Giorgio Cipriani (1919-1994) – Opere

GIORGIO CIPRIANI (1921-1994), PITTORE E FOTOGRAFO, HA VISSUTO E LAVORATO TRA VENEZIA, FIRENZE E MILANO, DOVE TRA GLI ANNI ’40 E ’70, HA DATO VITA AD UNA FERVENTE PRODUZIONE ARTISTICA DI QUADRI E DIPINTI, ASTRATTI E FIGURATIVI, COLLAGE, DISEGNI PER STOFFE, CERAMICHE, CHE HA ESPOSTO IN GALLERIE D’ARTE E IN FIERE INTERNAZIONALI, TRA L’EUROPA E IN AMERICA, LAVORATO PER PRESTIGIOSE AZIENDE E CASE DI MODA ITALIANE, COLLABORATO PER LA DANZA E IL TEATRO, REALIZZATO INFINE DOCUMENTARI E INNUMEREVOLI REPORTAGE FOTOGRAFICI TRA CULTURA, ARTE E SOCIETÀ.


LA PRODUZIONE ARTISTICA DI GIORGIO CIPRIANI, ARTISTA VISIONARIO ED ECLETTICO DAL 1994, ANNO DI SCOMPARSA DELL’ARTISTA, È STATA CONSERVATA CON METICOLOSA ATTENZIONE DALLA FIGLIA DOMINIQUE PAPI CURATRICE DELL’ARCHIVIO PAPI CIPRIANI DI SIENA

UN PROGETTO CHE HO SEMPRE SOSTENUTO E CHE DAL 2022 A SEGUITO DI RECENTI LAVORI DI SISTEMAZIONE MI VEDE PARTECIPE NELL’APPASSIONANTE ATTIVITÀ DI SCOPERTA, RECUPERO E RIPRODUZIONE DIGITALE DELLE NUMEROSE OPERE DELL’ARTISTA



L’OPERA ARTISTICA
DI GIORGIO CIPRIANI


Un’artista che ha dedicato gran parte della sua vita alla ricerca sull’immagine
tra sperimentazione e arte visiva, pittura astratta e figurativa.

Giorgio Cipriani, artista poliedrico, pittore e fotografo, attivo tra i primi anni 40’ e la fine degli anni 80’, ha vissuto tra Venezia, Firenze e Milano dove ha lavorato e collaborato con aziende d’avanguardia, passate alla storia come eccellenze del Made in Italy.
La produzione artistica di Cipriani inizia nel 1944 quando il dramma della guerra entra con forza nella sua prima pittura e prosegue per tutto il dopoguerra, un periodo di grande fervore in cui sperimenta i diversi stili espressivi dell’epoca e realizza numerose opere su tela e carta, ad olio e tempera. L’opera di Cipriani si esprime dall’astratto al figurativo con un segno univoco e riconoscibile, a tratti cubista e drammatico, altre volte romantico e malinconico, altre ancora visionario e ipnotico, riflesso di un’accesa volontà di sperimentazione.

Il percorso artistico di Cipriani continua, nel lavoro di ricerca sull’immagine, con la creazione di opere che tra dipinti, disegni e collage dal 1950 al 1970 divengono stoffe d’autore, tessuti d’arredamento, foulard per la moda, ceramiche, abbigliamento, illustrazioni per libri, tappeti, carte da parati, oggetti di design, mobili, gioielli ed altre produzioni; risultato di elaborazioni artistiche, realizzate per aziende italiane ed internazionali, progettate per impreziosire ambienti di prestigio o ideate per arricchire scenografie di spettacoli, queste opere rappresentano altre forme d’espressione dello stile che Cipriani ha diffuso e sviluppato come artista.
Cipriani ha esposto opere in mostre personali e collettive a Venezia, Milano, Firenze, Roma, Londra, Rio de Janeiro, oggi custodite in collezioni private in Europa e in America, in case d’asta internazionali e nell’Archivio Papi Cipriani.  



GIORGIO CIPRIANI (1921-1994)


BIOGRAFIA

Cipriani inizia la formazione artistica a Firenze dove collabora con alcune delle botteghe storiche della città (Alinari, Brogi, Pineider) realizzando stampe, cartoline, incisioni, esecuzioni di copie di opere antiche ispirate a volumi d’arte della Biblioteca Nazionale.
Nel 1944, all’età di 24 anni, dopo il servizio di leva e l’idoneità al corso di specializzazione in fotografia dell’Aeronautica Militare, Cipriani inizia a Venezia, la sua attività artistica di pittore.

Espone nella sua prima mostra a Venezia alla Galleria Barozzi (1944), a Milano alla Galleria La Spiga (1945), a Firenze alla Galleria Il Fiore (1946) e all’estero, a San Paolo in Brasile Galleria Leonardo Da Vinci (1947) curata di G. Zancopè. Nel 1948 Cipriani espone alla Gimpel Fils di Londra con quattordici opere accanto ai lavori del pittore Peter Potworowski, alla Trafford Gallery insieme a Clare Crossley, Hamilton Kerr, Mary Fedden e Michael Tree, con Enzo Plazzotta alla Twenty Brook Street. Nell’ambiente londinese con la prima moglie Iliana Von Fraunberg, della famiglia fiorentina Pecori Giraldi, frequenta Eve e Delves Molesworth, conservatore delle sculture al Victoria&Albert.

Nella pittura di Cipriani sono già presenti evidenti analogie con le avanguardie storiche e di ricerca post cubista di opere coeve di maestri come Picasso, Renato Guttuso, Emilio Vedova, Massimo Campigli. Scrivono di lui sulla prima mostra ”tutt’altro che inesperienza quella del giovane Cipriani”,“la particolare assunzione mentale della sua pittura è già un atto di coraggio”, “non è bloccata in una formula” e ha “sincere possibilità di sviluppo”. (Silvio Branzi, Giorgio Cipriani, Gazzetta di Venezia 1944). Con Vedova e Giulio Turcato, che scrive per suggerire il suo nome, Cipriani intrattiene rapporti di amicizia e di dialogo artistico.

Le opere di Cipriani rimandano ad un linguaggio astratto, ascrivibile al surrealismo con chiari richiami al lavoro di Joan Mirò che oscilla dunque tra un universo figurativo e uno astratto, contaminato dalle intuizioni formali e spaziali delle avanguardie di primo Novecento che racconta delle diverse influenze e delle soluzioni formali innovative dell’artista con riferimento al francese André Masson  (Dalla recensione pubblicata su The Journal of the British-Italian Society. Giorgio Cipriani and Enzo Plazzotta, sulla mostra al Twenty Brook Street, Londra 1949). 

Cipriani collabora dagli anni Cinquanta agli anni Settanta con Fede Cheti realizzando disegni astratti e figurativi per stoffe d’autore e tessuti sperimentali che diventano parte delle collezioni della nota stilista di Milano usate per arredamento, rivestimenti di sedute, mobili, oggetti di design iniziando un percorso che lo porterà a rappresentare l’arte italiana nel panorama europeo ed americano. Le pitture su stoffa realizzate da Cipriani, “Bosco Blu”, “Sogno di una notte di mezza estate”, “Degas” sono esposte alla mostra di Fede Cheti alla X Triennale di Milano nel 1954 e recensite sulle riviste Domus e Novità.

Il catalogo Tessuti d’autore degli anni Cinquanta a cura di P. Magnesi, del 1987, cita Giorgio Cipriani insieme a Lucio Fontana, Emilio Vedova, Piero Fornasetti, Gio Ponti, Roberto Crippa, Gio Pomodoro, tra i portatori di quel grande realismo creativo di cui fa parte e che si ritrova anche nell’impronta figurativa ed astratta delle stoffe sperimentali che non sono viste più unicamente come “prodotti di design” “nell’accezione della grafica applicata in serie” ma piuttosto come “texture pittorica” frutto “dell’espressione di un cultura critica” del design italiano che dal primo dopoguerra “realizza prodotti industriali estranei alla logica produttiva di fabbrica”, “come pratica di riforma sociale“, e che sono il “risultato del lavoro sperimentale di architetti, laureati, e talenti naturali“ come Cipriani che come altri artisti lavora “in quella commistione tra industria e arte che è uno dei tratti distintivi del design italiano” (Storia del design, Renato De Fusco. 1985).

Tra le prestigiosi aziende italiane committenti di Giorgio Cipriani si trovano dal 1952 il marchio milanese Fiorio, la Manifattura Jsa di Busto Arsizio, la Bellotti di Como, la Manifattura italiana tappeti artistici (MITA) di Genova Nervi, la Frette&C (1956), e la Fortuny di Venezia.
All’estero Cipriani realizza dal 1956 un’ampia produzione di disegni per stoffe per la storica Sanderson Fabrics di Londra con cui collabora per molti anni e così anche per altre aziende del settore tra cui Pausa di Stoccarda, Lea&Son Furnishing Fabrics (1957) di Londra, Bigelow-Sanford Carpet Company di New York,  Maison Zimmer&Rodhe (1958) e l’olandese Klein.

Nel 1961 Cipriani fonda Gotha S.r.l un’azienda che nasce per produrre foulard e tessuti in proprio nell’atelier e show-room del Palazzo Belgioioso di Milano.  La prima collezione di foulard di Cipriani riscuote grande successo tanto che Ferragamo ne sceglie uno e lo vendo col marchio “exclusively for Ferragamo, by Gotha”. (L’Espresso di C. Cederna e Vogue Italia). La produzione di Cipriani continua fino al 1964 per l’azienda l’americana Gimbel Brothers, la Harrods di Londra, la Sim&Coventry Ltd di Liverpool e la Nakanishi&Co di Osaka.

Tra le produzioni di Cipriani si aggiungono opere decorative realizzate per ambienti di prestigio come gli affreschi a tempera ed olio per la Villa Il Palagio di Figline Valdarno (1955), i quadri per le navi della Flotta Lauro, nella sala da gioco, salone delle feste sulla Sidney e dedicati a Firenze nella serie Città italiane. Cipriani si applica anche nella ceramica, realizzando nel suo forno di Lucca, piatti decorati con figure e motivi astratti ed altri manufatti.

Le sue ceramiche sono state esposte nel 1951 alla IX Triennale di Milano e alla mostra Italy at work presentata in diverse città degli Stati Uniti e poi alla I Exposição de arte decorativa italiana alla Antiga Galeria Vernon di San Paolo, in Brasile per rappresentare l’artigianato italiano.

Cipriani ha lavorato inoltre con attori, danzatori e registi teatrali realizzando opere per scenografie e proiezioni di diapositive  offrendo le sue visioni per spettacoli in scena nei teatri d’Italia. Cipriani realizza diapositive e siparietto per la Variazione su Il Gabbiano di Cecov, Teatro Comunale di Bologna e Teatro Municipale di Reggio Emilia (1968-69); per The Machbets al Teatro alla Scala di Milano (1969); per Le Creature di Prometeo al Teatro La Fenice di Venezia e al Teatro Comunale di Firenze (1969-71) dopo un siparietto di Renato Guttuso.
Cipriani ha realizzato infine oggetti di design, mobili, gioielli collaborando con aziende italiane tra cui la Pernigotti s.p.a..