N.E.T.O. Biography

Ho scoperto l’arte del Vj-ing nel 2001, iniziato a sperimentare l’arte visual già nel 2002 quando abbiamo creato il Berlin Mitte Group dove nel 2003 è nato il Berlin Mitte Visual, fino a quando nel 2005 ho dato vita al progetto N.E.T.O. New Eye To Observe. Molti artisti, djs e addetti ai lavori mi considerano ancora oggi tra i migliori VJ e precursori dell’arte del vj-ing in Italia.


N.E.T.O. Visual Artist
dal 2002 al 2008

Nella prima parte del percorso di Visual Artist, dal 2002 al 2008, come Visual Artist con il Berlin Mitte Visual, Neto e Lore ed con il progetto personale N.E.T.O (New Eyes To Observe) ho avuto l’opportunità di realizzare innumerevoli performance visual in esclusiva per molti club e festival tra i più importanti d’Italia, su schermi e led-wall, accompagnando numerosi dj-set e il live di alcuni tra i maggiori artisti e produttori internazionale come Ellen Allien, Jeff Mills, Riccardo Villalobos, Luciano, Coldcut, Mathew Johnson, T.Raumschmiere, Zip, Krikor, John Acquaviva, Sascha Funke, Daniel Bell, Alex Petit, Cabanne, Bruno Pronsato, Barbara Morgestern, Luomo, di lavorare a fianco di molti dj e artisti italiani tra cui: Alex Neri, Francesco Farfa, Ralf, Gabry Fasano, Fabio della Torre, Minimono, Phipp, Cole, Eclat, Ether, Simone Fabbroni, Ivan Villa, Athos, Raiders of The Last Arp, Alex Redmann, David Love Calò, Biga, Umberto Saba, Ohz, Cayoproject, Cayorosso e condividendo la consolle con visual artist italiani ed internazionali tra cui anche: Coldcut, Pfadfinderei, Addictive Tv, Virgilio Villoresi, O’gino Knauss, Pixel Orchestra, DDG, Mediamash, Zernist, Enist, Gold, Oto Lab, Caino, Werk Design. Una esperienza artistica che mi ha permesso di lavorare all’interno dei luoghi più rappresentativi della musica elettronica e della club-culture italiana ed europea tra i quali Arezzo Wave, Elettrowave, Tenax, Stazione Leopolda, Elettronic MUVFestival, Nex-tech, Ex-Mud, Auditorium Flog, Central Park, Ex-Happyland, H202, Limonaia di Villa Strozzi, Doom, Capocaccia, BZF, di collaborare con rinomati collettivi tra cui Tenax Nobody’s Perfect, Apnea, Lisa, Intooitive, Werk, Gold, T-Rex, Push, MKN, No made One, Juice e di “improvvisare” sulla musica di ogni genere, dall’Underground alla Techno, dalla Drum and Bass alla musica minimale, dall’ Electro all’House, dall’Elettronic all’IDM, dalla Classica al Rock, e di realizzare video scenografie per spettacoli di danza, per il teatro e per alcuni concerti.


La performance visual

N.E.T.O. è un progetto visivo che nasce da riprese del mondo reale, montate, post-prodotte e rielaborate a partire da video filmati ed elaborati in prima persona, e che si esprime nella performance visual sul palco dove le immagini autoriali vengono ri-costruite attraverso l’uso di software, controller midi e mixer, con un linguaggio articolato su più livelli, mediante l’improvvisazione manuale e attraverso un dialogo costante con l’esibizione degli artisti in scena e si completa con la musica, cuore pulsante del processo creativo e fonte di ispirazione nel costruire il racconto visivo.
In quasi vent’anni di attività artistica e professionale come Visual Artist nelle innumerevoli performance visual portando l’arte del vj-ing in clubs, festival e discoteche, ho voluto sfruttare questa forma di linguaggio visivo per comunicare ed esprimere qualcosa di più di uno spettacolo di luci e geometrie astratte, lavorando con contenuti che fossero capaci di trasmettere in modo autentico e originale, elementi della vita reale, provando a suggerire con l’arte del montaggio, della fotografia, della cinematografia, tramite elaborazioni digitali estemporanee dell’immagine talvolta perfino inaspettate con l’obbiettivo di aggiungere significato alla visione di un sentimento.


N.E.T.O.
New Eyes To Observe

Nel primo laboratorio artistico dove ho sperimentato questa arte digitale durante gli eventi del Berlin Mitte Group, nel 2002 l’obbiettivo del progetto visivo e di questa nuova forma di comunicazione come performance visual è sempre stato quello di proporre una esperienza visiva costruendola prima di tutto in sintonia con la musica, in grado non solo di meravigliare un pubblico ma di trasmettere dei valori e riflessioni cercando di comunicare allo stesso tempo un percorso d’autore. 
Un progetto nel quale ho immaginato un linguaggio visivo che utilizza la tecnica di montaggio per dilatare il tempo, amplificare la durata di un movimento, di un gesto, di un azione o di una visione reale per soffermare lo sguardo del pubblico sui dettagli e sulle varie forme espressive dell’essere umano, della vita quotidiana, del paesaggio, delle architetture.
Il significato ultimo dell’acronimo N.E.T.O. racchiuso nell’espressione e sintetizzato in New Eye To Observe in altre parole offre un nuovo sguardo per osservare la realtà e cerca attraverso la performance visual di comunicare quella impercettibile sostanza di particolari che vive del mondo reale che si mostrano nella vita delle persone e che accadono sotto gli occhi di tutti cercando di sottolinearne il significato, il valore naturale, quasi ancestrale del modo di manifestarsi attraverso un gesto, una danza, un movimento, un luogo, e trasmettere la forza con cui essi appartengono a ciascuno di noi.


L’arte del vj-ing

Il Vj-ing è una forma di espressione visiva che si realizza con una video performance live, attraverso un dialogo costante con la musica degli artisti sul palco, dove il VJ (lett. Visual Jockey) rielabora e gestisce i flussi video mediante l’uso di software, computer e controller a partire dai contenuti che ha creato in sala di montaggio continuando quel processo creativo iniziato durante le riprese video e la creazione di contenuti visual che danno vita al progetto visivo che si sceglie di creare per un evento musicale.
Un’arte che ho praticato per oltre venti anni e che mi ha insegnato a comunicare con un linguaggio artistico nuovo straordinario e per certi aspetti unico e speciale.
Il Vj-ig è un arte che permette di creare suggestioni ed atmosfere visive uniche ed irripetibili realizzate in modo estemporaneo, e anche quando sono calcolate nel dettaglio, possono generare visioni anche inaspettate.
Un arte sconosciuta a molti, con la quale nel mio caso, ho potuto mostrare al pubblico video, montaggi, videoclip e riprese girate a volte inedite parte del lavoro di videomaker, o filmate in modo esclusivo per essere utilizzate e declinate in questa forma unica di linguaggio visivo riuscendo ad assumere ogni volta un diverso significato espressivo.
Un arte che se usata in modo intelligente, originale e non artificioso può consentire di esprimere valori e sentimenti e così anche di difendere il significato di un immagine e di un contenuto e che anche nei contesti più effimeri ed estemporanei, lavorando con nella consapevolezza nel rispetto della sensibilità del pubblico in particolare con platee di migliaia di persone, può dare un importante contributo alla scena artistica aggiungendo espressività e cultura.
A molti anni dalla nascita, il vj purtroppo oggi è un arte che rischia di scomparire, mentre la scena visual è diventata uno strumento di suggestione funzionale allo show business dove il contenuto d’autore sembra aver perso ormai di valore e così anche la capacità di lavorare nell’improvvisazione. Per quanto mi riguarda fino all’ultimo nel 2020 ho cercato di praticare l’arte del vj-ing anche se di fronte ad un pubblico sempre meno consapevole dell’importanza dei contenuti video cercando sempre di mantenere viva quell’idea di racconto visivo autentico, dove l’obbiettivo principale non è mai stato quello di stupire tout court quanto piuttosto quello di creare contenuti e performance visual che potessero valorizzare e rispettare la vita delle persone cercando possibilmente di coinvolgere il pubblico attraverso una comunicazione sincera ed autentica così come ho sempre cercato di fare nel mio lavoro di fotografo, videomaker e anche come visual artist nel progetto N.E.T.O. che ho vissuto in ogni istante quasi come una missione nella quale con un linguaggio straordinario ho espresso una speranza e una visione artistica.

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Alla scoperta delle musica e delle arti digitali

Ho scelto di iniziare la storia di questo percorso nella visual art dal racconto di una serie di viaggi tra Barcellona, Berlino e Ibiza che ho fatto nel 2001 perché proprio quell’esperienza, avvenuta agli albori di una rivoluzione digitale in un periodo di grande trasformazione artistica, ha finito per rappresentare un punto di svolta anche del mio percorso artistico e professionale.
Un percorso inaspettato avvenuto quando l’uso del computer nella produzione musicale, nel montaggio digitale e nell’arte visiva erano ancora da sperimentare e iniziavano a fiorire insieme a nuovi software e alle interfacce digitali che in pochi anni hanno finito per cambiare il mondo intero dando vita ad una nuova era di espressività artistica.
Un importante esperienza formativa che ha dato vita ad un periodo in cui mi sono dedicato alla produzione musicale e che qualche tempo dopo mi ha spinto verso l’avventura nel mondo della visual art.
Un viaggio in Europa alla scoperta delle musica e delle arti digitali che mi hanno portato ad ascoltare tra discoteche festival e club uno dietro l’altro live e dj-set di artisti di fama internazionale che erano i primi ad usare nuove piattaforme, interfacce, software, sperimentando insieme agli strumenti analogici, nuovi linguaggi di produzione. Una full immersion nella scena musicale internazionale che mi ha portato a scoprire innovazioni tecnologiche utilizzate da artisti di grande talento, esponenti di punta di una rivoluzione artistica che si è presto diffusa nella europea, che utilizzando nuove forme espressive piattaforme ed interfacce digitali hanno creato autentiche tendenze nel campo della musica che delle arti visive con nuove capacità di visione.


Il sonar di Barcellona
Musica internazionale e software digitali

Sonar 2001 – Barcellona

Al Festival Internazionale di Musica e Arti Digitali Sonar di Barcellona del 2001 evento unico ed incredibile tenuto nel polo industriale della città ho potuto ascoltare veri e propri creatori della musica elettronica come Aphex Twin, Sonic Youth, Squarepusher, maestri della techno come Jeff Mills, Carl Cox, Richie Hatwin, e della house mondiale tra cui Frankie Knuckles e Darren Emerson, scoprire da vicino il modo di usare software digitali, interfacce midi e tecnologie appena sviluppate per la produzione musicale vivendo un esperienza unica che ha ampliato la mia cultura musicale e mi ha fatto comprendere da vicino le nuove tendenze artistiche della scena internazionale.
Un viaggio che oltre a farmi spaziare tra generi musicali molto diversi ha contribuito a far ritornare in me, quel desiderio avuto fin da giovanissimo di poter conoscere il mondo della produzione musicale elettronica così avvolto da quell’aurea di fascino e di mistero così insondabile da apparire, quasi magico e persino leggendario, facendo fantasticare da anni quelli come me che erano cresciuti in una generazione tra analogico e digitale, che ancora si domandavano come trovare il modo di riuscire a realizzare certe sonorità sognando di capire come riuscire a creare quella musica.
Anche per questo motivo quando ho scoperto che finalmente il computer aveva reso più vicina, democratica, accessibile a tutti, perfino a me, la produzione musicale attraverso quei software digitali al ritorno da quel viaggio mi sono convinto che dovevo assolutamente provare ad ogni costo quelle nuove tecnologie.


Dalla Love Parade alla scena underground

Nel viaggio a Berlino alla Love Parade del 2001 per le strade della città ho potuto ascoltare le sonorità commerciali della techno hardcore e dell’house melodica di artisti come Mattias Schaffauser, frequentando la scena underground scoprire le nuove tendenze della berlin electro e ammirare così per la prima volta le performance visual dei maestri del vj-ing, i P-fadfinderei, partecipando agli eventi promossi dall’etichetta discografica Bpitch di Ellen Allien scoprendo così l’esistenza di un altro nuovo linguaggio artistico che stava iniziando a diffondersi nei locali più undergorund della capitale tedesca insieme alle nuove arti digitali.
Ed è in quel momento che ho iniziato ad interessarmi espressiva di arte visiva e che ben presto sarei riuscito a sperimentare negli eventi unici del Berlin Mitte Group dando vita ad un lavoro di ricerca nell’arte visual che nel giro di poco più di un anno mi ha portato ed essere  tra i primi in Italia a sperimentare l’arte del vj-ng con il progetto Berlin Mitte Visual N.E.T.O. New Eyes To Oserve e a poter quindi realizzare innumerevoli performance visual sul palco di club e festival dal 2003 e al 2008 tra Werk, Elettrowave, Muv, Tenax per poi continuare dal 2016 al 2020 con il progetto N.E.T.O. VISUAL nella collaborazione artistica come visual artist per la discoteca Tenax.

Ibiza
Il clubbing internazionale

Ibiza

Alla fine di quell’estate del 2001 in un altro memorabile viaggio lungo le coste della Spagna per raggiungere Tarifa conclusosi nel nord di Ibiza, nelle storiche discoteche dell’isola all’Amnesia ho ascoltato le sonorità coinvolgenti del big beat di Fat Boy Slim che incredibilmente molti anni dopo nel 2018 avrei accompagnato proprio con una performance visual sul palco del Tenax come racconto nella Pagina N.E.T.O. Visual) mentre invece sotto la piramide del Privilege ho ascoltato l’house di Angel Molina.



Tra musica e video

verso l’arte del Visual

Al ritorno da quei viaggi in Europa ero così intenzionato a sperimentare tutti quei linguaggi resi possibili dal digitale che quando mi sono fermato a riflettere su quale strada scegliere tra la musica e visual ero così preso che quasi avevo dimenticato di essere impegnato nel percorso di studi universitari in scienze naturali e preso dal panico temendo che inseguendo il sogno di fare musica avrei rischiato di tralasciare oltre agli esami anche la passione per il video, la scelta sembrava obbligata. E così mentre stavo per lasciare andare quell’idea di provare a creare musica fermandomi a riflettere un attimo mi son chiesto se avessi fatto bene a rinunciare ad una passione così forte negando a me stesso la semplice libertà di provare a sognare e in uno slancio all’ultimo ho deciso che se mi fossi impegnato al massimo almeno potevo provarci.
Ed è così che senza troppe pretese con spirito di curiosità e la voglia di sperimentare, per un tratto della vita mi sono dedicato alla produzione di sonorità elettroniche e scoprendo un modo nuovo di comunicare con una altra attività artistica, ho deciso di seguire la passione per la musica.
Una breve parentesi nella produzione musicale che quando qualche tempo dopo avrei scelto l’arte del vj-ing come forma di sintesi per esprimere il percorso artistico, si è rivelata un esperienza importante perché mi ha permesso di comprendere meglio come poter costruire quel dialogo costante con la musica necessario nella performance visual e seguire ogni passaggio delle sonorità e del ritmo con maggiore consapevolezza anche nell’arte del visual.
E così che, dopo aver frequentato la scena internazionale europea dove le nuove arti visive erano già una realtà consolidata e la passione per la musica mi aveva portato a creare le prime tracce di musica elettronica, mentre lavoravo nelle prime forme di editing video con elaborazione digitale e in quel percorso parallelo ormai stavo ormai sperimentando discipline così complementari come la musica e il montaggio video, in uno di quegli strani casi che regala la vita, ho scoperto l’arte del visual.
Un’arte digitale innovativa attraverso la quale sono riuscito a far incontrare la passione per il video a quella per la musica e in un modo che non mi sarei mai potuto immaginare prima trovare una nuova forma espressiva per esprimere in un’unica disciplina ancora tutta da sperimentare la mia visione artistica ; )

2001. Una nuova era digitale

Concludendo questa introduzione quel periodo di inizio millennio è stato un anno di vera trasformazione artistica dove in quell’inaspettato incontro tra due passioni lunghe una vita è nato prima il progetto musicale e subito dopo anche il mio primo progetto visual che sarei riuscito a portare in scena sul palco di club, discoteche e festival realizzando performance visual per la musica di quegli artisti che avevo così tanto ammirato proprio durante quella memorabile estate del 2001!
È stato proprio dall’entusiasmo che si era sviluppato dopo quei viaggi che ispirato da tutti quei grandi artisti dopo che avevo ascoltato così tante e diverse sonorità musicali, scoprendo nuove forme espressive artistiche, digitali, visive che ho vissuto una nuova fase di crescita artistica, e personale spingendomi in una vera e propria rivoluzione delle arti digitali, che mi ha portato a intraprendere quel nuovo percorso verso la visual art e per un certo periodo anche a creare musica elettronica ; )

E non si può dire che non sia stata una vera rivoluzione artistica digitale ; )


I software digitali
per il montaggio video e l’arte visual

Adobe Premiere 2.0

Quando nel 2001 ho iniziato a sperimentare quelle tecnologie digitali imparando ad usare programmi di montaggio video amatoriali come Pinnacle Studio per poi passare a software professionali come Avid e Adobe Premiere finalmente potevo dare vita a molte di quelle idee che avevo sperimentato dal 1988 avevo sperimentato con le prime riprese e i montaggi in pellicola con giuntatrice e moviole in Super 8 e poi in analogico con telecamere, centraline di montaggio e videoregistratori fino al 1996 e che attendevano soltanto l’arrivo di quella rivoluzione digitale per poter essere messe in pratica e sviluppate come le avevo immaginate. (per approfondire visita la pagina Longlife Passion). Anche per questo quell’anno è stato un importante punto di svolta del mio percorso artistico di videomaker e di visual artist
Una rivoluzione digitale che in pochi mesi mi ha portato a iniziare ad acquisire e rielaborare quel materiale video girato e montato in analogico molti anni prima per poi sperimentare quella nuova forma espressiva dei Visual in un primo momento solo con l’elaborazione digitale per poi arrivare ad usare un software professionale di vj-ing, impiegato tutt’ora nei maggiori festival del mondo per la perfromance visual in tempo reale come il Resolume 1.0 nel 2002.


Resolume 1.0

Un vero e proprio turbine di idee e creatività partito proprio in quel 2001 così intenso nel quale è iniziato un percorso artistico che mi ha portato a lavorare come videomaker nell’editing video digitale iniziando ad elaborare i primi contenuti visual che già nel 2002 avevo creato iniziando ad utilizzarli da supporti fisici come dvd e cassette vhs nelle mie prime performance visual analogiche per poi continuare sviluppare quella ricerca nell’arte visiva con il software per il controllo in tempo reale per esprimere quel percorso d’autore iniziato molto tempo prima con il linguaggi digitali entrando di fatto nell’arte del VJ-ing a praticare visual art. Un percorso che mi ha portato ad essere tra i primi in Italia a praticare l’arte visual prima con il Berlin Mitte Visual e poi con il progetto individuale N.E.T.O. New Eyes To Oserve.
Per scoprire questo importante passaggio del mio percorso artistico, osservare le prime forme di montaggi scritti come partiture musicali, conoscere come ho creato i miei primi visual da riprese autoriali e molto altro ancora del progetto Berlin Mitte Visual e N.E.T.O. portati in scena tra club, discoteche e festival, invito a visitare la pagina di approfondimento N.E.T.O. L’arte del vj-ing ; )

I software di produzione musicale

Fruiy Loops 3

Come spiegato sopra in quello stesso quel periodo alla fine del 2001 ho iniziato ad usare anche alcuni software professionali per la produzione di musica elettronica scegliendo forse quello meno blasonato e forse non molto apprezzato come il Fruity Loops 3, con il quale, accompagnato da altri strumenti e plug in, utilizzando soltanto con un computer due casse e una tastiera midi, ho avuto l’opportunità di creare nel giro di qualche mese le mie prime tracce sperimentali di musica elettronica composte in modo del tutto amatoriale nella mia “cameretta” di casa.
E così grazie a quel software con forza di volontà e determinazione grazie a quei nuovi strumenti digitali che ho imparato velocemente ad usare mi sono divertito provando a comporre alcune tracce di musica elettronica con sonorità techno-progressive ed electro minimal raccolto in un album intitolato Find Your Own Groove come descritto nei paragrafi seguenti che mi hanno permesso di continuare ad esprimere anche se pur per un breve periodo, quella passione per la musica, iniziata da giovanissimo e continuata da adolescente quando ho iniziato a studiare i compositori classici suonando il pianoforte e negli anni ’90 provando a scrivere piccole canzoni con una tastiera musicale senza smettere di sognare offrendomi addirittura la soddisfazione per brevi momenti anche di far ascoltare alcune di quelle tracce che avevo creato sempre con il software Fruity Loops scoperto nel viaggio a Barcellona solo due anni prima.


La libertà d’espressione nella musica

La prima volta che sono stato a Berlino è stato nel 2001, neanche un mese dopo il viaggio al Sonar, quando insieme all’amico Lorenzo Gavilli, abbiamo deciso di partire, così su due piedi, anzi su due ruote, all’improvviso, a bordo della sua moto, direzione Love Parade per fare una sorpresa a Fabio della Torre, nostro amico, che era a studiare in Erasmus e festeggiare il compleanno che cadeva nel giorno del più grande festival di musica a cielo aperto d’Europa! Nel raccontare di questo viaggio non posso certo continuare senza spendere un pensiero e sottolineare la vicinanza con quanti hanno vissuto il dramma che si sarebbe presto verificato nelle stesse ore in Italia in quella data che ha coinciso anche con i fatti tristemente noti di un altro evento dove era attesa grande partecipazione e di cui non occorre dare alcuna nota o spiegazione se non dicendo che ironia della sorte s’intitolava “un altro mondo è possibile.
Partendo per quel viaggio sapevo che avrei perso la possibilità di seguire lo svolgersi di quella manifestazione ma anche a molti chilometri di distanza avrei potuto lo stesso partecipare almeno idealmente, e comunque pacificamente, sostenendo quel comune dissenso di fronte alle nuove politiche economiche e sociali imposte della globalizzazione in difesa dell’ambiente, argomento che sentivo molto per gli studi universitari che seguivo proprio in scienze naturali. E dato che anche la Love Parade era un evento che attraverso la musica esprimeva di fatto alcuni valori comuni a quella manifestazione, in particolare in merito ai diritti e alle libertà di espressione nel sentimento di unione ancora possibile tra le persone, ero partito con la massima speranza che potessero essere due giornate di festa altrettanto pacifiche senza poter immaginare cosa invece avremmo sentito che stava avvenendo in quei giorni a Genova.

E mentre in Italia, in una straordinaria partecipazione di piazza si chiedeva pacificamente soltanto di ascoltare e difendere il principio di autodeterminazione dei popoli e il diritto delle persone a partecipare alle decisioni globali, alla Love parade di Berlino, sotto la Siegessäule dove la musica era la vera forza d’unione, si cercava di dimostrare, in nome della libertà di espressione, senza distinzione di genere, razza, religione, pensiero, orientamento sessuale, nel rispetto della pluralità di opinione e con una giornata di festa che un altra idea di società, di amore, di pace e di fratellanza tra le persone era ancora e sempre possibile.


La Bpitch control e la scoperta del vj-ing

La vera ragione per cui ho scelto di raccontare di quel viaggio è che in quell’esperienza così forte e piena di emozioni vissute così intensamente per le ragioni sopra descritte anche la musica di quel Festival ha assunto un significato più forte che ha contribuito ad una nuova fase della vita che ha spinto verso un espressività artistica che inseguiva quel senso di libertà. Libertà di sperimentare l’arte, ed in particolare di scoprire nuove forme per manifestare il proprio diritto personale all’espressione, analogica e digitale nata da un sentimento autentico come forma di rivoluzione culturale e di protesta pacifica attraverso l’arte e la musica.
Ed è in quel contesto che durante quel viaggio in moto epico ed indimenticabile che frequentando la scena underground della capitale tedesca grazie anche ai rapporti di amicizia professionale che Fabio come dj aveva stretto con Ellen Allien, dj e produttrice e fondatrice l’etichetta discografica B-Pitch Control Records punto di riferimento della produzione internazionale dell’electro-techno berlinese ho avuto la possibilità di visitare la sede dell’etichetta e conoscere un artista internazionale diventata nel corso degli anni famosa in tutto il mondo, creatrice di quella sonorità presto diffusasi in tutta Europa, accompagnata nei suoi dj-set dai maestri dell’arte visual, visual artisti di fama internazionale P-fadfinderei.

Poter vivere da vicino quella nuova tendenza musicale ammirando per la prima volta dal vivo un vj-set realizzato dai P-fadfinderei, maestri indiscussi dell’arte del vj-ing, veri pionieri della scena visual internazionale, è stata una vera e propria rivelazione, fonte di grande ispirazione, tanto da divenire un esempio a cui far riferimento, neanche un anno e mezzo più tardi ho iniziare a lavorare come Visual Artist durante gli eventi del Berlin Mitte Group un collettivo artistico composto da un gruppo di amici, che è riuscito a coinvolgere la scena underground toscana con innovativo format d’intrattenimento audiovisual sulla scia dell’esempio tedesco della musica della Bpitch Control dei visual dei Pfadfinderei in quell’anno a Berlino


Lesperienza nella musica elettronica

Find Your Own Groove by NETO

E così seguendo quella passione per la musica che avevo da sempre, iniziata da bambino con tutta la grande la musica degli anni 80, studiando pianoforte maestri della classica e delle colonne sonore dei classici del cinema, per poi passare attraverso tutti i generi musicali, dal pop al rock, dall’heavy metal all’acid house, trance, techno e progressive degli anni ’90 come fruitore della scena clubbing e che dopo un impoverimento dalla scena dance nel 2001 in cui avevo scoperto le nuove tendenze della musica europea, aveva riacceso la passione per le sonorità elettroniche quando ho cercato di esprimere la mia visione musicale in forma umile ed appassionata con alcune semplici partiture e ho dato vita alle mie prime ed uniche tracce electro techno minima che ho raccolto nell’album Neto…Find Your Own Groove è stato un momento di autentica creatività, che mi ha dato grandi emozioni che è stata fonte di divertimento e che sono felice di aver intrapreso e vissuto condividendo un’altra parte di me.

Ripensare oggi che alcune di queste tracce sono state suonate al pubblico nei dj-set da Fabio della Torre durante alcuni degli eventi del Berlin Mitte Group e sono state passate in diretta su Novaradio nel programma Nottambula al quale partecipavo come speaker ospite del programma di Matteo Marliani, in arte Monkey che tra l’altro ha prestato la sua voce per alcuni campioni usati nelle tracce Funkiss e Tektango, non mi sembra vero.
Tracce forse un po’ amatoriali e primitive ma realizzate con passione ed impegno come in tutte le cose che ho fatto nella vita e che, nonostante la semplicità della loro struttura senza un mastering finale, sono state apprezzate e hanno fatto perfino ballare molte delle persone che le hanno incosapevolmente ascoltate senza sapere che le avevo prodotte in casa con un semplice programma come Fruity Loops 3.4.

Nell’estate del 2002, dopo aver sperimentato la creazione di quelle tracce così quasi per caso ho deciso di partecipare ad un vero concorso internazionale promosso dalla Red Bull Music Academy, riservato a giovani dj e produttori emergenti, con una raccolta delle tracce nella speranza di ricevere una forma di riconoscimento del lavoro fatto.
E così dopo aver atteso qualche tempo con una certa trepidazione per l’emozione di ricevere una risposta positiva che magari mi inducesse a continuare su quella strada quando l’esito non si è rivelato quello sperato ho capito che forse avevo ancora molto da imparare che forse dovevo dedicare il mio tempo a studiare e seguendo la passione per l’immagine cercare di costruire un futuro professionale di videomaker, cosa che poi ho puntualmente fatto.

Ho deciso qui dopo oltre vent’anni di pubblicare quella raccolta di tracce come forma di sincerità artistica e professionale, forse mista ad un pizzico di nostalgia per un percorso musicale sfiorato con l’immaginazione, ritenendo che fosse giunto il momento di tirarle fuori dai cassetti digitali per renderle disponibili all’ascolto per dare una testimonianza in questo caso sonora anziché visiva di un’altra parte del mio percorso artistico e forma di espressione nella quale ho cercato di esprimermi nella home production di musica elettronica.
Dal 2001 al 2005 ho realizzato circa trenta tracce in totale, comprese le prime più sperimentali, e anche se alcune delle più riuscite purtroppo sono andate perse, le altre rimangono una testimonianza di quel percorso, che ho scelto di dividere qui in due sezioni il Find Your Own Groove estratte dal disco promo invito al concorso Red Bull Music Academy estate 2002 e nell’altra raccolta Find The Other Groove create ella seconda metà del 2002.

FIND YOUR OWN GROOVE
BY NETO
dal disco promo per il concorso
Red Bull Music Academy del 2002

01 – FIND YOUR OWN GROOVE – TRACK BY N.E.T.O. – 2002
02 – UNTITLED HOURS – TRACK BY N.E.T.O. – 2002
03 – LOOKING FOR THE RIGHT WAY – TRACK BY NETO – 2002
04 – DREAM NOTE – TRACK BY N.E.T.O. – 2002
05 – LINEAR THOUGHTS – TRACK BY N.E.T.O. – 2002
06 – UNDER WATER – TRACK BY N.E.T.O. – 2002
07 – LIQUID HOPES – TRACK BY N.E.T.O. – 2002
08 – MINIMAL DISCORS – TRACK BY N.E.T.O. – 2002

FIND THE OTHER GROOVE
BY NETO 2002

STOP AND GO – TRACK BY N.E.T.O. – 2002
PASTING SIGNS – TRACK BY N.E.T.O. – 2002
MIDI MOMENT – TRACK BY N.E.T.O. – 2002
DRUM – TRACK BY N.E.T.O. – 2002
KISS ME FUNK – TRACK BY N.E.T.O. – 2002
FREESTYLE – TRACK BY N.E.T.O. – 2002
NEW TRACK – TRACK BY N.E.T.O. – 2002

Il Find Your Own groove
by NETO & DERFA

Ed è proprio forse intuendo il valore della qualità delle idee presenti in alcune di quelle tracce del primo album Find Your Own Groove che avevo realizzato come Neto che Fabio della Torre ha iniziato ad interessarsi alle mie produzioni musicali proponendomi di lavorare sull’album per provare a portare quel progetto ad un etichetta discografica.
E dato che in quel periodo lavoravamo insieme nel Berlin Mitte Group e condividevamo oltre all’amicizia da molti anni la stessa passione per la musica ho pensato che potesse essere importante farsi consigliare da un dj ed ex batterista in particolare su come poter migliorare la struttura delle tracce e ricercare una qualità del suono facendo tesoro della sua esperienza ho deciso di accettare di buon grado quell’idea di condividere il mio progetto musicale al quale avevo dedicato tempo e passione lavorando in collaborazione con Fabio della Torre. Nasce così nel 2003 un nuova edizione del Find Your Own Groove firmato NETO and DERFA con la speranza che saremmo riusciti a portarlo all’attenzione dell’etichetta discografica del Tenax.

Un lavoro di collaborazione durato diversi giorni dove in una vera e propria full-immersion in quello che nel 2006 è diventato lo studio di Bosconi Records, etichetta discografica italiana vero punto di riferimento dell’elettronica internazionale fondata e diretta da Fabio della Torre insieme al quale abbiamo lavorare sulle tracce che avevo creato nel primo album del 2002, che sono state rivisitate solo in parte nella struttura e cambiando alcune casse e in certi casi riscrivendo partiture ed arrangiamenti delle melodie, dopo un gran lavoro sul mastering finale, pur mantenendo il senso e l’atmosfera musicale che avevano in partenza le tracce originali, hanno assunto una forma più professionale per presentarsi ad un’etichetta discografica.
E così che nasce nel 2003 dopo quella collaborazione artistica un nuova edizione dell’album Find Your Own Groove firmato by Neto and Derfa con sonorità electro-techno, tech-house ed electro funk che si sono aggiunte a quelle techno-progressive della prima versione.
E così il Find Your Own Groove by Neto and Derfa è stato portato all’attenzione della Tenax Recording l’etichetta discografica del Tenax di Firenze fondata da Alex Neri che Fabio conosceva per aver suonato in alcuni tra gli eventi della storica discoteca già nei primi anni ’90 e per aver organizzato le serate Mint nel 1995 nel privé (tnx-tube).

Quando abbiamo chiesto di ascoltare quelle tracce ad Alex Neri, figura storica della dance e della progressive impegnato proprio in quel periodo a produrre hit internazionali con il gruppo Planet Funk abituato a creare musica da sempre, oltre all’emozione di ricevere un parere così autorevole c’era il timore di poter ricevere un giudizio più o meno qualificante su un lavoro che per noi era comunque importante. E così in quei minuti lunghissimi in cui mentre ascoltava quell’album speravamo che in qualche modo potesse innamorarsi anche di una traccia soltanto e magari offrirsi di lavorarci insieme per migliorarla, e avere così la possibilità unica di imparare dalla sua grande esperienza siamo rimasti in religioso silenzio aspettando quel verdetto finale.
E se dopo quel primo ascolto Alex sembrava rimasto positivamente colpito da due tracce in particolare, “Funkiss” e “Tektango” dopo essersi complimentato per le idee e per la creatività del progetto, tanto che per qualche istante abbiamo persino sperato che potesse essere interessato sognando di riuscire a pubblicarle alla fine purtroppo ci ha detto (giustamente) che dovevamo fare esperienza suggerendoci di lavorare con altri programmi e migliorare quel suono.
E così nel massimo rispetto di quella scelta forse un po’ delusi ed amareggiati anche per quel basso che aveva fatto tremare i subwoofer in modo inadeguato svelando l’immaturità di una produzione musicale ancora troppo acerba alla fine abbiamo compreso che quelle tracce così faticosamente create, riviste e corrette nella collaborazione, non sarebbero state prese e da quel giorno l’album è rimasto così, inedito.
Nel 2024 a distanza di vent’anni ho deciso di rendere disponibile l’ascolto dell’album Find Your Own Groove by Neto and Derfa, sperando che possa descrivere meglio di tante parole il senso di quel progetto e raccontare quel percorso artistico nella musica elettronica.

01 – FIND YOUR OWN GROOVE – TRACK BY NETO & DERFA
02 – TEKTANGO (Instrumental) – TRACK BY NETO & DERFA
03 – NOT IN MY NAME – TRACK BY NETO & DERFA
04 – LINEAR THOUGHTS – TRACK BY NETO & DERFA
05 – BERLIN STUNDEN – TRACK BY NETO & DERFA
06 – FUNKISS – TRACK BY NETO & DERFA
07 – DANCING EVELINA – TRACK BY NETO & DERFA
08 – TEKTANGO (voice mix) – TRACK BY NETO & DERFA

Vocals by Monkey (Matteo Marliani)

Dopo quell’esperienza la mia avventura nella musica si è lentamente persa nel tempo dopo che ho contribuito all’incontro artistico e professionale tra Fabio della Torre ed Ennio Colaci, da cui è nato il progetto musicale Minimono, che ha riscosso un notevole successo in ambito italiano e successivamente nella scena internazionale, ho concentrato tutta l’energia nel lavoro di Visual Artist che mi ha portato nel 2004 un anno più tardi a presentare il progetto Berlin Mitte Visual sul palco di Elettrowave e il progetto visual individuale N.E.T.O. all’edizione di Elettrowave 2005 come descritto nei paragrafi seguenti.


Il Berlin Mitte Group

ll Berlin Mitte Group è un collettivo artistico che organizzando eventi unici di musica elettronica sull’onda delle sonorità della berlin electro e sull’esempio della scena tedesca è riuscito a dare vita un nuovo concetto di intrattenimento audio visual che è stato esempio di avanguardia sulla scena underground della toscana, progetto unico in Italia tra primi a proporre performance di vj-ing con il progetto Berlin Mitte Visual poi con il progetto N.E.T.O. New Eyes To Observe dove in una vera e propria forma di contaminazione visiva realizzata attraverso di installazioni, proiezioni di diapositive, mostre fotografiche, mostre di pittura e di scultura, visual, l’arte e la musica si sono incontrate dando vita ad un fenomeno artistico che negli anni a venire si sarebbe presto diffuso in tutti i più importanti club d’Europa.
Per descrivere meglio il senso di questo progetto ho scelto di riportare di seguito un comunicato stampa del 2004 dove il Berlin Mitte Group si presenta con il progetto WERK nella discoteca ex-HappyLand di Firenze e racconta i primi due anni del proprio percorso artistico e di contaminazione della scena musicale fiorentina.

Il Berlin Mitte Group (leggi dal comunicato stampa WERK 2004)

Berlin Mitte Group è un gruppo di amici che cerca di esprimere il suo concetto di elettronica come forma di comunicazione artistica che si esprime attraverso suoni ed immagini d’avanguardia frutto di un lavoro di ricerca in primis sul suono, che spazia dalla techno all’electro con contaminazioni tek house e minimal, e quindi ancora sull’immagine, grazie al lavoro dei suoi vjs cercando così di esaltare il concetto di atmosfera avvicinandolo a quello di luogo piacevole di intrattenimento o di ballo.
Un lavoro quello del Berlin Mitte Group che cerca di esprimere in un unico set rappresentativo le tendenze del mondo artistico che ruotano attorno alla musica elettronica nord europea e non solo, ed avvicinare così il pubblico ad un nuovo concetto di dimensione narrativa che ha come fondamento l’elettronica, sia nella sua parte musicale sia in quella visiva.
Il Berlin Mitte Group inizia il suo percorso artistico come precursore di nuove sonorità grazie soprattutto all’attento lavoro di Fabio della Torre, affermato dj fiorentino del gruppo, che nel corso degli anni ha sempre dimostrato una grande attenzione nel proporre sempre nuove tendenze musicali e cui percorso artistico nel 2001, dopo un anno nella capitale del suono techno, Berlino, era stato stato quasi “contaminato” dalla nuova scena dell’elettronica berlinese proposta da artisti provenienti da etichette come la B-Pitch Control, riuscendo tra i primi in Italia a proporre in Italia quel suono riuscendo perfino a ospitare  alla consolle la sua fondatrice, Ellen Allien  già nel 2002, all’Exmud di Firenze, durante le serate Berlin Electro cercato di portare nel noto club underground fiorentino, quel suono musicale riproponendo quell’atmosfera d’avanguardia tedesca.
Il  Berlin Mitte Group ha deciso di fare una scelta coraggiosa provando a dar vita ad una nuova forma di espressione artistica provando ad avvicinare il pubblico fiorentino, “invaso” dalle statica preponderanza dello stile house, alle nuove sonorità della cultura musicale tedesca, e che ben presto non perderà tempo ad incuriosirsi a questo nuova proposta musicale, l’evento riscuote un gran successo e continuando a proporlo all’interno della serata intooitive@h2o2, un’altro rinomato locale fiorentino, e riesce a proseguire positivamente nella stagione 2003 con una serata intooitive@exmud. Il set inoltre si arricchisce ulteriormente grazie al lavoro dei Vjs del gruppo Neto e Lore (Berlin Mitte Visual), che con il loro contributo visivo e le loro performance rendono ancora più suggestiva l’atmosfera accompagnandola con set video che si presentano tra i più innovativi della scena italiana nel campo dell’arte visiva per il dancefloor.
A partire dalle prime esperienze il Berlin Mitte Group, il cui nome prende origine dalla simpatia verso alla zona centrale di Berlino, dove più si è sperimentato il nuovo sound elettronico attraverso la densa rete di produzioni locali, continua poi attraverso il progetto WERK che nato nel 2004, sembra voler continuare proprio nella stessa direzione, quella cioè di riuscire a creare all’interno di uno spazio, “un luogo”, che racconti un’atmosfera che non sia inteso solo per l’intrattenimento ma anche come uno spazio attivo dove sia possibile sperimentare nuove sonorità, nostrane e del panorama europeo ed internazionale, un luogo dove poter dare il giusto spazio alle performance visive e alle arti del vj-ing, un luogo che sia un punto d’incontro per tutte le persone e per gli amanti del mondo underground della musica elettronica e delle arti visive. 
Il progetto è subito collaudato e vi partecipano numerosi artisti internazionali e italiani, non mancano le partecipazioni anche di vj ospiti che trovano i questo spazio un ottimo luogo di confronto artistico con i resident del gruppo  Le serate riescono nel loro proposito di coinvolgere lo spettatore in un’atmosfera nuova, diversa, lasciando che si abitui ad un suono “nuovo”, ad un immagine “diversa” per poi riuscire a trascinarlo in un unico “ensemble” di emozioni audiovisive che possano davvero incuriosire la mente, e non soltanto divertire o ipnotizzare, ritrovando così un modo più creativo di vivere insieme lo spazio, il suono e l’immagine e che non sia una forma di intrattenimento fine a se stessa.
Anche quest’anno Il progetto Werk continua nel suo intento di avvicinare il pubblico all’elettronica, e lo fa contaminando un altro luogo, il Tenax, rinomato locale fiorentino della scena clubbing, per una giovedì di elettronica e visual che vedrà la partecipazione di dj europei ed internazionali che saranno chiamati a raccontare la loro interpretazione dell’elettronica. Largo spazio sarà dato alle performance visive, che cercheranno di reinterpretare le atmosfere internazionali d’oltralpe senza rinunciare però a contaminazioni più nostrane. 
L’obbiettivo è quello di comunicare con il pubblico attraverso l’energia, l’impegno e la passione che gli artisti esprimeranno durante le loro performance e trasmettere un interesse per qualcosa di nuovo e di assolutamente contemporaneo che riguarda le nuove arti musicali e visive dell’elettronica.


Un progetto musicale ed artistico corale, fondato da un gruppo di amici, che condividendo la stessa passione la musica elettronica, ha avuto l’originalità e il coraggio di proporre un innovativo modo di intendere la scena del dance-floor, l cui nome Berlin Mitte Group prende origine dalla simpatia verso la zona nel centro della capitale tedesca, il Berlin Mitte, appunto, dove ancora oggi si concentravano molti dei locali che in quegli anni iniziavano a sperimentare quelle sonorità elettroniche all’avanguardia attraverso una rete di artisti, dj e vj, prima fra tutte l’etichetta discografica B-pitch Control punto di riferimento dell’elettronica berlinese, fondata da Ellen Allien nel 1999 e che producevano e suonavano quel tipo di musica electro-techno berlinese che prende il nome di Berlin Electro accompagnati dai visual i P-fadfinderei vj di riferimento dell’etichetta.

Ed è proprio sulla spinta di quella musica e di quel fermento culturale tra arti visive e sperimentazione che nasce il collettivo artistico del BMG che in pochi anni, in modo dirompente si è affermato sulla scena riuscendo a generare eventi unici e all’avanguardia, coinvolgendo la scena musicale underground fiorentina e toscana che ha contaminato con sonorità elettroniche, forme di linguaggi artistici e visual sull’onda berlinese, portando avanti per diversi anni e con successo un progetto di intrattenimento audio visual unico in Italia.

E così se a Berlino erano i maestri indiscussi del visual ad accompagnare i dj-set degli artisti di quell’etichetta, a Firenze era il Berlin Mitte Visual a realizzare performance visual per il dj-set di Fabio della Torre e dei numerosi ospiti chiamati a suonare proprio dall’etichetta, con l’obbiettivo di ricreare quel fenomeno culturale così innovativo e sperimentale che era dai primi anni del 2000 già in atto nella capitale tedesca, per riuscire ad importare anche in Italia, in una vera e propria “Die Neue Welle” = “una nuova onda” musicale e visiva, caratteristica distintiva degli eventi targati Berlin Mitte Group.


I membri dello staff BMG

Il Berlin Mitte Group era composto, oltre che dal sottoscritto, da Fabio della Torre, dj e producer, fondatore e direttore di Bosconi Records che gestisce un negozio di dischi Log Out a Firenze, dall’amico Antonio Boldrini, promoter e direttore di Werk Agency che oggi vive ad Ibiza e che da sempre ha riconosciuto e ha sostenuto il mio percorso artistico come visual e videomaker, il fraterno amico Lorenzo Gavilli, ingegnere ambientale che oggi vive e lavora in Canada per l’ONU, compagno Vj del Berlin Mitte Visual, con il quale ho condiviso a lungo la consolle video durante performance, dall’amico Alexis Dendias, dj e producer, architetto di Corfù con cui abbiamo condiviso oltre all’amicizia la nostra passione per la musica e la grafica, e infine Ikuko Komagata, pittrice e artista di Tokyo che ha impreziosito con i suoi quadri le nostre serate e ha aggiunto simpatia e buonumore insieme al sorrisi di Monica e Floriana in tutti gli eventi del BMG.

E proprio dall’incontro tra le diverse specificità ed unicità di ogni singolo membro del gruppo che nasce la vera forza del progetto, sostenuto da legami di amicizia profondi e sinceri, e dalla condivisione di un’autentica passione per la musica e l’arte, dove ciascuno con il proprio linguaggio artistico, musicale e visivo ha contribuito a dare maggior valore al progetto, e nel quale, collaborando tutti insieme alla riuscita di un solo obbiettivo, anche affrontando qualche scontro, con grande sinergia abbiamo dato vita ad eventi unici e all’avanguardia che hanno permesso di lavorare a fianco di artisti internazionali e comunicare qualcosa di inedito che non si era mai visto né sentito prima ; )



Un laboratorio
per l’arte visiva

Nel partecipare agli eventi organizzati dal Berlin Mitte Group ho seguito personalmente la creazione di diversi contenuti artistici come fotografo, videomaker, graphic designer e naturalmente come visual artist cercando di proporre ogni volta in modo specifico per gli artisti in scena un messaggio uno stile, un look, un’atmosfera utilizzando i diversi linguaggi dell’arte dell’immagine, fotografie, grafiche, immagini, visual. A partire da un’idea progettuale artistica e personale, ho cercato così di comunicare ogni volta un modo diverso di vestire ed ridisegnare lo spazio scenico lavorando sulla percezione visiva dei luoghi e nella gestione degli spazi cercando di proporre un reale coinvolgimento del pubblico utilizzando l’arte dell’immagine in modo autentico.
Una ricerca sui contenuti in grado di accompagnare il set musicale evitando forme banali di intrattenimento costruita sul lavoro di approfondimento dei linguaggi visivi e della comunicazione underground, in altre parole, cercando di sviluppare una vera direzione artistica che potesse aggiungere valore artistico alla musica e nel contempo comunicare al pubblico elementi di riflessione visiva.

Dia-entertainment by Neto

In quei primi eventi del Berlin Mitte Group prima ancora che come visual artist quando ancora non disponevamo dei videoproiettori che avremmo portato pochi mesi dopo insieme agli schermi per le prime performance visual, ho lavorato come fotografo costruendo le prime forme di Visual in forma di installazioni e proiezioni di diapositive che ho curato personalmente cercando di coinvolgere il pubblico in un’atmosfera visiva con il linguaggio analogico delle immagini.
All’inizio del 2002 il progetto visivo era dunque mandato in scena attraverso una selezione di fotografie diapositive che avevo realizzato a partire da filmati girati nei viaggi a Berlino, da alcuni visual che stavo preparando sul computer, insieme ad immagini simbolo della città e che scorrendo nei caricatori circolari di due proiettori presenti nel locale venivano proiettate e mandate in scena mostrando nella pista immagini evocative che richiamavano la scena underground della capitale tedesca. Un progetto fotografico accompagnate da loghi e grafiche con una forma di arte visual intitolato dia entertiment by Neto. realizzato a partire da scatti che ho realizzato come descritto di seguito ad artigiani, opere, filmati, visual, elementi della vita reale cercando di accompagnare con suggestioni, colori, visioni realizzate come forma di installazion evisiva d’autore.
Gli scatti realizzati in pellicola spesso da immagini trasmesse dentro una tv e il monitor di un computer provenienti da filmati e contenuti digitali scelti appositamente perché mantenessero quel look quasi “sporco” e con una bassa risoluzione, per conferire alle immagini quell’aspetto retrò in modo da poter così richiamare le atmosfere electro techno anni ’80 con uno stile molto colorato che aveva una funzione specifica di illuminare le sale buie del locale, e di aggiungendo richiami visivi alle ambientazioni underground della città generare una sorta di contaminazione visiva dello spazio scenico in grado di evocare quell’atmosfera piena di fascino e mistero legato alla club culture di Berlino.


Ricordo bene quando in occasione della prima serata Berlin Electro, un ritardo nello sviluppo delle diapositive, mi costrinse poche ore prima dell’inizio dell’evento a correre a Bologna per incontrare al casello autostradale il responsabile delle studio fotografico di Rimini per farmi consegnare quegli scatti e poterli caricare su quei proiettori gusto in tempo per l’apertura del locale nel nostro primo evento ufficiale il 7 marzo 2002 che proprio per testimoniare il valore di quel contributo visivo apparentemente vintage ma che aveva invece una funzione specifica ed importanza come forma di allestimento undergorund che illuminava la scena che ho deciso di pubblicare per la prima volta quelle diapositive.

Berlin Mitte Group
Diapositive Projection
by NETO


2002

Photo by Orlando Caponetto


Linguaggi visivi
tra l’analogico digitale

Grazie anche al contributo di altri artisti, visual artist, pittori, scultori, e ospiti degli eventi Berlin Mitte Group, siamo riusciti in breve tempo a costruire insieme un vero e proprio format, sempre in divenire, dove l’analogico ha incontrato il digitale, il super 8 si è alternato al video, il software alle diapositive, le sonorità techno nostrane si sono confrontate con l’elettronica internazionale, e dove, se pur in spazi piccoli e poco affollati, la tradizione e l’innovazione hanno cercato di trovare un punto d’incontro tra le arti digitali e quelle analogiche.
Un laboratorio dove ho potuto sperimentare nuove forme di linguaggi nell’arte dell’immagine e dove insieme alle nuove sonorità musicali degli artisti in scena, abbiamo raccontato attraverso l’arte del vj-ing un nuovo modo di osservare le cose e proporre così un modo diverso di vivere il mondo del clubbing con elementi culturali e di divertimento che hanno reso gli eventi del Berlin Mitte Group un vero esempio di creatività e di avanguardia artistica unico nel suo genere in Italia.


Le sculture di Puccio
e la tradizione artiginale
incontrano la Berlin Electro

Per Berlin Electro del 21 Marzo 2002 abbiamo scelto di ospitare una serie di sculture di animali realizzate da Giancarlo Giachetti, detto “Puccio“, artigiano fiorentino nato nel 1938 in San Frediano a Firenze, da incisore a cesellatore è conosciuto nel mondo per essere uno tra i più importanti maestri del ferro battuto italiano.
Puccio, uomo mite, dallo sguardo profondo colmo di umana sincerità, compresa la bontà del nostro invito frutto di un’autentica ammirazione per le sue opere, si è reso subito disponibile e con grande spirito di collaborazione e la generosità degna di un artista, ha concesso di esporre al pubblico la sua collezione privata.

E così il Berlin Mitte Group ha avuto l’onore di ospitare alcune bellissime sculture tra cui alcuni delfini, pesci e un fantastico scorfano gigante (arrivato sopra un ape a tre ruote), che hanno contaminato lo spazio dell’Ex-mud di Firenze con la forza del lavoro straordinario che con stile ed eleganza ha destato stupore ed ammirazione tra gli ospiti del Berlin Electro di fronte ad opere di un maestro artigiano come Puccio realizzate a mano e in ferro battuto.
Per l’evento oltre alle statue di Puccio presenti nel locale, volevamo far conoscere al pubblico il lavoro straordinario che c’era dietro a quelle opere in ferro battuto per questo con Antonio che mi aveva portato a conoscerlo abbiamo pensato di realizzare una proiezione di diapositive, diversa da quelle che avevo realizzato per le altre serate, dando interamente spazio alle fotografie di Puccio che abbiamo realizzato nel suo laboratorio dell’Oltrarno.

Un evento che nasce nel progetto artistico del BMG dall’idea di riuscire a coinvolgere il pubblico della scena underground musicale fiorentina a partecipare ad un modo diverso di vivere il clubbing, dove insieme al divertimento si possa introdurre un incontro con l’arte, in questo caso con l’artigianato, e con uno sguardo rivolto alla contemporaneità creare un dialogo tra storia e innovazione, far conoscere insieme alle sonorità della electro berlinese anche le opere create da un maestro artigiano della nostra città e diffondere l’arte di Puccio.


Giancarlo Puccio Giachetti
nel laboratorio dell’Oltrarno
a Firenze nel 2002

foto di Orlando Caponetto

In quel pomeriggio, uno come gli altri, mentre Puccio era impegnato nel proprio laboratorio dell’oltrarno di Firenze a completare alcune delle sue opere, ho scattato delle fotografie concentrandomi su quel viso a lavoro, sereno e intenso, mentre era avvolto nella leggera penombra alla flebile luce dei neon e che filtrava dalle finestre della stanza, luogo per lui familiare come il ferro che era abituato a maneggiare, circondato dagli arnesi del mestiere, tra incudine e martelli, che a tratti si illuminava, di rosso fuoco tra le scintille della smerigliatrice e di bianco accecante tra i lampi della saldatrice. Affascinante e misterioso. E quando si fermava di lavorare, era felice di raccontare, proprio accanto al grande camino, una sigaretta dietro l’altra, di come i suoi cancelli, porte, ringhiere, ornate e decorate, come solo un maestro del ferro battuto come lui poteva fare, erano finite nelle ville e nei palazzi nelle città di tutto il mondo, ed era in quei momenti che quel volto s’illuminava davvero, di luce ancora più intensa, fiero e orgoglioso di condividere con noi giovani di tutt’altra generazione, aneddoti della sua vita straordinaria d’artigiano, cesellatore, incisore, maestro del ferro battuto e artista di sculture di animali che teneva quasi nascoste, al riparo, nel laboratorio.
Ed così l’ho fotografato, con gli occhi che brillavano di passione, mentre mostrava quelle sculture, opere da lui stesso ideate e progettate, tra figure di animali, creature misteriose degli abissi marini, eleganti delfini e pesci, di ogni specie e razza, anche a grandezza e dimensione naturale, mentre raccontava come era riuscito a realizzarne quei dettagli e strutture complesse a cui aveva dato vita e anima ricordando come anche se di ferro fossero tutte molto delicate.
E così nell’ascoltare quei racconti e osservare quei gesti quotidiani così abili e sapienti, oltre a scattare fotografie, sono riuscito ad entrare nel mondo visionario di Puccio, le cui mani raccontavano l’importanza di un antico lavoro artigianale e trasmettevano tutta la conoscenza e l’amore per un mestiere, e di fronte a quelle opere così uniche e straordinarie, sono riuscito a capire quanto l’arte e l’artigianato siano parte della stessa sensibilità umana e che il talento artistico di Giancarlo, come pochi altri hanno saputo dare, quando nel 2021 è venuto a mancare, ha lasciato a tutti una testimonianza di grande valore storico e culturale di cui far tesoro e che non dobbiamo dimenticare.

Alcune di quelle fotografie delle opere degli animali, i cui originali purtroppo sono ancora irreperibili, rielaborate con un effetto liquido, furono proiettate in quel modo proprio per restituire quel senso di fusione tra suono e metallo, musica e artigianato, insieme alle fotografie tradizionali di Puccio nel laboratorio, andandosi ad aggiungere come un ulteriore forma di visione insieme alla scultura e alla fotografia per quell’evento organizzato dal Berlin Mitte Group

Una serie di diapositive che ho ritrovato e scannerizzato nel 2024 e che ho deciso di qui di pubblicare per omaggiare e ringraziare Puccio, recentemente scomparso, e insieme raccontare come in quell’evento il mio contributo di visual artist per quell’evento fosse stato costruito sul racconto fotografico, attraverso una serie di diapositive che nella proiezione continua di quell’evento potessero restituire il senso del lavoro di un maestro artigiano.
Un modo per offrire al pubblico un piccolo frammento di come si svolge quell’antico lavoro quotidiano di un maestro del ferro battuto italiano attraverso un racconto che pur nella staticità delle immagini lasciasse intuire allo spettatore/ascoltatore il senso di quel lavoro artigianale, quasi ad immaginare il suono o il rumore del battere e piegare il ferro, di quello scintillare accecante della saldatrice e della smerigliatrice.
Un modo per creare in un gioco di sensi simili e contrapposti, quel dialogo acustico/visivo tra le fotografie che mostrano quel lavoro artigianale, così antico e primordiale, in contrasto e in armonia, con le sonorità della musica elettronica, contemporanea che specie nella berlin electro analogamente ricorda, in quei suoni crudi talvolta quasi meccanici, il rumore di attività industriali, entrati a far parte dei suoni della musica techno tedesca.
A Berlino, la musica elettronica è stata sempre fortemente influenzata da sonorità ispirate ai rumori, ed in particolare in una città che, dopo la caduta del muro, nei primi anni duemila era in una fase di piena trasformazione urbanistica, invasa da gru e cantieri, e dove molti dei suoni industriali erano già entrati a far parte dell’immaginario acustico e nella mente di artisti e musicisti.


L’incontro tra arte digitale
e pittura Giapponese

In occasione di un altro evento Berlin Electro ho realizzato una serie di fotografie delle opere realizzate da Ikuko komagata che hanno accompagnato la mostra di quadri che ha esposto all’Ex-mud di Firenze Artista e pittrice, nata a Fujisawa, dopo aver vissuto a Tokyo e trasferitasi a Firenze per continuare il suo lavoro all’Accademia delle Belle Arti ha esposto in diverse mostre e le sue opere sono presenti negli archivi del Ministero dell’Università e della Ricerca di Roma dove oggi vive e lavora. Entrata a far parte dei membri fondatori del BMG Ikuko dal 2002 al 2004 ha così potuto impreziosire alcuni eventi con quadri unici realizzati utilizzando una tecnica particolare che si basa sull‘uso di colori tradizionali giapponesi con pigmenti grezzi che hanno contribuito a contaminare spazi e luoghi dove l’oriente ha così incontrato la berlin electro riportando con l’arte pittorica di quella personale visione della cultura giapponese forme di linguaggio di un’altra epoca e ha dato vita ad un altro esempio di quel dialogo tra analogico e digitale ricercato negli eventi del Berlin Mitte Group.



Ellen Allien
@ Berlin Mitte Group
Florence 2002

Nel 2002 con il Berlin Mitte Group siamo stati i primi in Italia ad organizzare un evento unico invitando in consolle Ellen Allien, dj, producer, fondatrice dell’etichetta B-Pitch Control, oggi riconosciuta a livello internazionale, riuscendo così a portare sulla scena musicale underground di Firenze una tra i maggiori artisti della musica electro-techno berlinese conosciuta come Berlin Electro e che insieme al dj-set di Fabio della Torre è riuscita a contaminare gli spazi dell’Ex-mud di Firenze, noto locale fiorentino ormai chiuso da tempo, con le sonorità di quella musica che ben presto si sarebbe diffusa in tutta Europa.
Un esempio di quel concetto di intrattenimento audio-visual, con il quale il Berlin Mitte Group si è guadagnato il proprio riconoscimento nella scena underground di Firenze proponendosi di offrire al pubblico il dj-set di una artista di punta dell’elettronica tedesca ancora prima che divenisse un artista riconosciuta in tutto il mondo, vera fondatrice e autrice di quella sonorità che ha regalato al pubblico un’incredibile esperienza musicale peraltro già introdotta e da Fabio della Torre che era stato un apripista di quel suono da quando tornato da Berlino era riuscito a proporlo nella nostra città.

Un evento che ha concluso in modo unico la stagione e quella prima fase degli eventi del Berlin Mitte Group che abbiamo organizzato attraverso dj-set, proiezioni di diapositive, mostre d’arte, installazioni di scultura, e dove in quel connubio tra arte e musica, tradizione e contemporaneità, storia ed innovazione, arricchito quella notte dalle sonorità uniche ed inimitabili della nostra musa ispiratrice di quel movimento audio visual ha impreziosito l’ultima di quelle nostre serate che non a caso erano state intitolate Berlin Electro.
Una notte speciale, unica in Italia, che ha riscosso un notevole successo, di cui si è parlato molto e come si dice in questi casi, che ha fatto scuola. Un evento che rimarrà per noi del BMG che abbiamo creduto fin dall’inizio in quella nuova tendenza musicale artistica e visual, un ricordo memorabile anche perché ha rappresentato un vero punto di svolta che in qualche modo ha consacrato l’inizio di un lungo percorso artistico nella scena underground musicale e visual della Toscana proseguito negli anni successivi nei molti eventi descritti qui di seguito.


Ellen Allien e Fabio della Torre
@ Ex-mud Firenze
2002

foto di Orlando Caponetto

Un evento che ha generato curiosità e stupore nel panorama italiano undergorund e che non sarebbe stato possibile senza il grande lavoro di promozione di tutti nel berlin mitte group, il sostegno della Red Bull Home Groove e la fiducia di Simone Fabbroni, rinomato dj fiorentino esponente di spicco, insieme al dj Ivan Villa, della scena musicale Drum and Bass e inventore delle storiche serate Apnea, il quale ha creduto nel nostro progetto artistico e ha ospitato i nostri eventi al club Ex-Mud di Firenze di cui era anche direttore artistico


Il Berlin Mitte Visual

Ed è in quel contesto di fermento creativo, quasi sperimentale e pionieristico degli eventi del Berlin Mitte Group che è iniziata il mio percorso artistico nell’arte visual prima con il progetto Berlin Mitte Visual quando pochi mesi dopo abbiamo allestito all’interno dei nostri eventi, il primo set-visual, utilizzando schermi e videoproiettori.
Il Berlin Mitte Visual è stato un progetto visual creato dal sottoscritto e da Lorenzo Gavilli, amico di sempre, e compagno di consolle visual per diversi anni, a partire da un lavoro di ricerca nella creazione di contenuti visivi, montaggi video e progetti grafici appositamente creati per il progetto e per gli artisti ospiti delle serate nel quale ho proposto al pubblico, prima in forma quasi esclusivamente analogica e poi in forma digitale utilizzando i primi software per il controllo in tempo durante le prime performance visual di cui ho scelto di pubblicare alcuni contenuti che invito a scoprire nell’articolo N.E.T.O. l’arte del vj-ing.

Un progetto artistico dove la costruzione di ogni singolo elemento visivo, sia che fosse realizzato con fotografie, con grafiche interattive, performance di vj-ing analogiche o digitali, fino ad arrivare al look delle locandine alla scelta di allestimenti, mostre o installazioni, erano parte di una unica forma espressiva, legata da un filo rosso costruito in stretta relazione con il background musicale a cui facevano riferimento, seguendo quello che potremmo definire un unico linguaggio visivo realizzato con l’intento di ridisegnare l’immaginario collettivo con ogni forma legata all’espressività dell’immagine ed in particolare con l’arte visual.

Ogni elemento mandato in scena veniva realizzato e rielaborato in scena, in funzione, di spazi, elementi e luoghi e alle esigenze concettuali e visive da proporre al pubblico e nasceva da un lavoro di progettazione che ha richiesto impegno, pazienza, lungimiranza, e forme di sperimentazione a volte perfino artigianali che hanno cercato modi visionari per immaginare nuove forme espressive utilizzando ogni sorta di elemento visivo appunto come strumento per generare messaggi, evocare suggestioni e atmosfere, rimandare a simboli culturali e architettonici e costruire un linguaggi artistici in una sorta di continua trasformazione visiva e contaminazione della scena.

Il Berlin Mitte Visual è stato un importante progetto che mi ha permesso di diventare Visual Artist e di realizzare live video performance durante innumerevoli dj-set, live di musica elettronica in tutta la Toscana e che mi ha permesso di lavorare in alcuni luoghi rappresentativi della musica elettronica e della club-culture italiana e per alcuni dei club e dei festival tra i più importanti d’Italia tra cui: Arezzo Wave, Elettrowave, Tenax, Fabrica Europa, Stazione Leopolda, Elettronic MUV Festival, Nex-tech, Ex-Mud, Auditorium Flog, Festival della creatività, Central Park, Ex-Happyland, H202, Limonaia di Villa Strozzi, Doom, Capocaccia, BZF accompagnavo le nuove sonorità provenienti dalla scena internazionale minimal, electro, techno tedesca, e berlinese in particolare e che ha rappresentato un opportunità di collaborare con rinomati collettivi artistici ed etichette di musica elettronica tra cui: B-Pitch Control, Red Bull Home Groove, Apnea, Lisa, Intooitive, Werk, Gold, T-Rex, Push, MKN, No made One, Juice. Alcuni esempi di quelle sinergie artistiche oltre a quelle del Berlin Electro, sono state le famigerate serate del Berlin Stunden, Intooitive@Exmud, AfterSushi@Capocaccia, Random, Waves@BZF, Berlin Mitte Group@Werk.


Nella prima parte del percorso di Visual Artist, dal 2002 al 2008, come Visual Artist con il Berlin Mitte Visual, Neto e Lore ed con il progetto personale N.E.T.O (New Eyes To Observe) ho avuto l’opportunità di realizzare innumerevoli performance visual accompagnando su schermi e led-wall, numerosi dj-set e il live di alcuni tra i maggiori artisti e produttori internazionale come Ellen Allien, Jeff Mills, Riccardo Villalobos, Luciano, Coldcut, Mathew Johnson, T.Raumschmiere, Zip, Krikor, John Acquaviva, Sascha Funke, Daniel Bell, Alex Petit, Cabanne, Bruno Pronsato, Barbara Morgestern, Luomo, di lavorare a fianco di molti dj e artisti italiani tra cui: Alex Neri, Francesco Farfa, Ralf, Gabry Fasano, Fabio della Torre, Minimono, Phipp, Cole, Eclat, Ether, Simone Fabbroni, Ivan Villa, Athos, Raiders of The Last Arp, Alex Redmann, David Love Calò, Biga, Umberto Saba, Ohz, Cayoproject, Cayorosso e condividendo la consolle con visual artist italiani ed internazionali tra cui anche: Coldcut, Pfadfinderei, Addictive Tv, Virgilio Villoresi, O’gino Knauss, Pixel Orchestra, DDG, Mediamash, Zernist, Enist, Gold, Oto Lab, Caino, Werk Design.




L’esperienza di Light-yay
nella Visual art

Mentre lavoravo con il progetto Berlin Mitte Visual e NETO VJ, durante alcuni erano ospiti altri Vj, ho lavorato come N.E.T.O. light-jay, ricoprendo un ruolo riconosciuto essenziale da tutti i dj per la riuscita di una serata e che mi ha insegnato molto perché mi ha dato la possibilità di migliorare la mia capacita di vj. Nella foto scattata all’evento Intooitive@Ex-Mud nel 2003 si vedono il dj ospite tedesco Crane A.K in consolle insieme a Fabio della Torre, alla consolle video come visual artist Virgilio Villoresi, mentre quella sera, come secondo battitore, sono alle luci in veste di Light Jay.Il mio contributo alle luci è sempre stato molto apprezzato in primis dai djs, così anche dagli addetti ai lavori e dal pubblico della pista, che ha sempre riconosciuto le me capacità di seguire in ogni istante la musica, come d’altronde ero abituato nelle perfromance visual, e così mi sono addirittura meritato di essere rappresentato come uno tra i personaggi disegnati dal designer delle grafiche per i flyer d’invito con la figura di Lightman, con tanto di la lanterna in mano.

Quel flyer promuoveva un altro evento in cui sarei stato nuovamente chiamato a lavorare nella consolle in veste di Visual Artist, con il Berlin Mitte Visual per un altro ospite d’eccezione dell’etichetta discografica B-pitch Control in cui eravamo chiamati a realizzare performance visual per la musica del dj tedesco Sasha Funke.


VJ-ing e Light-Jay
linguaggi complementari

Un esperienza che si è rivelata di grande aiuto nel percorso artistico di visual artist poiché dato che anche i visual generano luce, e incidono sulla scena in modo analogo per luminosità imparare a gestire al meglio l’illuminazione di una pista da ballo è fondamentale per conoscere anche come controllare bene l’intensità luminosa del flusso video, in modo da poter essere in costante rapporto con un dj-set proposto da una artista, in altre parole imparare a lavorare come light-jay può essere molto utile ed importante se si lavora come Visual Artist.
Inoltre in quell’esperienza del Berlin Mitte Group una delle caratteristica iniziali dei visual che creavo per quegli eventi e destinati alle prime performance visual, in particolare all’Ex-mud erano studiate in considerazione del tipo d’impianto luci disponibile in quello specifico locale ed in particolare in funzione della potenza di illuminazione dello spazio adibito al dancefloor. Infatti essendo quest’ultimo molto buio, in poche parole poco illuminato dalle strobo e dalle luci i visual che realizzavo dovevano tenere conto di questa mancanza, per questo erano creati con una maggiore intensità luminosa, un ritmo sincopato tra parti scure e chiare, quasi pulsante, che cercavo in qualche modo di imprimere nella forma espressiva dei visual stessi.

In altre parole nel montaggio video e attraverso gli effetti applicati a quelle forme di previsual venivano fatte scelte di luminosità ben precise così da poter usare quei contenuti durante la serata nei momenti più adatti per imitare, una volta proiettati in quella pista davvero buia, l’effetto delle luci stroboscopiche, raggiungendo lo stesso risultato scenico con l’arte visual.
In pratica usavamo la performance visual anche come una forma di light-jay a dimostrazione di come siano due arti diverse e simili che oltre a poter, dover interagire tra loro nel lavorare in modo perfino complementare in sinergia con la musica in alcuni casi si possano sostituire.


NETO designer

Dal 2002 al 2004 durante la mia esperienza come Visual Artist, ho potuto dare il mio contributo pur non avendo mai studiato questa disciplina, come designer, nella quale mi sono divertito a realizzare alcune delle grafiche dei flyer degli eventi che organizzavamo come Berlin Mitte Group che ho firmato come Neto Art.
Nel periodo in cui ho lavorato come Visual Artist sia ho avuto modo di realizzare alcune delle grafiche dei flyer Berlin Stunden per Intooitive@Ex-Mud e Aftersushi@Capocaccia e che ho firmato come come Art: Neto, e di cui qui sotto si trovano alcune esempi che sono andati in stampa.


NETO e Lore Visual
@ Aftersushi
Contemporary Music and Visual Art
2004

Nel 2004 come Neto e Lore Visual ho partecipato a molti degli eventi che come Berlin Mitte Group abbiamo dato vita ad una serie di eventi di intrattenimento audio-visual proponendo al Capocaccia sul lungarno Corsini di Firenze durante gli aperitivi di Sushi un evento sttimanale che ha visto alla consolle il dj-set di numerosi djs del panorama della musica elettronica in Toscana tra cui Derfa (Fabio della Torre) e dr Watt (Alexis Dendias), lo storico dj fiorentino, amico e rimpianto Athos, i maestri delle sonorità drum and bass, Seemo (Simone Fabbroni) e Ivan Villa, e l’eclettico dj Biga, il live-set di Ether, alternandoci alla consolle video con altri vj tra cui Virgilio Villoresi, Enist by GOLD.


Il soggiorno a Berlino

Nel 2003 al termine del servizio civile ho vissuto a Berlino ospite di un caro amico, Antonio Boldrini, impegnato negli studi universitari di Ingegneria, ho potuto frequentare sia la realtà universitaria che l’undergorund musicale del leggendario mondo della techno della capitale, insime al quale abbiamo frequentando importanti luoghi di sperimentazione artistica della scena visual com il Polar oltre ai locali storici come il Tresor e il Panorama Bar, il Watergate e il Maria e il Cookies, luoghi che hanno fatto la storia della Berlin Electro e delle nuove tendenze europee in fatto di musica d’avanguardia, tutt’ora riconosciuti come club di riferimento dei maggiori creatori di quelle sonorità divenute famose nel mondo. Durante quell’esperienza incredibile ho avuto inoltre la possibilità di conoscere da vicino il lavoro dei P-fadfinderei, maestri dell’arte del vj-ing, pionieri della scena visual tedesca, visual dell’etichetta B-Pitch Control di Ellen Allien, che in quel periodo erano vj resident nelle serate dell’etichetta presso la discoteca Polar, e hanno rappresentato da quel momento una grande fonte di ispirazione per i miei visual, in luoghi dove la musica e l’arte visual erano i veri protagonisti delle serate e non soltanto la voglia di fare casino come purtroppo succede ancora oggi da molte parti, e dove esiste una vera cultura del clubbing che ha molto da insegnare per l’importanza che viene data al rispetto degli altri, alla tolleranza e alla voglia di divertimento e ha una diffusa e sincera voglia di ballare e di ascoltare la musica veramente.


Berlin Mitte Visual
Ellen Allien @ Elettrowave 2004

Nel 2004 siamo stati invitati come ospiti a partecipare con il progetto visual T-Rex vs Berlin Mitte Visual all’edizione Elettrowave, il più importante festival internazionale di musica elettronica d’Italia, all’interno di Arezzo Wave abbiamo avuto il privilegio di accompagnare sul palco della Talents Room con le nostre performance visual il dj-set di artisti internazionali come Ellen Allien (Bpitch Control), Luciano, Raiders of the Lost Arp.
Quell’evento unico che ci ha visto portare in scena il nostro progetto visual Berlin Mitte Visual su di un palco così importante e proprio per quell’artista internazionale che era stata musa ispiratrice dell’intero progetto Berlin Mitte Group in una consolle video che era ancora un ibrido tra l’analogico e il digitale, dove ho potuto sperimentare una tastiera midi musicale per il controllo in tempo reale della performance visual (che ho descritto nella pagina N.E.T.O. L’arte del Vj-ing) dimostrare il valore dell’improvvisazione manuale e grazie al quale siamo riusciti a dare vita ad un racconto visivo ispirato a quella scena elettronica berlinese per esprimere il compimento di quel lungo percorso di ricerca costruito in quegli anni, che ci aveva portato ad essere tra i primi in Italia ad usare il linguaggio visual in quel contesto di rilievo internazionale e che poco aveva da invidiare a quell’atmosfera underground d’oltralpe da cui si era fatto profondamente ispirare.

Il progetto Berlin Mitte Visual e il progetto visual N.E.T.O. New Eyes To Observe che avrei presentato all’edizione successiva di Elettrowave in maniera individuale, sono stati considerati dagli addetti ai lavori tra i migliori set VISUAL mai presentati in Italia, motivo di orgoglio e soddisfazione che insieme alla possibilità di lavorare su quel palco a fianco di dj conosciuti della scena musicale elettronica e techno internazionale hanno certamente rappresentato importanti traguardi di riconoscimento del percorso artistico come Visual Artist e per il quale sono ancora oggi ritenuto tra i precursori nel panorama italiano dell’arte del vj-ing.

N.E.T.O. Berlin Mitte Visual – Schema tastiera MIDI – Elettrowave – Arezzo Wave 2004 – 2005
N.E.T.O. Berlin Mitte Visual – Schema workstation – Elettrowave – Arezzo Wave 2004 – 2005

Orlando Caponetto Visual Artist
Barbara Morgestern @ Siena 2004
Santa Maria della Scala

Nel 2004 sono stato invitato come Visual Artist a realizzare una performance Visual durante il concerto di Barbara Morgestern ospite della rassegna Parole e Musica organizzata da Maurizio Boldrini direttore del Centro Comunicazione e Marketing Ufficio Produzione Culturale dall’Università Degli Studi di Siena che si è tenuto nella Sala San Pio all’interno del meravigliosi spazi dell’antico ospedale Santa Maria della Scala di Siena.
https://www.barbaramorgenstern.de/
https://www.ondarock.it/elettronica/barbaramorgenstern.htm


Visual per T-rex e Aftermovie
Barbara Morgestern @ Ex-Mud

Il giorno dopo il concerto al Santa Maria della Scala dove ho realizzato la performance visual per l’artista berlinese Barbara Morgestern, è stata ospite all’Ex-mud di Firenze dove ha tenuto un altro concerto organizzato dal Berlin Mitte Group e T-Rex Galerie e Deutsches Insitut Florenz a seguito del quale ho realizzato un altra performance visual per il dj-set di Fabio della Torre, Simone Fabbroni e Alex Watt. Durante l’esibizione dell’artista berlinese sono stati proiettati alcuni filmati girati in Super 8 a Berlino da alcuni artisti della scena visual di Parigi, Rudolph e Milan. In occasione del concerto ho girato le riprese da cui è nato un aftermovie, tra le poche poche testimonianze video rimaste di uno degli innumerevoli degli eventi che abbiamo organizzato con il Berlin Mitte Group insieme ad un altro che racconta nel 2006 il dj-set dell’ospite berlinese Bruno Pronsato (Telegraph).


Neto e Lore
@ Waves audiovisual
BZF Firenze

Nel 2004 siamo stati ospite come Neto e Lore Visual (Berlin Mitte Group) durante gli eventi di WAVE audiovisual live, all’interno dello spazio culturale BZF della casa editrice Vallecchi a Firenze un luogo di sperimentazione e una fucina artistica dove da una libreria di loops audio e sequenze video si generavano sessioni live di musi ca elettronica e video. Grazie a quella collaborazione ho accompagnato con il mio progetto video alcuni concerti jazz, live-set di musica elettronica, dj-set di Fabio della Torre e le selezioni finali per l’edizione di Elettrowave Live Challange del 2006 .
Nella foto durante un una live session di Cayorosso (sulla sinistra) qui sotto sono al visual con Lorenzo con consolle analogica composto da laptop, videoregistratore, dvd player e mixer video.


Berlin Mitte Visual
@ WERK 2004-2005

Nel 2004-2005 ho lavorato con il progetto visual Berlin Mitte Visual durante gli eventi organizzati da WERK e Berlin Mitte Group all’ex Happyland di Firenze accompagnando con numerose performance visual numerosi dj-set e live di artisti italiani ed internazionali tra i quali Ellen Allien, T.Raumschmiere, Mathew Jonson, Ricardo Villalobos, Lucien N Luciano, Krikor, Popnebo, Jay Haze.

Tra gli eventi speciali a cui ho partecipato come Berlin Mitte Group Visual anche il capodanno mezzanotte mezzogiorno WERK vs APNEA dove ho accompagnato con perfromance visual le sonorità elettroniche e techno dei dj resident tra cui Fabio della Torre, il dj set di Eclat, del rimpianto Athos, di Dash T, Yoni (Gold) e delle sonorità drum and bass dei djs di Apnea oltre tra cui Simone Fabbroni, Ivan Villa, Marko, Shinjin, condividendo la consolle video con altri vj tra cui Enist (Gold), Umak – arts, Caino (cainoeabeledesign).

Qui sotto il testo che ho scritto come comunicato stampa del 2004 dove il Berlin Mitte Group si presenta con il progetto WERK nella discoteca ex-HappyLand di Firenze e racconta il concetto del progetto artistico e di contaminazione della scena musicale fiorentina che si conclude così “L’obbiettivo è quello di comunicare con il pubblico attraverso l’energia, l’impegno e la passione che gli artisti esprimeranno durante le loro performance e trasmettere un interesse per qualcosa di nuovo e di assolutamente contemporaneo che riguarda le nuove arti musicali e visive dell’elettronica”. (by N.E.T.O.)

APRI >>> Il Berlin Mitte Group (COMUNICATO STAMPA WERK 2004)

Berlin Mitte Group è un gruppo di amici che cerca di esprimere il suo concetto di elettronica come forma di comunicazione artistica che si esprime attraverso suoni ed immagini d’avanguardia frutto di un lavoro di ricerca in primis sul suono, che spazia dalla techno all’electro con contaminazioni tek house e minimal, e quindi ancora sull’immagine, grazie al lavoro dei suoi vjs cercando così di esaltare il concetto di atmosfera avvicinandolo a quello di luogo piacevole di intrattenimento o di ballo.
Un lavoro quello del Berlin Mitte Group che cerca di esprimere in un unico set rappresentativo le tendenze del mondo artistico che ruotano attorno alla musica elettronica nord europea e non solo, ed avvicinare così il pubblico ad un nuovo concetto di dimensione narrativa che ha come fondamento l’elettronica, sia nella sua parte musicale sia in quella visiva.
Il Berlin Mitte Group inizia il suo percorso artistico come precursore di nuove sonorità grazie soprattutto all’attento lavoro di Fabio della Torre, affermato dj fiorentino del gruppo, che nel corso degli anni ha sempre dimostrato una grande attenzione nel proporre sempre nuove tendenze musicali e cui percorso artistico nel 2001, dopo un anno nella capitale del suono techno, Berlino, era stato stato quasi “contaminato” dalla nuova scena dell’elettronica berlinese proposta da artisti provenienti da etichette come la B-Pitch Control, riuscendo tra i primi in Italia a proporre in Italia quel suono riuscendo perfino a ospitare  alla consolle la sua fondatrice, Ellen Allien  già nel 2002, all’Exmud di Firenze, durante le serate Berlin Electro cercato di portare nel noto club underground fiorentino, quel suono musicale riproponendo quell’atmosfera d’avanguardia tedesca.
Il  Berlin Mitte Group ha deciso di fare una scelta coraggiosa provando a dar vita ad una nuova forma di espressione artistica provando ad avvicinare il pubblico fiorentino, “invaso” dalle statica preponderanza dello stile house, alle nuove sonorità della cultura musicale tedesca, e che ben presto non perderà tempo ad incuriosirsi a questo nuova proposta musicale, l’evento riscuote un gran successo e continuando a proporlo all’interno della serata intooitive@h2o2, un’altro rinomato locale fiorentino, e riesce a proseguire positivamente nella stagione 2003 con una serata intooitive@exmud. Il set inoltre si arricchisce ulteriormente grazie al lavoro dei Vjs del gruppo Neto e Lore (Berlin Mitte Visual), che con il loro contributo visivo e le loro performance rendono ancora più suggestiva l’atmosfera accompagnandola con set video che si presentano tra i più innovativi della scena italiana nel campo dell’arte visiva per il dancefloor.
A partire dalle prime esperienze il Berlin Mitte Group, il cui nome prende origine dalla simpatia verso alla zona centrale di Berlino, dove più si è sperimentato il nuovo sound elettronico attraverso la densa rete di produzioni locali, continua poi attraverso il progetto WERK che nato nel 2004, sembra voler continuare proprio nella stessa direzione, quella cioè di riuscire a creare all’interno di uno spazio, “un luogo”, che racconti un’atmosfera che non sia inteso solo per l’intrattenimento ma anche come uno spazio attivo dove sia possibile sperimentare nuove sonorità, nostrane e del panorama europeo ed internazionale, un luogo dove poter dare il giusto spazio alle performance visive e alle arti del vj-ing, un luogo che sia un punto d’incontro per tutte le persone e per gli amanti del mondo underground della musica elettronica e delle arti visive. 
Il progetto è subito collaudato e vi partecipano numerosi artisti internazionali e italiani, non mancano le partecipazioni anche di vj ospiti che trovano i questo spazio un ottimo luogo di confronto artistico con i resident del gruppo  Le serate riescono nel loro proposito di coinvolgere lo spettatore in un’atmosfera nuova, diversa, lasciando che si abitui ad un suono “nuovo”, ad un immagine “diversa” per poi riuscire a trascinarlo in un unico “ensemble” di emozioni audiovisive che possano davvero incuriosire la mente, e non soltanto divertire o ipnotizzare, ritrovando così un modo più creativo di vivere insieme lo spazio, il suono e l’immagine e che non sia una forma di intrattenimento fine a se stessa.
Anche quest’anno Il progetto Werk continua nel suo intento di avvicinare il pubblico all’elettronica, e lo fa contaminando un altro luogo, il Tenax, rinomato locale fiorentino della scena clubbing, per una giovedì di elettronica e visual che vedrà la partecipazione di dj europei ed internazionali che saranno chiamati a raccontare la loro interpretazione dell’elettronica. Largo spazio sarà dato alle performance visive, che cercheranno di reinterpretare le atmosfere internazionali d’oltralpe senza rinunciare però a contaminazioni più nostrane. 
L’obbiettivo è quello di comunicare con il pubblico attraverso l’energia, l’impegno e la passione che gli artisti esprimeranno durante le loro performance e trasmettere un interesse per qualcosa di nuovo e di assolutamente contemporaneo che riguarda le nuove arti musicali e visive dell’elettronica.


Remember Berlin Electro

Nel 2005 per rievocare i tempi appena passati delle serate Berlin Mitte Group all’Ex-mud di Firenze ormai passato ad altra gestione chiudendo una stagione underground è stata organizzato un evento speciale che abbiamo deciso di chiamare Remember Berlin Electro a cui ho partecipato ancora con le performance visual in qualità di VJ NETO


Il progetto N.E.T.O. Visual per
John Acquaviva – Ralf – Francesco Farfa
sulla main room di Elettrowave 2005

Nel 2005 ho presentato per prima volta il mio progetto N.E.T.O New Eyes To Observe come visual artist all’edizione di Elettrowave 2005 (Arezzo Wave), durante il giorno al T-Rex Bar(vedi galleria sotto) e durante la notte nella Main Room, al fianco di djs maestri della consolle come John Acquaviva, Francesco Farfa, Ralf, proponendo una performance live visual davanti ad una “platea” di diverse migliaia di persone come si può osservare nella foto e anche nello Show-reel Elettrowave 2005 (paragrafo seguente) che ho realizzato per Fawi Fondazione Arezzo Wave e presentato alT-Rex Short Movie Challange al Cassiopea di Berlino nel 2005.


Lo Show-Reel Elettrowave 2005 by N.E.T.O.
al T-Rex Short Movie Challange di Berlino

Nel 2005, in collaborazione con la Fawi Fondazione Arezzo Wave, ho realizzato lo show-reel che racconta il “Backstage” di Elettrowave 2005, filmato nell’edizione notturna della XXa Edizione di Arezzo Wave 2005 alla quale ho partecipato con il progetto visual N.E.T.O. New Eyes To Observe dopo Addictive TV (Visual) sulle sonorità techno del dj-set di John Acquaviva, Francesco Farfa e Ralf., davanti a diverse migliaia di persone.
Il video che racconta il dietro le quinte del più grande evento di musica elettronica Made in Italy è stato presentato in anteprima al pubblico al presentato al T-Rex Short Movie Challange al Cassiopea di Berlino nel 2005 dove come N.E.T.O. VJ insieme a Capitan Fracasse VJ sulle sonorità di Minimono (live)Ether (live) e dj-set di Fabio della Torre e Rufus ho realizzato anche una delle mie performance live visual all’estero.


GUARDA LO SHOW-REEL
Elettrowave 2005 BY N.E.T.O.


“Morgen Licht”
Il videoclip dedicato a Ellen Allien
e alla torre del Berlin Mitte Group

La notte in cui ho presentato il videoclip Elettrowave Backstage al Cassiopea di Berlino al ritorno ho deciso di girare alcune riprese mentre alle prime luci dell’alba il tram della città ci riportava a casa. Tornato in Italia, da quelle immagini ho realizzato il videoclip “Morgen Licht” lavorando sulle sonorità quasi struggenti della traccia musicale “Augenblick” (B-Pitch Control) di Ellen Allien.

Un frame dal videoclip Morgen Licht by N.E.T.O.

Attraverso quel breve video con la torre della televisione sullo sfondo di quel breve viaggio di ritorno a casa, filmato attraverso il vetro sporco del tram accanto al conducente in un piano di osservazione che portava con sé in quello sguardo prospettico anche un particolare coinvolgimento emotivo, ho cercato di raccontare il senso di un lungo percorso vissuto in quegli anni con il Berlin Mitte Group, e che con un messaggio visivo minimale tramite un semplice gioco di scomposizione grafica di quell’architettura, cercava di restituire in poche semplici immagini, il sentimento che avevo vissuto da artista fin dalla prima volta che ero stato a Berlino nel 2001 cercando di racchiuderne il senso in quel breve viaggio in tram.
Una videoclip quasi metaforico per raccontare un percorso artistico, nato prima come fruitore di quella scena underground berlinese, vissuta durante quel primo viaggio a Berlino che racconto all’inizio di questa pagina e che, dopo aver partecipato alla Love Parade, visitato l’etichetta B-Pitch Control, conosciuto di Ellen Allien, scoperto le sonorità della berlin electro dopo averla invitata all’evento Berlin Electro a Firenze e dopo aver frequentato ancora più a fondo nel soggiorno a Berlino del 2003 oltre ad essere entrato a far parte dell’immaginario visivo e simbolico del percorso artistico del Berlin Mitte Visual era ormai impresso nella mente e nel cuore di un vissuto personale.


Il simbolo di un progetto artistico

La torre della televisione che era stata subito inserita nel nostro logo come simbolo di riferimento del Berlin Mitte Group era divenuta col tempo parte integrante di un linguaggio del nostro progetto visual, con la sua caratteristica forma estetica ed architettonica, era stata ormai assorbita nel nostro immaginario come emblema di un percorso visivo e musicale, ed è per questo ho deciso di utilizzarla anche nel videoclip di Morgen Licht, per ricordare un periodo di grande trasformazione personale ed artistica che tutti noi, membri del gruppo, ciascuno a suo modo, avevamo vissuto a Berlino fin dal 2001.
Quando nel 2003 al termine del servizio civile ho vissuto nella capitale tedesca, per alcuni mesi, vivendo direttamente quell’atmosfera così ricca di fermento artistico che si respirava proprio in quel periodo a Berlino, ho capito di persona il perché quella città fosse riuscita entrata così prepotentemente a dar vita al Berlin Mitte Group e come scegliere la figura stilizzata della torre della televisione nel nostro logo non fosse stato soltanto logico e conseguenziale ma un modo personale e non soltanto estetico, per attribuire a quel simbolo anche un significato espressione di un sentimento di proiezione del nostro sviluppo artistico.
Un simbolo preso a riferimento delle avanguardismo della scena musicale elettronica, della libertà espressiva, emblema di una città come luogo di confronto e d’incontro aperto alle contaminazioni, che già da tempo, dopo la caduta del muro di Berlino negli anni 90, offriva a chiunque la possibilità di esprimere liberamente le proprie idee e la propria creatività, e che ci ha fatto sentire, a noi di un altra generazione, dieci anni dopo l’evento che ha cambiato la storia di essere parte di una trasformazione storico-culturale. Ci siamo sentiti liberi di apprendere forme nuove per sperimentare nuove forme d’arte arti visive e digitali partecipando ad un flusso creativo di cui ci sentivamo parte e che abbiamo cercato di esportare in Italia.
E così nei nostri eventi di intrattenimento audio-visual a Firenze, anche se non sempre la nostra amata e odiata città si è dimostrata pronta a riconoscere il valore di quella nostra proposta artistica, confidando nel valore del nostro progetto e sapendo di essere sulla strada giusta, abbiamo avuto il coraggio di andare controcorrente e proporre in anticipo una tendenza che si sarebbe presto diffusa nel resto nei club e nei festival di tutta l’Europa, dimostrando che il Berlin Mitte Group era davvero all’avanguardia!


Le sonorità della Berlin Electro
come fonte di ispirazione

La particolarità di quel particolare momento di fermento culturale ed artistico della scena underground di Berlino erano proprio quelle sonorità electro e l’arte dei visual che certamente rappresentavano qualcosa di completamente diverso da tutto quello che avevamo ascoltato e visto fino ad allora, simboli di una rinascita artistica e musicale che abbracciava le arti digitali che riuscivano ad usare in modo unico ed innovativo nuovi linguaggi in un epoca di trasformazioni delle arti musicali e visive. Le sonorità elettroniche così innovative della berlin electro, a tratti aspre e quasi destrutturate, erano allo stesso tempo pervase dai riverberi di quel suono denso, rotondo, che ricordava per molti aspetti il calore della prima disco music degli anni 80, dai Kraftwerk a Giorgio Moroder, New Order,  erano digitali e contemporaneamente analogiche attraversate da melodie colorate e profonde che lasciavano percepire quel modo tutto nuovo di unire piacevolmente i contrasti tra due tendenze, riuscendo ad unire la morbidezza del suono analogico alla nitidezza di certe acrobazie digitali, fino ad esprimere attraverso una nuova compiutezza di gestione del suono grazie all’uso di software che iniziavano a sostituire strumenti come sintetizzatori e sequencer, protagonisti per molti anni di quelle calde atmosfere della techno progressive degli anni anni 90, una nuova forma espressiva che apparteneva al nostro background insieme a quello di molti dei produttori berlinesi. Una specie di mix culturale trans-generazionale che nei primi anni due mila abbiamo scoperto vivendo quella nuova scena e tendenza musicale che è sicuramente rappresenta in modo magistrale nell’album Berlinette di Ellen Allien del 2003 e nella traccia “Augenblick” che ho scelto per accompagnare il videoclip Morgen Licht, dove le sonorità berlin electro create dalla fondatrice di quel suono raccontano, tra melodie ed elettronica pura, l’incontro tra culture musicali di epoche diverse, e che non a caso ho scelto proprio per esprimere, in quel montato, il senso del nostro legame profondo con Berlino e di quel rapporto di sintonia con gli artisti dell’etichetta BPitch Control, che pur vivendo lontano da noi, in un altro paese, senza conoscerci di persona, sentivamo vicini, quasi come amici, proprio perché avevamo condiviso momenti di vita e sentimenti simili nell’ascolto della musica, coetanei e coevi di quei periodo di grande trasformazione artistica che dagli anni 90 aveva portato alla nascita della nuova scena elettronica forse più di quanto immaginavamo condividevamo anche quel nuovo suono di inizio millennio.


Quando nel 2004 mi sono ritrovato sul palco dell’Elettrowave ad accompagnare con la performance visual del progetto Berlin Mitte Visual, proprio Ellen Allien oltre alla grande emozione ci siamo sentiti a nostro agio perché avevamo consapevolezza della scena musicale che rappresentava, avendo già sperimentato a lungo quella sinergia audio visual nei dj-se di Fabio della Torre dove avevamo imparato a conoscere molte delle tracce simbolo di quell’etichetta e che sapevamo seguire con i visual in ogni passaggio musicale. Ormai ci sentivamo appartenere anche noi alla scena berlinese, entrati di fatto e di merito dentro quel percorso di avanguardia artistica della scena musicale e visual di cui ci siamo fatti testimoni ed in qualche modo anche promotori della sua divulgazione in Italia.
E’ così quando ho realizzato Morgen Licht sulle note di quel disco, che fin da quel primo ascolto erano rimaste così fortemente impresse nel nostro animo musicale, ho cercato di ricreare quell’emozione e quel pathos che fin dalla prima volta in cui c’ero stato, avevo provato nelle strade e nei club di Berlino, dove in una forma di vera poesia elettronica quelle sonorità sembravano pervadere intensamente ogni momento della notte e del giorno provando, in quella sintesi di pochi minuti, a raccontare tutto ciò che aveva fino ad allora significato per me, il mio rapporto con Berlino e la sua musica nel mio percorso musicale, artistico e visivo
E proprio per il valore che Berlino ed Ellen Allien hanno avuto in quel nostro percorso che anche in Morgen Licht la torre ritorna come emblema di quel mondo, simbolo di una città dove nuove sensazioni, fatte di sonorità e forme di visioni innovative, avevano generato emozioni, sentimenti, idee, e una molteplicità di possibilità creative sviluppate del nostro progetto visual e che alla fine mi hanno portato a voler dedicare esplicitamente quel video ad Ellen Allien che ringraziandomi per l’omaggio ricevuto ha dimostrato di aver compreso il senso e l’importanza di quel significato.


Berlin Mitte Visual – N.E.T.O. Visual
ai Festival di Arti Visive e Musica Elettronica di Firenze

Nel 2004 sono stato ospite con il Berlin Mitte Visual al Music & Visual Art Festival sul palco dell’Elektrofusion italianclubculture per accompagnare il dj-set di Fabio della Torre organizzato in collaborazione con GOLD marchio internazionale di street wear da Intooitive alla Limonaia e Parco di Villa Strozzi di Firenze. Nel 2005 ho partecipato come N.E.T.O. Visual in qualità di Elettrowave Guest al festival MUVElettronicMUsicVideo alle Pavoniere di Firenze per accompagnare il dj-set di Alex Redmann, OHZ vincitore dell’Elettrowave challange e live di Ether ecome Berlin Mitte Viusal per il dj-set di Biga poi ancora ospite agli eventi di Intooitive all’Electric Halloween al Central Park dove ho realizzato perfromance visual per il dj-set di Ether e Fabio della Torre che ho seguito ancora con il progetto Berlin Mitte Visual a Fabrica Europa. Infine nel 2006 sono stato invitato come Berlin Mitte Visual all’evento Electro Club presso lo spazio del Teatrino Lorenese del Festival della Creatività alla Fortezza da Basso di Firenze.


Nel 2006 il progetto Berlin Mitte Visual
arriva nella discoteca TENAX (club di Firenze dal 1981)

Se a partire dal 2002 fino al 2006 con il Berlin Mitte Visual e il progetto N.E.T.O. VISUAL avevo ormai sperimentato l’arte del VJ-ING negli innumerevoli eventi di intrattenimento audio-visual organizzati come Berlin Mitte Group accompagnato con performance visual i dj-set di Fabio della Torre (Bosconi Records) e numerosi djs internazionali lavorando sulle sonorità della musica elettronica tedesca della berlin electro, quando a direzione artistica del Tenax ha compreso che quella nuova musica elettronica sarebbe presto divenuta la nuova tendenza nei club di tutta l’Europa e in una scelta lungimirante che attendevamo da tempo, riconoscendo il ruolo l’importanza e il valore dei Visual come arte complementare alla musica, aveva allestito sei schermi dedicati interamente al lavoro di VJ, finalmente ci dava la possibilità di esprimere il valore del nostro progetto visual anche per il leggendario dancefloor della storica discoteca di Firenze.

E anche se non dovevamo certo dimostrare quanto l’arte del vj-ing fosse la nostra avanguardia espressiva è forse proprio per quei meriti mai troppo dichiarati che siamo stati invitati come visual artist a lavorare al Tenax tra i maggiori club d’Italia proprio nelle famigerate serate del Nobody’s Perfect già nel 2006, in quel luogo storico dove in qualche modo eravamo cresciuti insieme a molti altri fiorentini andando a ballare fin da giovanissimi, e che in una vera e propria forma di vero e proprio riconoscimento artistico abbiamo accolto come un amichevole senso di riscatto artistico soprattuto perché a attendevamo da tempo quel cambiamento nell’allestimento poter esprimere il progetto Berlin Mitte Visual anche nel più noto club di Firenze dal 1981.
Un invito al tenax che ci ha consentito di mostrare al pubblico il progetto che nel 2004 con Lorenzo avevamo portato in scena sui grandi schermi dell‘Elettrowave nell’edizione di Arezzo Wave a fianco di dj e artisti come Ellen Allien, Luciano e Raider of the lOsta Arp, e che soltanto l’anno prima nel 2005 com N.E.T.O. avevo mostrato nella main room accompagnando in solitaria con perfromance visual il dj-set di John Acquaviva, Ralf e Francesco Farfa davanti ad una platea di migliaia di persone che mi ha permesso di avere il riconoscimento artistico nel ruolo di VJ anche all’interno nel club più conosciuto d’Italia.
Un progetto artistico che ho portato in scena come N.E.T.O. VISUAL ancora molti anni dopo, durante la collaborazione con il Tenax dove ho lavorato dal 2016 al 2020, come visual artist, videomaker e fotografo e dove ho cercato, forse più di altri, di dimostrare cosa significa prima di tutto costruire un’interpretazione artistica che possa completare visivamente il significato espressivo di una serata musicale lavorando in sinergia con la musica per comunicare in modo autentico con il dancefloor.


Le performance visual al Tenax
per dj ZIP (2006 ) ed Ellen Allien (2007)

La prima volta che ho lavorato come VJ sul palco del Tenax, storica discoteca di Firenze dal 1981, è stato nel 2006 quando con il progetto Berlin Mitte Visual abbiamo realizzato una performance visual per il dj-set di Fabio della Torre e Thomas Franzmann in arte ZIP, co-fondatore dell’etichetta internazionale Perlon.
E così quando nel 2007 con il Berlin Mitte Visual siamo stati invitati ancora una volta per accompagnare, in quell’occasione sulla leggendaria console del al Tenax, il dj-set di Ellen Allien, producer internazionale fondatrice dell’etichetta discografica B-Pitch Control, realizzando per l’artista tedesca, esponente di punta della berlin electro, un’altra indimenticabile performance visual dopo quella portata in scena due anni prima nel 2004 sul palco nella Talent Room di Elettrowave, e dopo che nel 2002, era stata già ospite all’evento targato Berlin Mitte Group, quando il contributo visual che avevo creato si esprimeva ancora attraverso la luce di proiezioni di diapositive con linguaggio analogici, come illustrato nelle gallerie e nei paragrafi sopra, abbiamo potuto ricevere l’ennesima conferma della lungimiranza del nostro progetto visivo.
Ed aver potuto dimostrare l’importanza della nostra scelta artistica, mostrando al pubblico del Tenax il valore del nostro lavoro di Visual Artist durante le serate del Nobody’s Perfect conosciute in tutta Italia per la rilevanza degli artisti internazionali presenti nelle line up, l’animazione e gli allestimenti proposti dagli art director, è stato un importante riconoscimento artistico del nostro progetto visual nel quale avevamo creduto fin dall’inizio, quando nel 2001, intuendo in anticipo che l’arte del vj-ing sarebbe entrata a far parte del mondo della club-culture internazionale, abbiamo deciso di intraprendere questo affascinante percorso nel mondo della visual art.


Il progetto N.E.T.O. Visual
Jeff Mills @ Tenax
2008


Nel 2008 ho presentato per la prima volta a Tenax il progetto visual N.E.T.O (New Eyes To Observe) durante il live-set di JEFF MILLS e il dj-set di Fabio Della Torre.
Un evento speciale di grande musica per il quale ho preparato un set visual costruito sulle atmosfere del maestro indiscusso della techno di Detroit realizzando un set visual utilizzando le riprese di una telecamera puntata sugli artisti sul palco e una webcam rivolta verso il pubblico e con un lavoro d‘improvvisazione manuale mixando quelle immagini ai contenuti visual provenienti dal computer, mantenendo lo sguardo focalizzato su ogni passaggio di quel incredibile live techno per mostrare il talento di Jeff Mills nell’uso della leggendaria TR909 (Drum Machine), ho voluto così offrire a tutto il dance-floor del Tenax qualcosa di unico ed irripetibile, dimostrando come il presupposto essenziale di una performance live visual e di vj-ing, a mio parere, risieda nelle capacità di un VJ di saper riuscire a creare una particolare atmosfera visiva in grado di coinvolgere lo spettatore con un dialogo e un interpretazione personale che possa costruirsi, stacco dopo stacco, in sintonia con la musica dell’artista in scena, creando sempre qualcosa di autentico a partire da un percorso d’autore.



L’avventura nella visual art
continua dal 2016 al 2020
al Tenax

E forse proprio grazie alla legittimazione artistica che mi sono guadagnato con la fatica, l’impegno e la determinazione nel portare avanti un progetto visual che ha ricevuto apprezzamenti e e rispetto di molti addetti ai lavori e che ho cercato di descrivere anche nel dettaglio insieme molti degli eventi a cui ho partecipato come Visual Artist in questa pagina che racconta questa prima fase del percorso artistico dal 2002 al 2008 tra club, festval e discoteche nel mondo della visual art che quasi dieci anni più tardi sono ritornato sulla scena quando invitato nuovamente a lavorare come VJ sulla consolle dello storico club di Firenze dal 1981 per accompagnare lo show case di Bosconi Records nel 2016 quando ho iniziato un’intensa collaborazione artistica con il progetto N.E.T.O. VISUAL grazie alla quale ho potuto realizzare nuove e ancora più intense performance visual nelle quali ho avuto il piacere di accompagnare la musica di molti artisti che avevo già incontrato in quel primo tratto di strada e il privilegio di lavorare per la prima volta per le sonorità di innumerevoli tra più noti dj e producer di fama internazionale fino al 2020.


Scopri come continua l’avventura nella collaborazione artistica per la discoteca Tenax dal 2016 al 2020 come N.E.T.O. Visual/Videomaker/Photographer visitando la pagina N.E.T.O. @ Tenax, guarda alcune anteprime delle performance visual realizzate per il dj-set di artisti internazionali nella pagina N.E.T.O. VISUAL oppure scopri molto altro ancora sul progetto N.E.T.O. NEW EYES TO OBSERVE come performance visual, guarda contenuti previsual e conosci i segreti di un arte straordinaria nella pagina N.E.T.O. L’arte del Vj-ing.