Sculpture of Florence


Un progetto fotografico
che avvicina lo sguardo alla scultura

Le fotografie pubblicate fanno parte del progetto fotografico Sculture of Florence – A close look che vuole mostrare con uno sguardo ravvicinato la bellezza di opere straordinarie che si incontra per le strade di Firenze, per restituirne all’attenzione dello spettatore quella vicinanza verso il patrimonio culturale, storico ed artistico della città affinché la meraviglia della scultura, spesso offuscata da troppi elementi di disturbo che ne confondono la vista, sia riscoperta in quella dovuta e necessaria libertà di fruizione che la fotografia può offrire lasciandosi apprezzare in tutto il suo antico splendore.

Nella visione contemporanea della società e così anche nella gestione di Firenze e di molte altre citta d’arte negli ultimi anni tutto si é preferito investire in tutto ciò ruota intorno all’interesse economico che l’arte può generare e così anche nella fruizione del patrimonio artistico tutto oggi é ormai al servizio di un turismo di massa che alimenta questo continuo impatto socio ambientale nei confronti di uno spazio saturo, sempre più alienato dalla sua natura e riservato ad ogni tipo di bassa speculazione e furbizia commerciali che possa trarrlne il massimo o profitto da ogni sua più intima caratteristica culinaria dove in nome della tradizione riduce tutto al passeggio tra un semplice crostino, una buca del vino, un bel gelatino e tutto al menu rinascimento mordi e fuggi. Una svendita totale di un patrimonio mondiale che ischia di trasformare la città in un unico grande fondale per milioni di turisti che, in preda ad una ormai sdoganata e seriale, e selvaggiamente conformista mania dei selfie, riempiono le loro memorie digitali, di istantanee e metafisici attimi di bella presenza per essere in ogni istante onnipresenti nel presentismo imperante del web e riempiendo la memoria storica di una generazione di infinite immagini spazzatura, prive di autenticità, vissutole nella realtà parallela, forse nella loro Firenze virtuale, sempre più artificiali nelle movenze composte misurate, calcolate, per una posa perfetta, sul ponte (santa trinità) di una citta artificiali, di cui non hanno avuto coscienza, conoscenza, esperienza, il tempo di uno scatto, anzi venti, trenta quaranta, tutti wow, al solo fine di tornare a casa e poter dire io c’ero, l’ho vista, hai visto? Che giornata!

E cosi a gonfiare ognuno la propria bacheca personale con statue di maestri del Rinascimento, che hanno lavorato settimane mesi, anni, per scolpire, affrescare, costruire dipingere, opere uniche al mondo che oggi appassiscono nella tristezza di osservare una società ormai votata all’individualismo distratto e maniacalmente perfetto nel suo lustro quotidiano da filtro bellezza ,sfuocato, foto in movimento, curato fino allosfinimento o spesso non vissuto internamente mentre felicissimi di averlo compreso, appreso, perché presente in quel post, a contorno di quel sorriso cosi ricercato per non sfigurare, si illude di coglierne il senso spirituale, il valore culturale, del sentimento che la città vorrebbe comunicare anche da una scultura se solo avessero il tempo di poter ascoltare. E così Firenze, come la sua scultura, in quanto opera d’arte, orfana di un tempo di contemplazione che non esiste più, rimane sola, trascurata e finisce per essere banalizzata, stigmatizzata e talvolta perfino anche ignorata.
Un malcostume che finisce per condizionare tutti coloro che attraversano la città, persino i residenti, perdendo la propria capacità di attenzione, in una forma di emulazione finiscono per imitare quel modo globalizzato di osservare la scultura e la cultura. Un mondo dove lo sguardo distratto si rivolge all’opera, che spesso si trova in alto, in posizione scomoda, soltanto se e quando, questa é fortunata, viene scelta per un post. Ed é solo allora che lo sguardo, mediato dallo schermo dello smartphone, diventa vero, comunica con la realtà, attraverso lo smartphone, ormai unico strumento e protesi di fruizione del mondo esterno, e in quel fortunato giorno, dove le circostanze si intrecciano, lo sguardo incontra la scultura. Miracolo dell’era sociale, in nome di un post obbligato, che entro sera va pubblicato, non importa se va realizzato in modo semplice, purché sia rapido, concitato, pronto subito, senza esser troppo contemplato, dovw nell’immediato anche la scultura ha da farsi trovar pronta, in posa, all’altezza della Story. E così, finalmente il turista vede l’opera, solo per qualche istante, senza attesa né sospiri, dove lo stupore ad occhio nudo di fronte all’opera d’arte, non ha tempo di essere provato, nessuno sguardo sara contemplato, e ben prima d’essere ammirato, immortalato, lascia inesorabilmente il posto al post, e al nome con cui andrà taggato, etichettato, che sia adatto per quel testo allegato, non troppo serio, non troppo noioso, breve, smart e chissenefrega chi l’ha scolpita e perché sta in quel posto, adesso serve all’inquadratura che deve funzionare, aumentare visibilità, guadagnare Followers! Ma quale etica di cultura, tutto é freestyle, anche Firenze, come Venezia, Parigi, un altro gran bel fondale, una foto top, pubblicare inquadrare, scattare, nonpensare, si, postare. Un impoverimento della capacità di osservare che rischia di far decadere il significato stesso della vocazione di una città unica al mondo, Firenze, disseminata in ogni suo angolo di pura bellezza tridimensionale. Una città che amo da sempre e che nonostante sia difficile da vivere e osservare nel cambiamento al quale sembra andare inesorabilmente incontro, seguendo le contraddizioni di una società che non si ferma più pensare a se stessa, non voglio rinunciare a difendere e a cui ho voluto dedicare il senso di questo progetto. Un progetto fotografico che nasce con l’intento di restituire valore, con la Fotografia, a quel tempo rubato all’osservatore, e che sembra voler svanire nel mare di immagini vuote, create da una valanga di tasti che dai pollici compulsivi di turisti in preda alle mode, precipitano nell’Arno, come cascata di scroll dalle loro bacheche virtuali e che senza neanche conoscerne il nome, l’odore, i pesci, il suono, la storia, lo vedono scorrere sotto i ponti, verso il mar Tirreno e provare a restituire diginitá e rispetto alle opere di Firenze e cosi, offrire altri modi di osservarle. Uno sguardo ravvicinato alla scultura di Firenze attraverso la fotografia autoriale come segno di rispetto all’identità di un luogo a cui sono particolarmente legato, unico al mondo, ritenuto da sempre, dai fiorentini e toscani, dagli italiani, in primis, come la patria del Rinascimento per restituire dignità artistica al patrimonio che é dell’umanità, con la speranza di contribuire a regalare una visione intima e partecipata a tutti i futuri turisti di una città e che possa tornare ad essere attenta e sensibile all’arte e a quel senso della cultura che l’ha resa unica nella Storia anche per la sua magnifica interpretazione della bellezza.


SCOPRI L’ARTICOLO DEDICATO ALLA FOTOGRAFIA DELLA SCULTURA


GALLERIA 1

Il progetto fotografico segue un percorso di avvicinamento alla scultura e attraverso un lungo lavoro di ricerca e approfondimento che dedica il suo sguardo ravvcinato alla città di Firenze, ne osserva il dettaglio, la storia, lo spazio abitato, per farsi tramite di quel sentimento impresso nei volti, ne subisce il fascino, lo stupore e pure l’incanto, per mostrare attraverso tutta la forza espressiva scolpita in ognuna di queste opere straordinarie il sentimento che da sempre la contraddistingue per bellezza, profondità artistica e grandezza, frutto del genio e del talento dei grandi maestri del Rinascimento e dell’ottocento che, tra scultura pittura ed architettura hanno costruito il senso estetico di una città oggi patrimonio dell’umanità. Un’avvicinamento ai grandi maestri scultori, alle loro opere scolpite nella pietra, nel bronzo e nel marmo, che con una sublime interpretazione e rappresentazione della figura umana, tra scene sacre e mitologiche, ci hanno lasciato sculture meravigliose che da centinaia di anni, abitano silenziose nelle piazze, nelle strade di Firenze, discretamente adagiate, in ogni suo angolo più nascosto per renderla allora come oggi, una città unica e conosciuta per questo in tutto il mondo.

Un viaggio fotografico alla scoperta delle opere tra le più conosciute al mondo e di quelle meno note, spesso nascoste negli angoli delle strade, alla sommità dei palazzi, sulla facciata delle chiese di Firenze, per avvicinare lo sguardo, e l’occhio del passante spesso distratto, all’inestimabile valore artistico raccolto neicuore della città, un modo da rendere visibile e comprensibile lo stupore e restituire la bellezza scolpita in ogni dettaglio visibile.
Alcune di queste figure, spesso di personalità note appartenenti alla cultura e alla storia della città, si trovano spesso al di sopra dello sguardo e risultano spesso fuori dal nostro campo visivo o troppo distanti per essere colte a pieno nella loro unicità che le contraddistingue e anche per questo nasce l’idea di questo progetto, perché anche le meno famose possano essere conosciute, riconosciute e apprezzate, a partire dal sottoscritto che nel farne per primo la loro conoscenza ne rimane colpito e raggiunge piena contezza e valore grazie anche alla fotografia.

Le didascalie delle opere sono visibili
nello slide-show delle fotografie cliccando sul pulsante (i) informazioni.


GALLERIA 2

Sono sempre stato innamorato della scultura come forma d’arte e d’espressione. Ogni volta che mi sono ritrovato a fotografare una scultura ho cercato di farlo nel tentativo di restituire il significato e la forza espressiva nel rispetto per l’opera di un autore. L’intento è quello di provare a rappresentare la bellezza per descrivere l’energia espressa dalle forme racchiusa dentro la materia, e la fotografia, come sempre, è solamente un mezzo per condividere e raccontare l’emozione di questi sentimenti autentici.

Le didascalie delle opere sono visibili
nello slide-show delle fotografie cliccando sul pulsante (i) informazioni.


GALLERIA 3

Le fotografie pubblicate raccontano così alcune tra le più celebri sculture del Rinascimento fiorentino, insieme ad altre di epoca medioevale e del periodo ottocentesco presenti nelle strade di Firenze, meravigliose opere che richiamano ogni giorno da tutte le parti del mondo milioni di visitatori che molto volte non hanno neanche il tempo sufficiente per dedicare alla città l’attenzione che si merita perdendo così la possibilità di apprezzare un inestimabile valore di bellezza storica, artistica e culturale.

Le didascalie delle opere sono visibili
nello slide-show delle fotografie cliccando sul pulsante (i) informazioni.


GALLERIA 04

Ciò che stupisce chi come me vive da sempre a Firenze e cerca nel silenzio di difenderla ogni giorno è assistere impotenti a questa incapacità di gestione e ad un ignoranza diffusa che ne tradisce il valore, perfino chi ha la fortuna di abitarla, soggiornare per brevissimi o lunghi periodi spesso non trovi neanche la forza di imparare a rispettarla e di trovare quel tempo, che ormai sembra quasi implorare, per alzare lo sguardo e fermarsi ad ammirare con calma, senza fretta, il fascino di una scultura.

Le didascalie delle opere sono visibili
nello slide-show delle fotografie cliccando sul pulsante (i) informazioni.


Altre sculture in Toscana ed Europa

Nella galleria qui sotto sono presenti fotografie che ho realizzato viaggiando per la Toscana e in Europa che ritraggono opere realizzate da scultori contemporanei ed esposte in altre sedi. Tra queste l’opera di Novello Finotti, il protettore del mare e dei marinai Sant’Antonio situato sul pontile a Marina di Pietrasanta, le statue di Giuseppe Ciani tra le vie e le piazze di Casole d’Elsa, l’opera commemorativa nel giardino della Chiesa di Sant’Anna di Stazzema. Nelle foto realizzate all’estero le sculture del porto di Oslo in Norvegia, al Gothenburg Botanical Garden di Goteborg e per le strade di Copenaghen.