Il ritratto

Mario

L’arte della fotografia è certamente fatta di tecnica, competenze, sensibilità e conoscenza. Ancora più importante, a mio parere, è la capacità di saper cogliere l’essenza del soggetto, rispettandone i suoi valori di unicità e di autenticità.
Il concetto che sta alla base di ogni fotografia d’autore è quello di saper riuscire ad instaurare un rapporto autentico di conoscenza con il soggetto che permetta al fotografo non soltanto di raccontarne l’aspetto ma di interpretare la parte più vera della persona, anche quando si tratta di una persona che vive per strada.
E questo, purtroppo, o per fortuna, non si impara nei libri o nelle scuole di fotografia, ma partecipando con sincerità e rispetto alla vita stessa di una persona.

Il ritratto di un persona, anche quando si tratta di una persona che si conosce da molto tempo, può sembrare una cosa semplice da realizzare per un fotografo ma per riuscire a cogliere il lato più naturale di un soggetto è importante comunicare in profondità lasciando che anche un amico manifesti il lato più autentico di sé stesso.

Se dovessi spiegare quale spinta mi muove quando sono dietro all’obbiettivo, potrei dire che la sensazione è forse paragonabile a quella che si prova nell’avere bisogno di esprimere un pensiero, suonare una melodia, eseguire una danza, attraverso cui riuscire a comunicare quel sentimento, anche quando un volto è nascosto dietro ad una maschera di scena.

Fotografare e filmare, secondo mio modesto parere, significa cercare di dare corpo e forma proprio a questo sentimento, usando l’obbiettivo come uno sguardo ravvicinato, facendo in modo che resti in ascolto dello stato d’animo di un soggetto, di una persona, di un animale o della ragion d’essere di una pianta, di un paesaggio, di una folla per restituirli con autenticità e rispetto.

Molte volte camminando nelle città, nella la natura dei nei parchi naturali o tra le realtà del nostro tempo, mi trovo di fronte a qualcosa di speciale di inaspettato che molto spesso appartiene alla vita. Attraverso il mio lavoro di fotografo e di videomaker cerco sempre di riuscire a rappresentare le emozioni e gli accadimenti nel loro spontaneo manifestarsi, cercando di lasciare una traccia di quello che raccontano, e nello stesso tempo, esprimere il sentimento che provo nel vederli.

Cerco di rappresentare ciò che ci circonda con sincerità per dare spazio a pensieri e sentimenti che raccontino la realtà nel profondo. La fotografia è come una sintesi di linguaggi che può essere usata di fronte ad eventi mutevoli e spesso non ancora compresi per svelare i suoi significati più nascosti.

Le persone, gli animali e perfino le piante, possono sorprenderci in ogni momento, mostrandosi davanti ai nostri occhi attraverso gesti e comportamenti unici che spesso vediamo per la prima ed unica volta nella vita e che per la loro essenza rievocano nella mente sensazioni quasi primordiali.
Il mio desiderio è quello riuscire a realizzare immagini che riescano a raccontare questi momenti, condividere il valore della scoperta, lo stupore e la meraviglia che si provano nella vita e nella natura.

L’immagine quando è autentica si rivela nell’istante, nelle pose più naturali di un soggetto, o della vita stessa e racconta profondamente il rapporto tra il soggetto, il tempo e la sua realtà circostante.

Un immagine artefatta e trasformata, di contro, finisce per risultare irreale, quasi finta, senza alcun rapporto con la realtà circostante, svuotandosi di significato e persino di mancare di pensiero.

Ogni sguardo sulla realtà è sempre accompagnato da riflessioni e da pensieri che la camera osserva, esplora, attende, partecipa, cercando di racchiuderli in una sintesi, tra gli infiniti momenti possibili, per raccontare così alcune sensazioni, rubarne un frammento, uno scatto.

Quando scattiamo una fotografia dovremmo cercare di rispettarne soprattutto l’autenticità, raccontando con sincerità e difendendo il valore dei nostri pensieri.