ARTICLE

UNA PAGINA CON APPROFONDIMENTI E CONSIDERAZIONI MATURATE NELLA MIA ESPERIENZA ARTISTICA E PROFESSIONALE,
SUL VALORE DELLE IMMAGINI, IL RISPETTO DELLA FOTOGRAFIA E DEL SOGGETTO,
LO SGUARDO ALLA SCULTURA, IL SIGNIFICATO DEL GESTO, IL VALORE DELLA DIVERSITÀ
IL RACCONTO DELLA DANZA, TRA COLLABORAZIONI E PROGETTI



ARTICOLI DI APPROFONDIMENTO

ARTICOLI

L’immagine

Sono convinto che bisogna imparare ad osservare e prima di tutto comprendere quello che si cerca di raccontare. E’ necessario un grande atto di sincerità per raccontare il mondo e la sua realtà, per questo motivo, credo fotografare e filmare richieda prima di ogni cosa un…

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Il soggetto

La fotografia rappresenta per me non solo un punto di vista sulla vita degli esseri presenti sul nostro pianeta ma soprattutto un punto di osservazione e riflessione riguardo ai bisogni e alle necessità di tutti gli esseri che popolano il nostro pianeta, siano donne, uomini, animali…

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Il ritratto

L’arte della fotografia è certamente fatta di tecnica, competenze, sensibilità e conoscenza. Ancora più importante, a mio parere, è la capacità di saper cogliere l’essenza del soggetto, rispettandone i suoi valori di unicità e di autenticità. Il concetto che sta alla base di ogni fotografia d’autore…

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Raccontare la danza

Per scoprire come ho imparato a raccontare l’arte della danza sul palcoscenico attraverso la mia attività professionale di fotografo e videomaker dal 2006 al 2014, e quante cose ho appreso che non conoscevo, come sono riuscito a saper riconoscere il valore della bellezza nella diversità, comprendere il…

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La scultura

Sculture of Florence A close look Ho scelto di scrivere questo articolo di approfondimento e condividere una parte del progetto fotografico Sculture of Florence – A close look che ho realizzato per le strade di Firenze e dedicato alle statue più nascoste o meno conosciute che…

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BREVI CONSIDERAZIONI

Raccontare la realtà

Ho sempre desiderato usare la macchina fotografica, la telecamera e il montaggio video, non tanto per esprimere me stesso quanto piuttosto per riuscire a raccontare la realtà e condividere quel sentimento di meraviglia e di stupore che avverto di fronte della natura, all’arte e alla musica. Nel corso delle collaborazioni artistiche che ho raccontato attraverso fotografie, riprese, montaggi video, visual, sono riuscito ad imparare moltissimo, in particolare ciascuna forma d’arte con la quale mi sono confrontato mi ha insegnato qualcosa di nuovo.


Senza nessuna distinzione

Ho sempre cercato di avere un dialogo sincero diretto con gli artisti, lavorando in ogni circostanza con la stessa professionalità e nel rispetto dell’altro, sia che fossero emergenti, riconosciuti dal grande pubblico, sconosciuti, “normali” , “diversi” o semplicemente loro stessi.


I linguaggi artistici

Ho sempre avuto una naturale curiosità e predisposizione all’ascolto e questo mi ha aiutato spesso nel rapporto con gli artisti con i quali ho collaborato, in particolare a comprendere il loro linguaggio artistico. Nell’affrontare il lavoro di documentazione della rappresentazione sulla scena avere consapevolezza del linguaggio espressivo di un artista rappresenta un presupposto necessario per restituire l’autenticità di un esibizione.  Comprendere il valore di un progetto artistico, il significato di uno spettacolo o di una performance, contribuisce a rispettarne l’identità spiegando le ragioni e la passione che gli dedica e permette di raccontare con maggior sincerità il percorso di un artista.

Self-protrait – Venezia 2010

Ogni volta una sfida diversa

Ogni nuova collaborazione artistica e professionale che ho intrapreso ha rappresentato sempre una sfida diversa che mi ha offerto la possibilità di migliorare le mie competenze, approfondire la mia conoscenza personale, sviluppare relazioni, amicizie e collaborazioni, che spesso si sono rivelate durature, formative e coinvolgenti.


Imparare da ogni forma d’arte

Danzatrici e danzatori, coreografi e registi mi hanno insegnato a riconoscere la complessità di una coreografia, la difficoltà di ogni passo di danza, l’importanza dell’interpretazione, l’originalità nella scelta dei costumi, il valore di una scenografia, di un allestimento, di un progetto luci.
Normodotati, diversamente abili e non professionisti mi hanno aiutato a comprendere il significato del gesto e del movimento, a riconoscere la bellezza nella differenza e nel talento, ad accettare l’altro.
Attori, registi teatrali, clown, comparse e figuranti mi hanno insegnato a capire la recitazione, la drammaturgia, l’importanza di un adattamento di un testo teatrale, la specificità di un personaggio, l’importanza del tono della voce, di una risata, la capacità espressiva di un volto, il valore di uno sguardo sulla scena e sul palco.
Musicisti, cantanti, professionisti e tecnici del suono mi hanno insegnato riconoscere le sfumature di un timbro di voce, la differenze di un l’intenzione, il valore dell’interpretazione e dell’improvvisazione, il contributo di ogni strumento e l’importanza della coralità e della condivisione in un gruppo musicale.
Djs, artisti, produttori musicali e light-jay mi hanno insegnato a distinguere le sonorità musicali, l’originalità di un missaggio, la particolarità di un dj-set, le profondità sonore di una groove, i trucchi di un live, l’importanza della visione musicale del light designer nel creare una atmosfera.
Stylist, ballerini dell’animazione, artisti performativi e circensi mi hanno insegnato a riconoscere l’importanza della direzione artistica, della scelta di un look, di un allestimento scenico, nell’espressione estetica di una serata, nella differenza la differenza tra essere all’avanguardia o in contro tendenza, e quanto l’unicità delle forme acrobatiche, di gioco e di performance possano condizionarla.

Self-protrait – Padova 2011

Proteggere la privacy

Ho sempre rivolto i miei obbiettivi video e fotografici senza pregiudizi, preconcetti né limiti alla libertà creativa, espressiva ed estetica dei soggetti, cercando sempre e prima di tutto di difenderne la privacy e l’intimità dell’anima nel rispetto di ogni persona, cercando sempre di trattare ogni progetto con tatto, riservatezza e sensibilità e al fine di evitare ogni possibile discriminazione nella forma e nei contenuti che ho creato e pubblicato. Al di fuori del mondo degli artisti in scena, ho imparato ad osservare la realtà del mondo e della società con curiosità ma anche con rispetto e mi aspetto che gli altri facciano lo stesso nei miei confronti e verso il mio lavoro di fotografo e videomaker.


Empatia, curiosità e sincerità

Sono sempre stato alla ricerca di un approccio diretto e sincero nei confronti di ogni soggetto, di ogni forma di essere vivente, animale, vegetale o umano che sia.
Ho sempre avuto una naturale curiosità e spirito di osservazione che ho sempre sentito come necessario per rivolgermi al mondo in modo empatico.
Nel mio lavoro ho cercato sempre di cogliere gli aspetti della realtà prima di tutto attraverso lo sguardo, cercando di comprendere il significato dei gesti nella vita di tutti i giorni dalla semplice prossemica delle persone, di riconoscere la fragilità, la sensibilità, la timidezza per cogliere e rispettare la delicatezza d’animo soprattutto dei più indifesi. Ho capito l’importanza di riconoscere, capire, e accettare la diffidenza, la paura, il distacco, l’ignoranza come sentimenti naturali presenti nella vita di ogni essere umano.

Self-protrait – Florence 2018

Osservare per comprendere

Ho sempre avuto predisposizione all’osservazione e alla comprensione di ciascun essere vivente sia per il mio carattere che in virtù dei miei studi universitari nelle scienze naturali, imparando il valore dell’etologia e dell’antropologia. Dall’osservazione della natura e del comportamento animale, aiutato anche dalle competenze scientifiche per cui ho studiato all’università, ho imparato a comprendere l’unicità di ciascun essere vivente, e anche per questo provo grande rispetto per ogni forma di vita.
Identificare gli elementi di fragilità degli ecosistemi e dei processi di trasformazione degli elementi o delle risorse, a capire le ragioni di un particolare comportamento innato o adattativo, mi ha insegnato a considerare una pianta, un animale, un fungo o un batterio con la stessa dignità di ogni altro essere considerato “superiore”.


Lavorare in ambiti diversi

Credo che ogni tipo di esperienza acquisita o pregressa, che ho imparato lavorando in ogni diverso ambito, dalla musica alle arti sceniche, dalla scienza alla storia dell’arte, rappresenti un bagaglio di conoscenza reale rivelandosi indispensabile anche nel lavoro di fotografo e di videomaker. Avere una maggiore consapevolezza mi ha permesso di essere in sintonia con artisti, registi, musicisti, danzatori, organizzatori, produttori, lavorando sempre nel rispetto di tutte le maestranze e del loro campo d’interesse.

Norway – 2012 – Trollingsten

Risolvere i problemi

Nonostante in alcuni casi si possano incontrare molte difficoltà nel lavorare in certi ambienti rischiando di perdere lo spirito di partecipazione e di attenzione nei confronti delle persone e degli esseri viventi, sono sempre riuscito a mantenere con forza questa priorità, cercando non soltanto di fotografare, filmare, ma anche di osservare, ascoltare, mediare, risolvere, mettendomi in comunicazione emozionale con i soggetti, per cercare sempre non soltanto di fare il mio lavoro ma anche e soprattutto di usare le capacità personali per risolvere i problemi, le interferenze, i contrasti, cercando di migliorare situazioni e rapporti.


Raccontare con consapevolezza

Nella mia esperienza ho imparato che per rappresentare l’unicità, originalità e le specificità degli essere viventi, pensanti o performanti, e riuscire attraverso una fotografia, una sequenza, una ripresa o un montaggio, a rappresentare la realtà, bisogna essere in ascolto con essa, e cercando di comprendere almeno in parte il significato che sta dietro a quella vita, e oltre ad aiutarmi a capire molte mi ha spesso consentito di raccontare con un maggiore sincerità e consapevolezza.

Self-protrait – Florence – 2019

Umiltà e autenticità

Credo che per raccontare la realtà sia necessario innanzitutto un atto di grande responsabilità e di umiltà. Credo che per esprimere lo stato d’animo di una persona, l’esibizione di un artista o la vita di un essere vivente sia necessaria prima di tutto sensibilità ed empatia: occorre avere il tempo necessario per comprendere il suo modo di sentire, di esprimersi o di manifestarsi, così da poter raccontare i sentimenti con autenticità.


Raccontare l’invisibile

Ho sempre cercato di guardare il mondo con occhi diversi sfuggendo da una visione “normale” delle cose per cui si è istintivamente portati, o persino costretti, a ritenere degno di interesse solamente ciò che è appagante, bello per antonomasia, forte o vincente. Credo sia altrettanto importante raccontare ciò che è nascosto, invisibile, sconosciuto, debole, perdente, diverso, emarginato.


Contraddizioni e responsabilità

Nel mio lavoro di fotografo e di videomaker ho spesso cercato di evidenziare le contraddizioni, sottolineare le differenze o quando era necessario di non farlo affatto. Porre l’accento sui contrasti esistenti tra le persone, l’uomo, gli spazi, descrivere le interazioni tra gli elementi della natura e del paesaggio, della società, specialmente quando queste non sono positive o rincuoranti come vorremmo, la ritengo una questione di responsabilità e di coscienza.


La narrazione autentica

Oggi più che mai la narrazione visiva della società contemporanea non esprime più un vera autenticità nell’espressione artistica ormai pervasa dal racconto compulsivo di sé stessa e ancor meno comprende il valore di mantenere quella trasparenza nel racconto della realtà, che per me è sempre stat un esigenza. Anche per questo è divenuto ormai un imperativo ancora più forte quello di cercare, contro ogni declino dell’intelligenza, continuare a comunicare in modo emotivo, autentico e professionale in modo da poter sperare di contribuire con contenuti che provino ad aggiungere conoscenza aiutandoci a non perdere quella e consapevolezza sempre necessaria la capire il mondo che ci circonda. Un mestiere che appare ancora più complicato portare avanti di fronte al dilagare alla cultura della comunicazione ripiegata sui social, del “presentismo” visto come unica dimensione della realtà, della propaganda e dell’immagine finta, artificiale, vuota come spazzatura e che rischia di minare le basi della nostra stessa società di relazioni, dove tra fragilità, l’ignoranza e la solitudine dello schermo rischiano di far perdere la capacità critica alle nuove generazioni e non solo, e con essa quella di esprimere la nostra vita attraverso forme di comunicazione che diffondano la cultura e il principio della verità rinunciando così all’occasione di costruire una società migliore.

Asciano – 2024

Difendere l’arte della fotografia consapevole, del montaggio di un video fatto con coscienza e del messaggio che porta con sé, del documentario, del reportage, e attraverso l’obbiettivo costruire un interpretazione che invita a riflettere senza dover anestetizzare la mente e il cuore di noi tutti, che siamo i primi spettatori del nostro racconto, non è soltanto un modo di essere utopici, sinceri o buonisti, quanto piuttosto un modo di tutelare prima di tutto forse una delle cose importanti che ci resta, e cioè la nostra stessa dignità di esseri umani, che insieme alla diversità che ci contraddistingue non dovremmo considerarci come insieme di individualisti ma come parte di una comunità, sensibile alla vita degli altri, e imparare che per arricchire la nostra vita e dare una speranza a chi verrà dopo di noi, si può tornare a costruire un mondo diverso attraverso la parola, la poesia, la filosofia, la storia, la musica e ogni altra forma di espressione artistica perché condividere in modo autentico il valore di un sentimento, di un pensiero, di un emozione significa innanzitutto difendere il significato stesso dell’esistenza.