
- Città vetrina (progetto fotografico)
- Città svenduta (progetto fotografico)
- Florence Park ® 2025 – Il grido silenzioso di Firenze (cortometraggio)
Città vetrina
Città vetrina è un progetto fotografico iniziato nel 2015 che nasce con l’intento di raccontare attraverso le vetrine del centro storico di Firenze, la sovraesposizione della città alla commercializzazione nell’invadenza di negozi, boutique e vetrine di lusso che l’hanno trasformata in un unico grande spazio dedicato allo shopping esclusivo. Un progetto che evidenzia quanto sia diffusa ovunque la presenza di immagini promozionali di modelli tra griffe e loghi scintillanti, nel diffondersi indiscriminato di vetrine che i grandi marchi della moda e le molte aziende in franchising ormai posseggono nei luoghi chiave della città. Un’invadenza nello sguardo dei passanti che sfrutta le bellezze di un patrimonio dell’umanitá unico al mondo e dei suoi simboli identitari per farne il fondale di un interminabile showroom e che ha trasformato il paesaggio in molti luoghi storici in modo forse ormai irreversibile. Un progetto che racconta non soltanto di un progressivo inquinamento visivo ormai divenuto realtà ma che mostra come assecondare deliberatamente un presunto sviluppo commerciale sia una scelta cieca e senza lungimiranza poiché trasforma le città d’arte da luoghi di incontro tra culture a semplici spazi di consumo, sempre più simili ai luna park dove non vi é miglioramento dell’habitat urbano ma porta al contrario ad un inesorabile impoverimento culturale.
E sebbene queste creano un immediato vantaggio a chi ne trae il miglior profitto, anche la città d’arte più bella al mondo trasformata irrimediabilmente in un luogo anonimo, senz’anima, attraversato da milioni di turisti che fanno acquisti invasi dai segnali luminosi del marketing può perdere la propria identità storica e così anche l’autenticità delle persone che la abitano si può disperdere tra loro. E per quanto il fondale dei loro selfie sarà meraviglioso nei ritratti griffati, immaginare di aver conosciuto Firenze, città che fù madre del Rinascimento, senza averne compreso e visto il volto equivale a non aver capito il significato dell’arte che nasce da un sentimento e dunque dallo sforzo e dalla passione per la bellezza che si manifesta anche nella capacità di saper difendere l’amore per quel luogo.
Un racconto critico sulla bellezza di Firenze nei riflessi di una città vetrina.
di Orlando Caponetto










































Città svenduta
Città svenduta è un secondo progetto fotografico che prosegue il racconto iniziato con “città vetrina” per mostrare l’impatto sulla città del mercato turistico e della gestione incontrollata degli spazi pubblici messa in pratica dalle ultime amministrazioni che nell’offrire ogni tipo di concessione hanno lasciato che la città si trasformasse in un luogo dove a transito obbligato ogni angolo é ormai, asservito al consumismo del turismo di massa, tra dehor abusivi e sedute che impediscono l’accesso al marciapiede, dove le architetture sono ostaggio delle bancherelle, i profili di chiese e dimore storiche coperti da slogan, gigantografie e figure ammiccanti di modelle e tra gadget e souvenir anche l’opera d’arte é ormai parte di un’unico grande show. Una svendita totale di un patrimonio complice di un degrado che in nome di un presunto sviluppo della cultura, lascia ogni abitante di Firenze, culla del Rinascimento, ad assistere impotente da spettatore non pagante ad una decadenza senza biglietto né speranze.

































Florence Park ® 2025
Il grido silenzioso di Firenze
Oggi, nel 2025, a quasi dieci anni dall’inizio del progetto fotografico città vetrina, la situazione di quanto raccontato in queste gallerie qui illustrate non è migliorata, anzi, possiamo dire che sia notevolmente peggiorata. La città di Firenze, si è lentamente trasformata in qualcosa di sempre più anonimo, un luogo dall’anima smaterializzata ormai divenuta ad uso e consumo del turismo, che sembra attraversarla ogni giorno con ogni mezzo possibile ed immaginabile come fosse un parco giochi, senza cogliere niente di ciò che un tempo le apparteneva né restituire a chi la abita da sempre relazioni umane che non siano legate al semplice ristoro di chi con esso ci guadagna. Un luogo che appare a molti come un luna park a servizio di un mondo globalizzato senza alcuna forma di comunicazione e di interscambio culturale che non sia evidentemente circostanziato all’arricchimento di chi ne trae vantaggio.
Per questo motivo e mille altre ragioni impossibili da condensare in poche parole già dal 2023, ho iniziato a girare delle riprese per un cortometraggio che attraverso immagini che ho realizzato esplicitamente sarà capace di mostrare nel dettaglio molti degli aspetti che ne hanno forse ormai irreparabilmente cambiato il volto per sempre e che col cuore proverà a coglierà il grido silenzioso di Firenze, intitolato Florence Park®.
Un progetto video sul quale ho molto riflettuto e che credo potrà, meglio di molte parole, mostrare con forza, il senso e il significato di una decadenza di cui sono certamente vittima molte altre città d’arte, specchio di un cambiamento radicale della società contemporanea.
Un progetto che intende evidenziare, da parte di chi ama Firenze, la vive e l’ha vissuta da quasi cinquant’anni, e scopre ogni giorno, dietro ad ogni angolo, in ogni luogo ormai perduto, il volto di questo inesorabile cambiamento e soffrendo, insieme a molti di una gestione, quasi incontrollata, di questo fenomeno di inaridimento culturale, politico, filosofico e della mancanza di visione per il futuro di uno spazio condiviso che ha perso se stesso nel riflesso ormai opaco di un rinascimento tramontato cerca di dare testimoniare, offrire vicinanza alla città e opporsi a questa sconfitta. Un progetto che nasce dal dissenso di fronte a ciò che sembra oggi decomporsi insieme allo spazio consentito per il semplice passeggiare nello spazio comune, divenuto sempre più raro e da pagare a caro prezzo, gestito dalle amministrazioni complice del suo degrado che senza accorgersi delle contraddizioni di una città invasa da ogni forma di commercializzazione in nome del profitto lascia che sia tutto consentito al sacro turista che prima o poi mangerà la pizza nella cattedrale del Duomo, acquisterà vestiti nelle galleria degli Uffizi, prenderà un gelato nel corridoio vasariano.
Un lavoro critico ma anche appassionato che lascia parlare le immagini in movimento per racconterà come Firenze, costretta oggi a vivere solo nel riflesso mai perduto della propria bellezza, ma di cui se avesse parola ne sarebbe di certo offesa e che pare ogni giorno, stia chiedendo, in silenzio, la dignità di ricevere ascolto, affinché qualcuno si accorga e riconosca una condizione di disagio che sembra assalire tutti coloro che la amano e la rispettano, forse gli unici veri capaci di udire quel suo grido quotidiano. Per questo mi auguro di poter contribuire con questo cortometraggio di essere tra coloro che faranno qualcosa per dare voce all’identità di questo luogo unico e nel contempo aiutare la società ad opporsi davanti a ciò che pare incontrovertibile, cercando di difendere Firenze, per salvarci anche come società, da questa condizione di decadenza post-pandemica.
