografie e le riprese video dell’evento di chiusura dei corsi di formazione che si è tenuto al Teatro Reims di Firenze .

Chiara Solari: Responsabile Formazione Entr’Arte e Scuola di Cinema DVAS:
https://www.entrarte.it/percorso-dvas/


Digitalizzazione opere Giorgio Cipriani
dall’Archivio Papi Cipriani

Nel 2024 ho lavorato al restauro e alla digitalizzazione di circa 300 opere, tra collage, dipinti ed astratti su carta realizzati dal 1940 al 1970 da mio nonno Giorgio Cipriani. In attesa di un prossima digitalizzazione delle numerose opere su tela realizzate dall’artista è attualmente in corso la catalogazione delle opere, che segue un criterio di nomenclatura creato in fase di restauro in base alle reali esigenze di conservazione dei beni all’interno dell’archivio. Sono già in preparazione i cataloghi, divisi per tema e tecniche di realizzazione, con le fotografie delle opere in forma di provino (vedi foto) che saranno presto consultabili da esperti del settore incaricati di visionare l’intero materiale d’archivio per eventuali e futuri utilizzi in ambito culturale e di fruizione al pubblico.

Artworks by Giorgio Cipriani. Courtesy of Archivio Papi Cipriani